Supereroi


La lettura gioca una parte importante, nella nostra vita. Essa ci aiuta a crescere, ci apre la mente, aiuta ad allargare i nostri orizzonti; ma spesso, il ruolo che ricopre è principalmente quello di "intrattenerci". E i fumetti, grosso modo, hanno come scopo principale proprio questo. Ci isolano dal mondo esterno, ci accompagnano in un luogo di fantasia fatto di personaggi colorati ed eccentrici, capaci di stimolare la nostra fantasia. Nel corso degli anni, il fumetto si è evoluto fino a venir considerato una vera e propria forma d'arte, grazie anche alle tematiche 'pesanti' affrontate da generi disparati, molti dei quali mettono in risalto i lati più cupi della nostra società, senza considerare la capacità di riuscire a coadiuvare disegni ben fatti e storie ben raccontate capaci di trasmettere emozioni, e sì, anche capaci di portare il lettore a riflettere. Il genere supereroistico, sebbene ancora oggi sia bistrattato da chi lo osserva da lontano, non è da meno. Al di là dei loro mantelli, dei loro costumi colorati, delle scazzottate e dalla scia di distruzione che si lasciano dietro, i supereroi rappresentano un ideale superiore, ed è ciò che cercano di trasmettere nelle loro storie di pura fantasia.

Nel corso degli anni, più di un universo supereroistico sono nati, affiancando le già famosissime DC Comics e Marvel, come la Image e la defunta Wildstorm, e ognuno di questi ha sempre dato un'immagine personale ai supereroi. Case editrici come Vertigo o Wildstorm, per esempio, hanno puntato su tematiche più mature, sempre legate ad un mondo immaginario, ma con toni più cupi che meglio riescono a rispecchiare la società in cui viviamo, mentre le due principali, DC e Marvel, vanno per altre vie, scegliendo di ambientare le loro storie in un mondo utopico ma con scelte nettamente differenti. La Marvel, decide di tenersi su una caratterizzazione di un mondo che non vede di buon occhio i supereroi, i quali a loro volta appaiono decisamente con più sfumature rispetto agli eroi della DC, arrivando anche ad avere un "lato oscuro"; le storie, sempre caratterizzate da un particolare "realismo" che permette un paragone che più si possa avvicinare al nostro mondo, danno sempre più di uno spunto riflessivo, permettendo di guardare la storia da più angolazioni, senza dimenticarsi del lettore. Sotto moti aspetti, la Marvel è per il lettore; non si dimentica mai di lui, e del suo punto di vista, facendo in modo che il ruolo del supereroe possa essere visto da un'ottica più obiettiva, mettendo in discussione anche la morale, talvolta. La DC Comics, invece, è un altro discorso. L'Universo DC è un mondo utopico, popolato da supereroi che vengono amati ed acclamati, dove i Governi mondiali, se pur alla ricerca di tenere il controllo (assumendo, a volte, il ruolo di nemico), appaiono impotenti dinnanzi a loro e alla loro sensibilità morale. Il supereroe, nell'Universo DC, è ciò che dovrebbe davvero essere, e vale a dire, un simbolo di speranza e cambiamento per l'umanità.

Tutta questa lunga premessa, per raccontare la mia personale esperienza con i supereroi, e più particolarmente con l'Universo DC. A discapito di quanto possa sembrare, posso definirmi un neofita del genere; ho avuto tra le mani il mio primo fumetto di Batman solo nel 2009, senza contare però una copia di Batman Black & White contenente una breve storia sul passato di Due Facce quando avevo ancora l'età di 8 anni (ad oggi, ahimè, non so che fine abbia fatto). Il fumetto in questione, è Batman: Anno Uno, presente nei volumi da edicola editi da Planeta, cui sono riuscito a reperire solo i primi 20 numeri, arrivando a conoscere importanti saghe come Una Morte in Famiglia, Cataclisma, Terra di Nessuno e Hush. Inizialmente, l'interesse verso Batman nacque ingenuamente; da sempre affascinato dal mondo dei supereroi (proprio grazie ai film Marvel), avevo identificato Batman come il mio supereroe preferito, e il motivo era semplice: Batman è un umano, non ha bisogno di super-poteri. La sua più grande arma è la sua determinazione. Correrò il rischio di essere banale, ma Batman ha avuto un grande impatto sulla mia vita. Quel lato oscuro che tendeva ad abbracciare è stato praticamente il mio specchio, negli anni a venire; in particolar modo il Batman di Greg Rucka, nella cui run fu introdotta Sasha Bordeaux e venne messo in risalto il lato solitario e autodistruttivo di Bruce Wayne. Quelle letture, oltre a regalarmi dei momenti veramente intensi e interessanti, mi aiutarono a scrutarmi nell'animo, e iniziare a comprendere veramente chi io fossi veramente. Ma non era abbastanza. Dovevo ancora crescere.

Subito dopo Batman, ci fu Wonder Woman, ma non dopo aver iniziato a farmi una "cultura" sull'intero Universo DC leggendo importanti saghe come Crisi sulle Terre Infinite e Crisi d'Identità. Con Wonder Woman, iniziò a delinearsi il mio ideale di uguaglianza, abbandonando definitivamente quegli ideali sessisti di differenziazione tra uomini e donne. Oltre ad esso, Wonder Woman mi affascinava anche per le sue origini derivanti dalla mitologia greca, di cui sebbene non la conosca da cima a fondo, mi ha sempre affascinato in particolar modo. Poi fu la volta di Lanterna Verde, di cui, dopo varie letture classiche, arrivai a leggerne l'intera continuity di Geoff Johns, da Rinascita a Nel Giorno Più Splendente (ahimè, non ho mai letto La guerra delle luci). Lanterna Verde ha rappresentato per me un'apertura mentale definitiva, spazzando via ciò che Batman mi aveva lasciato. L'immagine di un eroe, che non è poi un supereroe, ma un poliziotto spaziale, che svolge le sue avventure nello spazio, quindi verso l'ignoto, è stato per me un chiaro riferimento all'allargamento di orizzonti. Ma se c'è una run che ha avuto un vero forte impatto, è stata La Notte Più Profonda, e non solo per la sua caratterizzazione particolare, che è riuscita a scavare nelle fondamenta della storia della DC Comics, ma per il senso dietro la storia. Le Lanterne Nere che uccidono alimentandosi delle emozioni delle loro vittime, che a loro volta diventano uno di loro, è un chiaro riferimento all'apatia; portare allo stremo le proprie emozioni, farle crescere, fin quando non vengono risucchiate dal male, un male che non arriva da dei cadaveri di persone care, fondamentalmente, ma delle proprie emozioni che provavano verso di loro, nonché loro stessi. Cos'è un Universo senza emozioni? Nekron parlava di equilibrio, perché la vita è il caos, e l'apatia è l'unica maniera sensata di vivere, ma non è così. È proprio quel caos, alla fine, che distrugge l'apatia, la vera morte dello spirito umano. La Notte Più Profonda è questo, e molto di più, ed è dimostrazione del genio creativo di Geoff Johns, che riesce in qualsiasi modo a scrivere storie che sono accessibili a qualsiasi tipo di mentalità, arrivando a colpire nel segno.

Se Batman e Lanterna Verde, attraverso le loro saghe, hanno delineato maggiormente il mio carattere, non è stato da meno Flash. Lui, il Velocista Scarlatto che nel corso degli altri ha rappresentato svariate cose: eredità, famiglia, sacrificio ma prima di tutto umiltà e umanità. Sì, Flash è il più umano di tutti gli altri eroi, più di Batman stesso; non è questione di poteri o no, e a volte nemmeno di determinazione: è integrità morale. Barry Allen e Wally West hanno ricevuto per caso i loro poteri, e li hanno abbracciati combattendo per ciò che ritenevano giusto, e non perché mossi dal peso della responsabilità, ma dalla loro sete di giustizia. Un buon esempio è Barry Allen, il quale prima di diventare Flash, era innanzitutto un poliziotto. Forse, Flash è il supereroe che più si avvicina all'eroe della Marvel, quello umano, un po' come Spider-Man, ma senza il concetto del "supereroe con superproblemi"; niente peso per le responsabilità, niente pentimento, niente voglia di concludere la propria carriera da eroe. Essere solo un supereroe, perché è ciò in cui si crede.


Se non ci è chiaro ancora il concetto di Supereroe, Superman può essere l'identificativo perfetto. Non a caso ne parlo per ultimo, in quanto l'eroe di Krypton è stata la mia ultima tappa verso la mia maturazione (almeno in campo emotivo/riflessivo). Converrete tutti con me se affermo che non si può pronunciare la parola "supereroe" senza ricollegarlo a Superman; e anche se ciò è facilmente riconducibile al fatto che lui è stato il primo di tutti, in realtà c'è anche molto di più, e vale a dire l'ideale cui rappresenta. Forse tenderò ad esagerare, ma possiamo vedere Superman come un Gesù moderno, colui che ha il compito di portare la pace all'umanità, al fine di farla crescere, evolvere, abbandonando ogni conflitto, e iniziare a sperare nel bene, e coltivare questo nostro lato. Un po' tutti noi, in un modo o nell'altro, anche solo per un periodo nella nostra vita, abbiamo pensato a coltivare più il peggio che c'è in noi stessi. Egoismo, avidità, dettato sempre da invidia o insoddisfazione. Superman rappresenta l'ultima speranza per l'umanità, che può portare l'umanità a prosperare, coltivando quel lato "buono" e altruista insito in noi. Ma cos'ha Superman in più rispetto ad altri? È un essere potentissimo, comparato agli esseri umani è un vero e proprio dio; ma nonostante ciò, è cresciuto sulla Terra, in mezzo a noi, e ciò rende di lui un umano, con gli stessi nostri problemi. Superman ha sulle spalle il peso del mondo, e il suo non è un ruolo facile. E ciò ci riporta un po' al significato del supereroe, del ruolo che all'interno di un Universo immaginario deve avere e che, inevitabilmente, si riflette sullo stesso lettore. Niente coinvolgimento, nessuna sensazione di "rispecchiarsi" nel personaggio. Ispirazione. Questo è il supereroe, racchiuso nella figura di Superman.

Ho parlato di come i supereroi mi abbiano cambiato la vita, di come mi abbiano aiutato a crescere emotivamente, ma ciò non vuol dire, comunque, che il significato del supereroe sia un ideale superiore ad ogni cosa. Relativamente, il loro senso è quello, ma non scordiamoci cosa deve rappresentare un fumetto: intrattenimento. I tempi sono cambiati, le storie sono passate dall'essere spensierate, prive di alcuna logica, fino a diventare "mattoni" racchiudenti significati profondi, che possono solo stimolare l'attenzione del lettore, senza mai perdere, ovviamente, le dinamiche del racconto supereroistico. Dinamiche che spesso e volentieri, in determinati periodi storici, erano completamente differenti da quelle di oggi, senza alcun significato 'profondo', perché la gente, all'epoca, ricercava solo spensieratezza. Oggi no, il lettore richiede tematiche forti, dure, e il genere supereroistico, sebbene vacillante e mal visto dai più, continua a seguire la stessa linea, forse giudicata "infantile" perché piena di "buonismo", e "stranamente", è un genere che non è ancora destinato a morire. Forse i supereroi riescono davvero, nel loro intento? Può darsi, ma non dimentichiamoci che, per quanto possano farci riflettere e migliorare, i fumetti sono e rimarranno sempre uno strumento che ci aiuta a sviluppare la nostra fantasia, a portarci in ambientazioni volutamente staccate dalla realtà, ed è principalmente per questo che esistono, e per cui molti di noi continueranno a comprarli.

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Artikel Supereroi ini dipublish oleh Danjel pada hari lunedì 15 luglio 2013. Semoga artikel ini dapat bermanfaat.Terimakasih atas kunjungan Anda silahkan tinggalkan komentar.sudah ada 0 komentar: di postingan Supereroi
 

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