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Review: Justice League - The Flashpoint Paradox

DC Universe Animated Original Movies. Ovvero, lungometraggi animati ispirati alle saghe originali a fumetti DC Comics, che ormai siamo abituati a vederne almeno tre all'anno, e salvo qualche parentesi dedicata a Wonder Woman e Lanterna Verde, i protagonisti assoluti sono sempre stati Superman, Batman e la Justice League. Quest'anno, dopo l'uscita della seconda parte di The Dark Knight Returns ispirato all'omonimo graphic novel di Frank Miller, e Superman: Unbound, è toccato al nuovo film della Justice League, The Flashpoint Paradox, ispirato alla miniserie-evento che ha cancellato il vecchio Universo DC per far rinascere quello dei Nuovi 52, Flashpoint. Non solo un ottimo proposito per portare una ventata di aria moderna anche alle serie animate, ma anche, anzi soprattutto, per risaltare uno degli eroi principali dell'Universo DC, sempre bistrattato nelle precedenti trasposizioni. Ma tale film, è stato all'altezza delle aspettative? Questo rinnovamento all'interno dell'Universo Animato DC può fare del bene, oppure no? Scopriamolo, con il Review di Portrait of a Bastich!


Prima di iniziare, è doveroso, come consueto, ricordare che leggere quanto di seguito, comporta il rischio di incappare in qualche spoiler, in quanto verranno anche prese in considerazione le comparazioni tra film e fumetto, e ci sarà tanto da dire, a riguardo. In tal caso, vi ricordo che il film uscirà in blue-ray il prossimo 30 luglio, e che è già disponibile sullo shop di iTunes per il formato digitale. Non parlo di download illegale, se volete, lo pagate! Come giusto che sia. E qui, chiudiamo la parentesi introduttiva/pubblicitaria.

Come ci si aspettava, The Flashpoint Paradox riprende pari pari gli avvenimenti della serie a cui si ispira, apportando però qualche leggera modifica per rendere la storia lineare e non rendere il tutto troppo confusionario, evitando di inserire elementi troppo "elaborati" per rendere il minutaggio del film godibile. Come già detto, e ribadito più volte, essendo Flash uno degli eroi più bistrattati nell'Universo Animato DC (in parte dovuto alla caratterizzazione di Wally West, il "Flash allegro", che è stato protagonista per anni nelle serie animate), introdurre i Nemici e l'Anti-Flash non era certamente un compito facile, in quanto non c'è mai stato un vero e proprio approfondimento del personaggio, quindi, per quel poco che si è tentato di fare, non ci si può lamentare, se abbiamo trovato il tutto molto semplificato: qui, i Nemici appaiono come un gruppo di villain qualsiasi, che addirittura combattono al fianco di Eobard Thawne, il quale non perde tempo comunque a tradirli. Successivamente, c'è l'intervento della Justice League, il quale sembra avvenire in maniera un po' casuale, un po' come se dovesse essere fatto per ricordare che questo altro non è che un film sulla JL, sebbene il protagonista assoluto sia Flash. Scelta commerciale azzeccata, comunque sia; invece di rischiare il tutto e far comprare un titolo con su il nome di Flash, si è preferito dedicarlo all'intera Justice League, che non ha mai deluso le aspettative, economicamente parlando. Parte introduttiva finita, in cui viene accennato il passato di Barry Allen e delle origini del Reverse-Flash, il film ha finalmente inizio.

Le sequenze nell'Universo di Flashpoint sono pressoché identiche, stesse dinamiche e quasi gli stessi dialoghi, con leggere modifiche apportate; dal risveglio di Barry al lavoro (che sfocia in una semi-citazione degli avvenimenti precedenti a Flashpoint), fino all'introduzione di Batman/Thomas Wayne e di Cyborg. In sequenze che sembrano scorrere un po' troppo frettolose, senza comunque tralasciare alcuni elementi, anche se semplificandoli, ci ritroviamo con Barry che riacquista finalmente i suoi poteri, arrivando a ricordare cosa è accaduto in questa nuova linea temporale. Qui, c'è una sequenza che è un po' troppo confusa, che cerca di riassumere al meglio gli avvenimenti principali di quel nuovo Universo in maniera troppo veloce; a seguire, non ci si dimentica comunque, uno sguardo generale a cosa accade al resto del mondo. Ci vengono, quindi, presentate la brutalità di Aquaman e Wonder Woman, nonché un breve scontro tra numerosi personaggi dell'Universo DC (da Icicle Jr. a Clayface, da Kaldur'ahn e Garth a Etrigan e Grifter, e così via). Infine, possiamo trovare notevoli differenze in alcuni elementi, dal più evidente assassino della madre di Barry (che non è il Reverse-Flash, ma inserire questo elemento nel film, sarebbe stato troppo), alla causa dell'esplosione che rischia di mettere fine al Mondo intero. Di fatti, nel fumetto, la minaccia più grande era rappresentata da Terra e Geo-Force, rispettivamente imprigionati dalle Amazzoni e dagli Atlantidei come "arma finale", mentre qui, è Capitan Atom ad essere imprigionato da Aquaman. Ma, se da un lato queste piccole differenze sono pressoché insignificanti, e che sono fatte per sfruttare al meglio il poco tempo a disposizione e riuscire a raccontare la storia, c'è una falla enorme, nel film. O almeno, per me è stata una mancanza che si è fatta parecchio sentire.

Sto parlando del senso dell'atto eroico di Flash, sia quando decide di salvare il mondo nonostante non sia la sua linea temporale, sia del suo sacrificio che compie per riportare tutto alla normalità. Ebbene sì, se si ha letto Flashspoint, questa mancanza è effimera, alla fine il film ne è la trasposizione, e si è cercato di fare il meglio che si è potuto. Ma la mancanza di interazione tra Barry e sua madre, a mio avviso, è stato un grosso buco a quello che sarebbe potuto essere un gran film animato, anche perché le scene finali sono quelle più mozzafiato, e aggiungere un elemento simile, sarebbe stato a dir poco perfetto. Ed è per questo che ci son rimasto male, quando non ho visto il discorso finale tra Barry e sua madre. Si è cercato di valorizzare Flash al meglio che si poteva, in questo film, ma tralasciare il suo sacrificio, e lasciarlo solo intendere, ha solo levato un po' di quel 'sentimentalismo' che tanto fa bene a ogni tipo di film, e che avrebbe aiutato ulteriormente a far amare il personaggio di Flash.


Passando al lato tecnico, non sono rimasto insoddisfatto dal doppiaggio, ma sono i disegni che mi hanno un po' deluso. Parliamoci chiaro, quando mai i personaggi nei cartoni DC sono stati proporzionati? Togliendo dei rarissimi casi, possiamo dire mai, ma in The Flashpoint Paradox c'è come una sorta di rifinitura che è ben dettagliata, ma in linea con le proporzioni (spalle grosse e corpo minuscolo) stona parecchio. L'animazione, invece, è tutt'altro che deludente; ho un po' storto il naso nella sequenza finale (che, a proposito, mi ha un po' ricordato la fine dei film di Spider-Man), però non è malaccio. Insomma, non toglie godibilità al film, nel senso che si può sempre guardare. Parlando del doppiaggio, come detto, non sono rimasto deluso. Nel cast, ritroviamo doppiatori classici come Kevin Conroy (Bruce Wayne), Nathan Fillion (Hal Jordan), Dana Delany (Lois Lane) e Ron Perlman che ritorna per l'occasione a ridoppiare il personaggio di Deathstroke dopo la serie Teen Titans. Tanto di cappello a Kevin McKidd per la sua interpretazione di Thomas Wayne, e ovviamente a Justin Chambers che sostituisce Michael Rosenbaum (il Lex Luthor di Smallville), doppiatore di Flash da ormai più di 10 anni.

In definitiva, se dovessi dare un voto a The Flashpoint Paradox, sarebbe un 8.5 in quanto mi aspettavo leggermente di più, e per i motivi che ho elencato due paragrafi fa. Tuttavia, il futuro dei DCUAOM promette bene: dopo i titoli di coda, viene mostrato un'anticipazione di quello che sarà il prossimo film che vedrà luce nel 2014, Justice League: War, ispirato alla run che ha introdotto per la prima volta la Justice League nei Nuovi 52. Avremo, quindi, il restyling anche nell'Universo animato, a quanto ci hanno lasciato presagire alla fine di The Flashpoint Paradox, dove Batman e Flash hanno proprio i loro nuovi costumi. Scelta abbastanza controversa, se contiamo il fatto che, a discapito del successo che comunque il reboot ha avuto e sta avendo, molti fan di vecchia data hanno abbandonato la DC proprio a causa di questo. Optare per un nuovo team di doppiaggio (cosa che quasi sicuramente avverrà, purtroppo), distaccherà ulteriormente a ciò che era il vecchio Universo animato, probabilmente, arrivando a far allontanare anche i fanboy più ottusi e legati alle visioni classiche degli eroi DC. Ma noi, ovviamente, siamo speranzosi, e crediamo nel rinnovamento.
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Supereroi


La lettura gioca una parte importante, nella nostra vita. Essa ci aiuta a crescere, ci apre la mente, aiuta ad allargare i nostri orizzonti; ma spesso, il ruolo che ricopre è principalmente quello di "intrattenerci". E i fumetti, grosso modo, hanno come scopo principale proprio questo. Ci isolano dal mondo esterno, ci accompagnano in un luogo di fantasia fatto di personaggi colorati ed eccentrici, capaci di stimolare la nostra fantasia. Nel corso degli anni, il fumetto si è evoluto fino a venir considerato una vera e propria forma d'arte, grazie anche alle tematiche 'pesanti' affrontate da generi disparati, molti dei quali mettono in risalto i lati più cupi della nostra società, senza considerare la capacità di riuscire a coadiuvare disegni ben fatti e storie ben raccontate capaci di trasmettere emozioni, e sì, anche capaci di portare il lettore a riflettere. Il genere supereroistico, sebbene ancora oggi sia bistrattato da chi lo osserva da lontano, non è da meno. Al di là dei loro mantelli, dei loro costumi colorati, delle scazzottate e dalla scia di distruzione che si lasciano dietro, i supereroi rappresentano un ideale superiore, ed è ciò che cercano di trasmettere nelle loro storie di pura fantasia.

Nel corso degli anni, più di un universo supereroistico sono nati, affiancando le già famosissime DC Comics e Marvel, come la Image e la defunta Wildstorm, e ognuno di questi ha sempre dato un'immagine personale ai supereroi. Case editrici come Vertigo o Wildstorm, per esempio, hanno puntato su tematiche più mature, sempre legate ad un mondo immaginario, ma con toni più cupi che meglio riescono a rispecchiare la società in cui viviamo, mentre le due principali, DC e Marvel, vanno per altre vie, scegliendo di ambientare le loro storie in un mondo utopico ma con scelte nettamente differenti. La Marvel, decide di tenersi su una caratterizzazione di un mondo che non vede di buon occhio i supereroi, i quali a loro volta appaiono decisamente con più sfumature rispetto agli eroi della DC, arrivando anche ad avere un "lato oscuro"; le storie, sempre caratterizzate da un particolare "realismo" che permette un paragone che più si possa avvicinare al nostro mondo, danno sempre più di uno spunto riflessivo, permettendo di guardare la storia da più angolazioni, senza dimenticarsi del lettore. Sotto moti aspetti, la Marvel è per il lettore; non si dimentica mai di lui, e del suo punto di vista, facendo in modo che il ruolo del supereroe possa essere visto da un'ottica più obiettiva, mettendo in discussione anche la morale, talvolta. La DC Comics, invece, è un altro discorso. L'Universo DC è un mondo utopico, popolato da supereroi che vengono amati ed acclamati, dove i Governi mondiali, se pur alla ricerca di tenere il controllo (assumendo, a volte, il ruolo di nemico), appaiono impotenti dinnanzi a loro e alla loro sensibilità morale. Il supereroe, nell'Universo DC, è ciò che dovrebbe davvero essere, e vale a dire, un simbolo di speranza e cambiamento per l'umanità.

Tutta questa lunga premessa, per raccontare la mia personale esperienza con i supereroi, e più particolarmente con l'Universo DC. A discapito di quanto possa sembrare, posso definirmi un neofita del genere; ho avuto tra le mani il mio primo fumetto di Batman solo nel 2009, senza contare però una copia di Batman Black & White contenente una breve storia sul passato di Due Facce quando avevo ancora l'età di 8 anni (ad oggi, ahimè, non so che fine abbia fatto). Il fumetto in questione, è Batman: Anno Uno, presente nei volumi da edicola editi da Planeta, cui sono riuscito a reperire solo i primi 20 numeri, arrivando a conoscere importanti saghe come Una Morte in Famiglia, Cataclisma, Terra di Nessuno e Hush. Inizialmente, l'interesse verso Batman nacque ingenuamente; da sempre affascinato dal mondo dei supereroi (proprio grazie ai film Marvel), avevo identificato Batman come il mio supereroe preferito, e il motivo era semplice: Batman è un umano, non ha bisogno di super-poteri. La sua più grande arma è la sua determinazione. Correrò il rischio di essere banale, ma Batman ha avuto un grande impatto sulla mia vita. Quel lato oscuro che tendeva ad abbracciare è stato praticamente il mio specchio, negli anni a venire; in particolar modo il Batman di Greg Rucka, nella cui run fu introdotta Sasha Bordeaux e venne messo in risalto il lato solitario e autodistruttivo di Bruce Wayne. Quelle letture, oltre a regalarmi dei momenti veramente intensi e interessanti, mi aiutarono a scrutarmi nell'animo, e iniziare a comprendere veramente chi io fossi veramente. Ma non era abbastanza. Dovevo ancora crescere.

Subito dopo Batman, ci fu Wonder Woman, ma non dopo aver iniziato a farmi una "cultura" sull'intero Universo DC leggendo importanti saghe come Crisi sulle Terre Infinite e Crisi d'Identità. Con Wonder Woman, iniziò a delinearsi il mio ideale di uguaglianza, abbandonando definitivamente quegli ideali sessisti di differenziazione tra uomini e donne. Oltre ad esso, Wonder Woman mi affascinava anche per le sue origini derivanti dalla mitologia greca, di cui sebbene non la conosca da cima a fondo, mi ha sempre affascinato in particolar modo. Poi fu la volta di Lanterna Verde, di cui, dopo varie letture classiche, arrivai a leggerne l'intera continuity di Geoff Johns, da Rinascita a Nel Giorno Più Splendente (ahimè, non ho mai letto La guerra delle luci). Lanterna Verde ha rappresentato per me un'apertura mentale definitiva, spazzando via ciò che Batman mi aveva lasciato. L'immagine di un eroe, che non è poi un supereroe, ma un poliziotto spaziale, che svolge le sue avventure nello spazio, quindi verso l'ignoto, è stato per me un chiaro riferimento all'allargamento di orizzonti. Ma se c'è una run che ha avuto un vero forte impatto, è stata La Notte Più Profonda, e non solo per la sua caratterizzazione particolare, che è riuscita a scavare nelle fondamenta della storia della DC Comics, ma per il senso dietro la storia. Le Lanterne Nere che uccidono alimentandosi delle emozioni delle loro vittime, che a loro volta diventano uno di loro, è un chiaro riferimento all'apatia; portare allo stremo le proprie emozioni, farle crescere, fin quando non vengono risucchiate dal male, un male che non arriva da dei cadaveri di persone care, fondamentalmente, ma delle proprie emozioni che provavano verso di loro, nonché loro stessi. Cos'è un Universo senza emozioni? Nekron parlava di equilibrio, perché la vita è il caos, e l'apatia è l'unica maniera sensata di vivere, ma non è così. È proprio quel caos, alla fine, che distrugge l'apatia, la vera morte dello spirito umano. La Notte Più Profonda è questo, e molto di più, ed è dimostrazione del genio creativo di Geoff Johns, che riesce in qualsiasi modo a scrivere storie che sono accessibili a qualsiasi tipo di mentalità, arrivando a colpire nel segno.

Se Batman e Lanterna Verde, attraverso le loro saghe, hanno delineato maggiormente il mio carattere, non è stato da meno Flash. Lui, il Velocista Scarlatto che nel corso degli altri ha rappresentato svariate cose: eredità, famiglia, sacrificio ma prima di tutto umiltà e umanità. Sì, Flash è il più umano di tutti gli altri eroi, più di Batman stesso; non è questione di poteri o no, e a volte nemmeno di determinazione: è integrità morale. Barry Allen e Wally West hanno ricevuto per caso i loro poteri, e li hanno abbracciati combattendo per ciò che ritenevano giusto, e non perché mossi dal peso della responsabilità, ma dalla loro sete di giustizia. Un buon esempio è Barry Allen, il quale prima di diventare Flash, era innanzitutto un poliziotto. Forse, Flash è il supereroe che più si avvicina all'eroe della Marvel, quello umano, un po' come Spider-Man, ma senza il concetto del "supereroe con superproblemi"; niente peso per le responsabilità, niente pentimento, niente voglia di concludere la propria carriera da eroe. Essere solo un supereroe, perché è ciò in cui si crede.


Se non ci è chiaro ancora il concetto di Supereroe, Superman può essere l'identificativo perfetto. Non a caso ne parlo per ultimo, in quanto l'eroe di Krypton è stata la mia ultima tappa verso la mia maturazione (almeno in campo emotivo/riflessivo). Converrete tutti con me se affermo che non si può pronunciare la parola "supereroe" senza ricollegarlo a Superman; e anche se ciò è facilmente riconducibile al fatto che lui è stato il primo di tutti, in realtà c'è anche molto di più, e vale a dire l'ideale cui rappresenta. Forse tenderò ad esagerare, ma possiamo vedere Superman come un Gesù moderno, colui che ha il compito di portare la pace all'umanità, al fine di farla crescere, evolvere, abbandonando ogni conflitto, e iniziare a sperare nel bene, e coltivare questo nostro lato. Un po' tutti noi, in un modo o nell'altro, anche solo per un periodo nella nostra vita, abbiamo pensato a coltivare più il peggio che c'è in noi stessi. Egoismo, avidità, dettato sempre da invidia o insoddisfazione. Superman rappresenta l'ultima speranza per l'umanità, che può portare l'umanità a prosperare, coltivando quel lato "buono" e altruista insito in noi. Ma cos'ha Superman in più rispetto ad altri? È un essere potentissimo, comparato agli esseri umani è un vero e proprio dio; ma nonostante ciò, è cresciuto sulla Terra, in mezzo a noi, e ciò rende di lui un umano, con gli stessi nostri problemi. Superman ha sulle spalle il peso del mondo, e il suo non è un ruolo facile. E ciò ci riporta un po' al significato del supereroe, del ruolo che all'interno di un Universo immaginario deve avere e che, inevitabilmente, si riflette sullo stesso lettore. Niente coinvolgimento, nessuna sensazione di "rispecchiarsi" nel personaggio. Ispirazione. Questo è il supereroe, racchiuso nella figura di Superman.

Ho parlato di come i supereroi mi abbiano cambiato la vita, di come mi abbiano aiutato a crescere emotivamente, ma ciò non vuol dire, comunque, che il significato del supereroe sia un ideale superiore ad ogni cosa. Relativamente, il loro senso è quello, ma non scordiamoci cosa deve rappresentare un fumetto: intrattenimento. I tempi sono cambiati, le storie sono passate dall'essere spensierate, prive di alcuna logica, fino a diventare "mattoni" racchiudenti significati profondi, che possono solo stimolare l'attenzione del lettore, senza mai perdere, ovviamente, le dinamiche del racconto supereroistico. Dinamiche che spesso e volentieri, in determinati periodi storici, erano completamente differenti da quelle di oggi, senza alcun significato 'profondo', perché la gente, all'epoca, ricercava solo spensieratezza. Oggi no, il lettore richiede tematiche forti, dure, e il genere supereroistico, sebbene vacillante e mal visto dai più, continua a seguire la stessa linea, forse giudicata "infantile" perché piena di "buonismo", e "stranamente", è un genere che non è ancora destinato a morire. Forse i supereroi riescono davvero, nel loro intento? Può darsi, ma non dimentichiamoci che, per quanto possano farci riflettere e migliorare, i fumetti sono e rimarranno sempre uno strumento che ci aiuta a sviluppare la nostra fantasia, a portarci in ambientazioni volutamente staccate dalla realtà, ed è principalmente per questo che esistono, e per cui molti di noi continueranno a comprarli.
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Review: Man of Steel

"Darai agli abitanti della Terra un ideale per cui battersi; si affretteranno a seguirti, vacilleranno, cadranno... ma col tempo, si uniranno a te nella luce."
Rappresentative sono le parole che il padre di Kal, Jor-El, indirizza al figlio. Il senso intero di Man of Steel si può dire giri attorno ad esse. Questa settimana è uscito al cinema l'ultimo film dedicato a Superman, diretto da Zack Snyder e scritto da David S. Goyer, che va a rilanciare il marchio del primo supereroe di sempre, dopo la parentesi negativa del 2006 di Superman Returns. Non c'è molto da discutere, a conti fatti L'Uomo d'Acciaio è su altri livelli, decisamente altissimi, rivelandosi un capolavoro supereroistico che riesce a mescolare l'azione da cine-comics che si è potuto vedere in The Avengers e il simbologismo che tanto è stato acclamato nella trilogia Batmaniana di Christopher Nolan, il quale tra l'altro ha prodotto e supervisionato anche questa pellicola. Chi ha visto il film, può procedere tranquillamente nella lettura di questa recensione, per gli altri consiglio di stare attenti in quanto ci sarà qualche spoiler, soprattutto riguardo il finale.


Avevo grandi aspettative per questo film, e sono contento di dire che sono state confermate a discapito di quanto capitò per The Dark Knight Rises, di cui non rimasi totalmente deluso, però mi aspettavo qualcosa in più. Man of Steel, invece, incarna esattamente l'ideale di Superman e ne mette in mostra il suo lato più forte, e non riguarda i suoi super-poteri bensì la sua umanità. Perché prima di tutto Superman è umano, sebbene sia nato su un pianeta lontano popolato da esseri decisamente più evoluti rispetto ai terrestri, e questa sua umanità gli è stata trasmessa dai suoi genitori adottivi, Jonathan e Martah Kent, interpretati da Kevin Costner e Diane Lane, che gli hanno insegnato a convivere con i suoi poteri, accettarli e utilizzarli al meglio, per difendere l'umanità e non per suo tornaconto. In realtà, la caratterizzazione dei genitori di Clark è anche molto più complessa, e differente da quella cartacea; non più descritti come i genitori perfetti, ma semplicemente umani, in tutti i loro difetti, e ne è a dimostrazione Jonathan Kent che insegna al figlio di non manifestare i suoi poteri, perché la gente non capirebbe, perché l'umanità non è pronta, ma nel complesso il loro ruolo rimane fondamentale e incisivo sulla personalità del giovane kryptoniano.

Il realismo in Man of Steel è molto presente, non viene tralasciato in nessun aspetto, e viene data la risposta a numerose domande che in una persona qualunque risulterebbe logica, facendo in modo che numerose persone, all'interno del film, vengano a conoscenza dell'identità di Superman (sebbene molti non conoscono il suo vero nome, in fin dei conti). Il dramma di un bambino emarginato che si ritrova con dei poteri ingestibili nemmeno è lasciato da parte, e ancora una volta sono i genitori che fanno in modo che egli impari a gestirli. Ma un bambino del genere, che posto può avere nel mondo? Jonathan Kent non gli dice mai la strada da intraprendere, non lo indirizza, ma gli ricorda sempre che qualunque sia il ruolo che il figlio sceglierà, inciderà moltissimo sull'umanità. "Devi decidere che tipo di uomo vorrai diventare". Il ruolo del genitore non è limitato solo a coloro che lo hanno cresciuto, ma anche ai genitori biologici, in particolare al padre Jor-El, il quale incide definitivamente il carattere di Kal-El e gli ricorda le sue radici kryptoniane dandogli un ruolo ben specifico: far rivivere la loro razza, ma non nella maniera di Zod che punta alla conquista e alla distruzione, ma ricordandone i lati migliori. Prendere il meglio dalla razza umana e quella kryptoniana, e far nascere un popolo migliore, rigoglioso nella conoscenza e di forti ideali morali.

E lì dove i padri giocano un ruolo importante, anche le madri non vengono da meno. Commovente la scena in cui Lara Lor-Van dice addio un'ultima volta al figlio, spedito nello spazio verso il pianeta Terra; anche lei, come Jor-El sa cos'è meglio per il futuro della sua razza, acconsentendo di regalargli un'esistenza che può farlo aspirare a qualcosa di grande mettendo da parte l'amore che prova nei suoi confronti, salvandolo dalla distruzione di Krypton. Martha Kent, invece, rappresenta lo stereotipo della madre amorevole, ma non della martire. Ancora una volta, andando a cercare tra le scene memorabili c'è quella in cui lei, con la casa semi-distrutta, raccatta solo gli album fotografici, esclamando "la casa la potremmo ricostruire, sono solo oggetti", quasi come preservare non solo i ricordi dell'infanzia di Clark, ma la sua umanità. Il film, per chi come me è alla ricerca di dietrologie e simbolismi, è ricco di riferimenti del genere, e forse il più evidente è durante la scena di volo. Impossibile non notare, infatti, l'espressione di Clark quando impara a volare, il suo sorriso, il suo entusiasmo, ancora una volta la sua umanità traspare.


Tuttavia il film, nonostante questi aspetti sono tipici dei classici film lenti, è ricco d'azione. L'intero film, a dire il vero ne è piena. Scene di lotta intense, non confusionarie, accompagnate da degli effetti speciali veramente ben fatti, tali da far sembrare il volo di Superman quasi naturale, così come il resto dei suoi poteri, che - a proposito - ci sono tutti: dalla vista calorifica a quella telescopica, dal super-soffio a quella a raggi x! Forse chi non ama particolarmente i disaster movie e la distruzione che si portano dietro, avrà un po' da ridire con la scia di distruzione che Superman "attira" tra Smallville e Metropolis, ma ricordiamoci che è di Superman che parliamo, e che sta affrontando dei kryptoniani, esseri che posseggono la sua stessa forza. Inoltre non dimentichiamoci che si tratta sempre di un cine-comics, questo susseguirsi di scene d'azione è roba di tutti i giorni nel mondo dei fumetti, ma non per questo è un aspetto che rende la pellicola scadente. Lì dove Avengers peccava di essere solo un film con tutta azione e una trama scarsa, Man of Steel ha quel tocco in più che lo rende un capolavoro di film soprattutto dal punto di vista intellettuale. L'unica pecca, è che sembra che tutto scorra in maniera molto veloce ma, riflettendo su ciò che la sceneggiatura ci riporta e al significato morale che viene dato sull'immagine di Superman, i cosiddetti "plot holes" vanno a farsi benedire, in quanto tutto può trovare un significato logico. Ovviamente, sotto questo aspetto si può trovare lo zampino di Christopher Nolan, in quanto nella stragrande maggioranza dei suoi film l'aspetto "logico" e riflessivo è sempre stato caratteristico.

Tornando alla descrizione dei personaggi, ovviamente non lasciamo da parte Lois Lane, interpretata da Amy Adams, che ben si adatta al ruolo dell'intrepida giornalista nonché donna con un gran bel paio d'attributi, e che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo del personaggio di Superman. È proprio grazie a Lois, infatti, che Superman decide di battersi per l'umanità, è lei che dona speranza all'Uomo d'Acciaio mostrandogli che anche gli umani sono pronti a fare del bene, aspetto che viene messo anche in risalto dal giornalista Steve Lombard e il capo redattore Perry White, interpretati rispettivamente da Michael Kelly e Laurence Fishburne.
Per quanto riguarda i nemici, mi dilungherò in particolar modo su Zod e Faora, come giusto che sia, senza però dimenticarci di altri personaggi ben riconoscibili quali Jax-Ur e quello che io ho attribuito a Non, il bruto che accompagna Faora nella battaglia a Smallville. E parlando proprio di Faora, poco prima di vedere il film, ho letto parecchie lodi sull'interpretazione di Antje Traue e non posso far altro che aggiungermi al coro. Non è solo per il fatto che il personaggio di Faora sia ben riuscito, e nemmeno perché praticamente massacra Superman per buona parte del film, ma è l'interpretazione. Malvagia, senza morale, letale, stronza fino all'osso, e tutto questo traspare alla perfezione nelle espressioni dell'attrice, che dona al personaggio più credibilità. E Zod, invece... davvero, non ci sono parole. Fa quasi dimenticare l'ottima interpretazione di Terence Stamp in Superman II. Michael Shannon e Antje Traue sono due dei migliori cattivi apparsi sul grande schermo proprio grazie alle loro interpretazioni, coinvolgenti e malvagie al punto giusto.


Lì dove trama, effetti visivi e cast sono stati eccellenti, non è da tralasciare l'aspetto comparativo tra cinema e fumetto. Personalmente, sono il primo che cerca di non fare comparazioni, in quanto un film non potrà mai rispecchiare totalmente un fumetto o libro che sia, tutto ciò che si può fare è adattare, e talvolta va anche reinterpretare. E qui, le reinterpretazioni non mancano, a partire dalla visione di Krypton data da Zack Snyder, che è tutt'altro che orribile. Un misto tra un luogo altamente tecnologico a puramente fantastico, popolato da creature che sembrano sbucate da un racconto fantasy e da un design decisamente moderno e che sa dare quella sensazione appunto di 'alieno'. E non solo nella caratterizzazione del pianeta, ma anche dai costumi, dal design delle navette, e da come viene descritta la società kryptoniana. Dal punto di vista della trama, la storia di Superman non subisce molte variazioni, se non nella faida tra Zod e Kal-El, con il primo deciso ad impossessarsi del codice genetico kryptoniano racchiuso nelle cellule di Superman. Infine, potrei benissimo sbagliarmi, ma la scena in cui Superman va in chiesa a confessarsi con il prete mi ha ricordato parecchio la mini-serie Per il domani scritta da Brian Azzarello, che sia una citazione voluta o no, rimane comunque una delle scene chiave per il film.

Non mancano, poi, gli easter egg che rimandano alla LexCorp e a Batman, precisamente nella scena del combattimento tra Zod e Kal-El nello spazio quando entrambi finiscono su di un satellite che porta su il logo delle Wayne Industries. Per non parlare del robot Kelex, anch'esso citato nella scena su Krypton, mentre a quanto pare, c'è anche un easter egg riguardo Booster Gold, ma quello ammetto di essermelo perso. Per concludere, passiamo ad un ultimo aspetto della pellicola, precisamente nel finale, e qui vi consiglio di smettere di leggere questo paragrafo, se non volete rovinarvelo. Come è stato abbastanza chiaro durante tutto il film, Superman alla fine decide di combattere per l'umanità, seguendo il sogno del suo padre kryptoniano di unire il meglio delle due razze, e il suo ultimo atto che consoliderà il suo status di salvatore della Terra è quando uccide il suo nemico che a sua volta sta per uccidere degli esseri umani. Un lato di Superman che raramente è stato mostrato in ogni sua interpretazione. Il gesto che compie, tuttavia, non è per niente facile da affrontare per Clark, il quale è visibilmente scosso, nonostante lui abbia agito per salvare delle vite, e a dimostrazione del suo dolore per quell'atto estremo, non a caso arriva Lois a consolare Superman. Certamente, questo andrebbe a spezzare l'unica regola di ogni supereroe, anche se oggigiorno tale regola è messa in atto solo da pochi, ma dal punto di vista del film e del senso che gira attorno ad esso, non si spezza nulla. Superman rimane ancora l'eroe che deve ispirare l'umanità a dare il meglio di sé.


Man of Steel, in linea di massima, è un film veramente fatto bene, mantiene il ruolo di Superman intatto, e trasmette alla perfezione il suo messaggio. Per quanto riguardo l'impatto visivo, non c'è motivo di dibattere: costumi, effetti speciali e le espressioni degli attori riescono a coinvolgere in una maniera a dir poco perfetta. Ho trovato solo poche pecche nella pellicola; una è legata alla velocità in cui tutto avviene, certo il tutto è facilmente riconducibile utilizzando la logica, però dà come l'impressione che tutto avvenga in fretta, e poi, la scena dell'uragano a Smallville l'ho giudicata un po' troppo forzata, come se fosse un'esagerazione, e sono sicuro che quando la vedrete capirete il mio punto di vista. Infine, dopo aver speso tante parole sul resto del cast, di certo non mi stavo dimenticando del protagonista; nonostante per la prima volta Superman sia stato interpretato da un attore non americano (Henry Cavill è inglese), esso è adattissimo al ruolo, tanto che spero di rivederlo in futuro in un sequel. Sequel che sarà molto probabile, in quanto pare che in caso di riscontro positivo da parte del pubblico ne avrà almeno due (andando a formare una nuova trilogia, insomma), e il film finora nella prima settimana ha incassato 116 milioni di dollari solo negli USA. Quindi ci sono buone speranze, anche se devo ammettere che il mio sogno sarebbe un film sulla Justice League. Nel frattempo, invece di fantasticare, vi consiglio di dare una chance a L'Uomo d'Acciaio, un film che sicuramente piacerà ai fans dell'azzurrone e a chi ricerca un buon cine-comics un po' più impegnato rispetto a quelli in circolazione finora!

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Secret Files: Zod

Villains, ogni supereroe che si rispetti ha la sua lunga lista di nemici ricorrenti, e tra questi è quasi d'obbligo la presenza di una nemesi, il nemico più pericoloso dell'eroe di turno. Subito dopo la nemesi, troviamo gli esatti opposti dell'eroe, quelli che posseggono gli stessi poteri e abilità e che li usano per fare del male. Batman ha Prometheus, Flash ha l'Anti-Flash, e Superman il Generale Zod.  Il nome vi dice qualcosa? È impossibile non averlo mai sentito nemmeno solo nominare. Reso famoso nel lontano 1978 dalla pellicola diretta da Richard Donner, Superman, il personaggio di Zod è tornato sulla bocca di tutti proprio grazie a L'Uomo d'Acciaio (Man of Steel), film in uscita a breve nelle sale italiane. Ma, al di là delle pellicole cinematografiche, il ruolo di Zod nei suoi 52 anni di vita editoriale ha avuto parecchia sfumature; sarà interessante quindi andare ad approfondire il suo personaggio, in modo tale da far conoscere anche a chi non 'bazzica' molto il mondo di Superman.


"Inginocchiati di fronte a Zod". Questa è la frase resa celebre da Terence Stamp nella primissima pellicola dedicata all'azzurrone datata 1978. Una frase a effetto, non c'è che dire; se poi andiamo ad analizzare il personaggio, ci rendiamo anche conto di come sia rappresentativa. Pieno di sé, autoritario, e sì anche carismatico, Dru-Zod nasce nell'aprile 1961 sul numero 283 di Adventure Comics dalla mente dello scrittore Robert Bernstein e dalle matite di George Papp in una storia dove un giovane Clark Kent (nelle vesti di Superboy) trova per la prima volta il proiettore della Zona Fantasma finendoci erroneamente intrappolato facendo la conoscenza del Generale. Lì scopre di come Zod fosse un decoratissimo generale di Krypton, esiliato nella Zona Fantasma dopo che questi, dopo aver distrutto una luna di Krypton, Weghtor, tentò di conquistare Krypton con un esercito di robot con le sue sembianze. Liberato da Superboy e potenziato dai raggi del sole giallo, che come sappiamo donano particolari poteri ai kryptoniani, decide di conquistare la Terra, ma viene fermato dal giovane Kal-El che di fatto lo rispedisce nella Zona Fantasma.

La caratterizzazione di Zod nel corso degli anni è stata parecchie volte riveduta, basti pensare al suo aspetto in epoca pre-Crisi, decisamente con un look più da "generale terrestre" richiamanti un po' quello stile da fascista che Zod dovrebbe incarnarne gli ideali. Tuttavia Zod, sebbene non sia apparso poi così tanto spesso sulle testate DC, ha sempre giocato un ruolo molto particolare come nemico di Superman. Egli infatti rappresenta ciò che Superman potrebbe diventare se fosse più legato al suo retaggio kryptoniano. Con la distruzione di Krypton e le abilità acquisite grazie al sole giallo, Zod si chiede come mai Kal-El non si appresti a conquistarlo, in quanto gli abitanti della Terra sono considerati poco evoluti dai membri della sua razza. Il conflitto tra i due prende spunto proprio dal contrasto dei loro stessi ideali, contrasto che col passare del tempo è andato via via sfumandosi, rendendolo più sottile, ma mai inesistente. Il primo cambiamento radicale di Zod lo abbiamo proprio nella pellicola diretta da Richard Donner, che ha influito non poco nella caratterizzazione futura di Zod; venuto a sapere della distruzione di Krypton, Zod e i suoi alleati (Non e Ursa) si ritrovano sulla Terra dotati di poteri straordinari, e resosi conto dell'inferiorità dei terrestri in ogni campo (evolutivo e di progresso) decide di farlo suo e far nascere una nuova società modellata a sua immagine. D'altronde, la megalomania di Zod non è mai sparita! Nel film viene anche introdotto per la prima volta una faida più personale tra Kal-El e Zod: è infatti a causa di Jor-El che i tre vengono rinchiusi nella Zona Fantasma.


Quando l'Universo DC fu riavviato con Crisi sulle Terre Infinite, venne deciso che Superman sarebbe dovuto essere l'ultimo kryptoniano. Ciò significò: niente più Krypto, niente più Supergirl, Power Girl e ovviamente niente più Zod. Ma dal momento in cui Krypto da "super-cane" divenne un normalissimo cane terrestre e Power Girl un'atlantidea, venne introdotta la "dimensione tascabile", una realtà alternativa dove un Generale Zod (rappresentato come in era pre-Crisi) governa un mondo in cui Kal-El morì poco prima dell'arrivo di questi. L'unico a combattere contro il despota è Lex Luthor, il quale per contrastarlo crea Matrice (colei che, portata in salvo da Superman, assumerà l'identità di Supergirl per un bel po' di tempo). Superman, finito in questa dimensione, affronta Zod arrivando ad ucciderlo con la kryptonite, che non ha effetto su di lui in quanto proveniente da una dimensione parallela. Da notare come si tratti della prima volta in cui Superman uccide qualcuno, facendo nascere in lui un profondo senso di colpa che lo costringe ad un auto-esilio nello spazio, terminato solo dopo l'incontro con l'alieno Cleric (custode dell'Eradicatore) che lo rassicura dicendo che le sue azioni sono state comunque mosse dal senso di giustizia.

In seguito, Zod apparirà altre tre volte in altrettante versioni differenti prima di ritornare nella sua forma canonica finale. Il primo, appare nel 2001 durante lo story arc Ritorno a Krypton, in cui Zod (rappresentato nuovamente in versione pre-Crisi) è deciso a conquistare la città bottiglia di Kandor in una realtà alternativa creata da Brainiac-13; verrà poi sconfitto da Superman e Jor-El. Il terzo Zod invece si discosta totalmente dal generale di Krypton, anzi addirittura ha origini umane le quali sono collegate direttamente a quelle di Superman durante il suo arrivo sulla Terra. Figlio di due cosmonauti russi la quale navetta fu investita dal razzo di Kal-El ed esposti alle radiazioni da kryptonite, Avruiskin è praticamente soggetto ad esse ed acquisisce grosso modo gli stessi poteri di Superman ma sotto ad un sole rosso, indebolendosi a quello giallo. Cresciuto in un laboratorio del KGB sotto il nome in codice "Zed" si procura un'armatura che filtra i raggi del sole e si auto-proclama sovrano dello stato sovietico del Pokolistan. Arriva poi a sconfiggere Superman e mette in atto il suo grande piano: trasformare il sole della Terra in un sole rosso, ma grazie all'aiuto di Lex Luthor, il piano fallisce e Superman lo sconfigge rifiutandosi però di ucciderlo. Tuttavia, questa nuova versione distorta di Zod vede la morte ugualmente sprigionando tutto il suo potere contro Kal-El invano.

L'ultima versione di Zod, infine, appare durante la mini-serie Per il Domani di Brian Azzarello, rappresentato come un uomo anziano e calvo. Superman crea una versione alternativa della Zona Fantasma con lo scopo di ricreare una sorta di 'paradiso vivente', ma viene attaccato da Zod che a differenza delle versioni precedenti, non viene da nessuna dimensione parallela. Tuttavia, dopo Crisi Infinita il personaggio di Zod viene reintrodotto, cancellando di fatto questa nuova versione.


Cosa abbiamo imparato finora del Generale Zod è una cosa: in ognuna delle sue versioni, questo non è altro che un individuo che possiede gli stessi poteri di Superman, ma lotta per ideali ben diversi, e intende sottomettere l'umanità piuttosto che servirla. Inutile dire che, nel corso degli anni, l'unica figura rimasta intatta nella mente collettiva dei fan è stato il Zod interpretato da Terence Stamp, la cui celebre frase "Kneel before Zod" (Inginocchiati di fronte a Zod) è rimasta impressa quasi quanto il personaggio stesso, basti pensare ai meme che circolano nel web o i continui riferimenti ad esso in altri programmi televisivi, videogames, eccetera. Presi coscienza di ciò, Geoff Johns, insieme all'aiuto proprio del regista di Superman Richard Donner, reintroduce per l'ennesima volta Zod nell'Universo DC prendendo come spunto proprio il Zod cinematografico, rendendo la sua figura epica tanto quanto lo era nei due film. Ora Zod non è solo un despota fascista: è più simile a Superman ma è legato al suo retaggio kryptoniano, ed è un elemento che nel corso della gestione di Johns viene messo in risalto più volte.

Ciò che Zod diviene sotto il genio creativo di Geoff Johns è un personaggio complesso; non vuole conquistare la Terra per semplice egoismo o megalomania, Zod sa di possedere dei poteri illimitati e di vivere in un mondo popolato da esseri inferiori che dovrebbero, appunto, inginocchiarsi di fronte a lui. E ciò che rende Zod addirittura superiore a Superman è la sua conoscenza di tattiche militari nonché stili di combattimento kryptoniani, abilità che Kal-El non possiede. Istruzione e disciplina militare. Insomma, dopo anni di rivisitazioni, Dru-Zod diviene il personaggio di grande spessore che merita di essere. Basandosi proprio sulla pellicola di Donner, Zod viene imprigionato da Jor-El nella Zona Fantasma insieme a Ursa e Non, quest'ultimo che subisce addirittura una lobotomia proprio per merito di Jor-El. Libero dalla sua prigione, Zod mette in ginocchio l'intero pianeta, non prima però aver imprigionato Kal-El nella Zona Fantasma. Ovviamente, l'Uomo d'Acciaio si libera e rispedisce il Generale nella Zona Fantasma, anche se non per sempre. Di fatti, quando Superman libera i Kandoriani dalla città in bottiglia, è questione di tempo che i kryptoniani rifiutino di convivere con i terrestri, liberando quindi Zod per poi trasferirsi su un pianeta artificiale ricreando Nuovo Krypton.

Durante lo story arc di Nuovo Krypton si ha modo di approfondire ancor di più il personaggio di Zod, il quale, visto come un eroe di guerra dal popolo kryptoniano, viene messo in risalto il suo orgoglio verso la sua razza, anche se poi la sua natura megalomane prevarrà arrivando ad architettare uno stratagemma per dichiarare guerra alla Terra e distruggere il pianeta del suo odiato rivale. Zod verrà poi rispedito definitivamente nella Zona Fantasma, questa volta dal suo stesso figlio Lor-Zod (Chris Kent).


Il personaggio di Zod è stato più volte rivisto soprattutto sotto l'aspetto estetico. Ora avremo modo di vederne una nuova versione, questa volta interpretato da Michael Shannon in Man of Steel, film che è stato già presentato come un capolavoro assoluto di cine-fumetto, e che ha ricevuto anche parecchie lodi da critici e appassionati del genere. E come se non bastasse, Zod sarà anche il prossimo personaggio scaricabile di Injustice: Gods Among Us, un power character con una super distruttiva e con un look che si rifa grosso modo un po' a tutte le versioni del personaggio (calvo come in Per il Domani, indumenti simili ai due Superman di Richard Donner e occhialini inseriti nella versione di Geoff Johns). Vogliamo ancora di più? Per il Villains Month della DC questo prossimo settembre avrà un numero dedicato proprio al Generale che di fatto verrà introdotto all'interno dei Nuovi 52. Insomma, non ne avremo mai abbastanza di Zod e del suo personaggio megalomane e crudele, e non possiamo far altro che inginocchiarci tutti al suo cospetto...
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Man of Steel: il prequel

Ad oggi, mancano poco più di 15 giorni all'uscita nelle sale di Man of Steel, attesissimo reboot della saga cinematografica dedicata a Superman e diretto da Zack Snyder sulla sceneggiatura di David S. Goyer e Christopher Nolan, e non sono venuti a mancare le prime speculazioni: action figures, materiale promozionale e l'immancabile fumetto. Ormai la DC la conosciamo, che sia una serie TV, una serie animata o una linea particolare di action figures, non perdono tempo a farci un fumetto. Rilasciato qualche settimana fa, si presenta come prequel, anche se poi con la pellicola non sembra c'entrarci molto (così pare) ma la storia, scritta da David Goyer, Zack Snyder e Geoff Johns, per la precisione narra di avvenimenti precedenti ad esso, ed introduce il personaggio di Kara Zor-El/Supergirl nell'universo cinematografico. È mio compito oggi andare a riassumere un po' cosa viene narrato in quelle pagine. Occhio agli spoiler, se avete intenzione di acquistarlo.


La storia si apre così come inizia il film: Jonathan e Martha Kent hanno in braccio Kal-El, un bambino ritrovato all'interno di una nave spaziale precipitata dal cielo, poi la scena ci porta all'atterraggio della capsula, tornando ancora indietro all'esplosione di Krypton per poi arrivare ai giorni in cui il pianeta è ancora rigoglioso. Qui incontriamo Kara Zor-El prendere parte ad una spedizione organizzata dalla gilda degli esploratori per simulare le condizioni estreme di terraformazione di un pianeta insieme ad altri cinque compagni, tra cui Dev-Em e Kell, interesse amoroso della protagonista. La ricerca ha lo scopo di promuovere quattro tra questi studenti per poterli inviare in una spedizione nello spazio atta ad espandere la razza kryptoniana nell'Universo; ed è proprio perché solo quattro di questi verranno scelti che spinge Dev-Em ad assassinare Kell. L'omicidio, però, viene scoperto da Kara e ciò spinge Kell ad essere processato dal Consiglio di Krypton; trattandosi del primo omicidio dopo secoli nella storia della società, la sentenza è di morte, ma non tutti i membri del Consiglio approvano e Kell viene tenuto in custodia in attesa di un verdetto finale. Nel frattempo, Kara viene promossa e dopo aver salutato il padre Zor-El e la madre Alura, parte con i suoi compagni a bordo della nave, dove si immergono in vasche di criostasi per sopravvivere al lungo viaggio, mentre su Krypton si scopre che Kell è riuscito a scappare.

Kara si risveglia dopo 10 anni a bordo della navetta dove scopre i cadaveri dei suoi compagni uccisi da Kell, che nel frattempo ha preso il comando e cambiato la rotta, e durante un breve scontro con Kara, questo scopre di possedere una forza fuori dal comune grazie alla vicinanza del sole giallo e danneggia la nave che precipita sul pianeta Terra, precisamente in Canada, anni prima (forse centinaia) dall'arrivo di Kal-El. La storia si conclude infine con il Governo americano che scopre un segnale inviato dalla navicella, per poi soffermarsi sull'immagine di Clark a bordo della nave, la stessa scena che abbiamo visto più volte nei trailer.


Ora, riflettendo su quanto ci è stato raccontato in questa sorta di prequel, la prima domanda che ci viene in mente è se Kara sarà presente in Man of Steel. Sicuramente sembra proprio che Clark sia alla ricerca di questa nave spaziale per scoprire la provenienza del suo segnale, ma non credo che questa avrà un ruolo all'interno del film. Ciò che possiamo pensare fermamente è che può voler significare un tentativo di espandere il mondo di Superman all'interno di quello che potrebbe essere l'universo cinematografico DC, o almeno gettare le basi ad un possibile sequel o spin-off, così come accadde nel 1984 nello sfortunato film interpretato da Helen Slater. Certo, le speculazioni sono tantissime, e fin quando non avremo visto il film non possiamo farci delle idee chiare. Comunque sia, la trama del fumetto è stata scritta proprio da chi sul film ci ha lavorato (Goyer e Snyder) e quindi qualche riferimento a questi avvenimenti potrebbero esserci; ovviamente potrei sbagliarmi, anche Arrow ha avuto uno spin-off a fumetti curato proprio dall'ideatore della serie Marc Guggenheim, e a giudicare da alcune voci questa non è che sia poi così tanto collegata alla serie TV, magari chi lo ha letto potrebbe farsi un'idea più chiara. Oltre a questo, ricordiamoci anche che Man of Steel potrebbe dare il lancio ad un prossimo film sulla Justice League, anche se i rumour che stanno girando in rete da più di un anno vanno presi molto alla leggera. Per capire se il progetto Justice League sarà messo in atto, e per scoprire se Supergirl avrà un ruolo oppure no all'interno di Man of Steel lo scopriremo questo 20 giugno. E credetemi, anche se Warner Italia sta praticamente ignorando l'esistenza di questo film, l'hype che si sta venendo a creare è veramente alto.

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Un anno di Nuovi 52

Ci siamo! Il primo anno dei Nuovi 52 è finito anche in Italia, che vedrà nel mese di maggio l'arrivo dello Zero Month "nostrano", anche se con qualche piccola variazione nella pubblicazione, a partire da Justice League che a quanto pare avrà nel suo numero 14 le back-up story dedicate a Shazam pubblicate dal numero 7 nella pubblicazione americana originale. Senza andare a fare polemiche inutili sulle scelte editoriali di Lion (che comunque non saranno così confusionarie come sembra, almeno io sono fiducioso!), andrò a dire la mia su questi Nuovi 52. concentrandomi sugli spillati e sulle serie che più sto apprezzando, e infine risponderò alla fatidica domanda: quanto di buono ha portato questo reboot?


Partiamo subito con la testata numero 1 del Nuovo Universo DC: Justice League, curata dal geniale Geoff Johns sui disegni di Jim Lee (con qualche 'comparsata' anche di Ivan Reis e Joe Prado). Cosa poter dire sulla serie che sta praticamente portando la carretta in casa DC, i cui story-arc in futuro andranno a divenire colonna portante della continuity? Veramente ben curata, soprattutto la gestione delle varie personalità dei membri del gruppo, i quali hanno avuto modo più volte di confrontarsi, sia combattendo che semplicemente mettendo in risalto ognuno le differenze degli altri. Il primo ciclo è stato pressoché introduttivo, e ci ha mostrato le origini del super-gruppo, che nonostante venga monitorato dall'A.R.G.U.S. (di cui è a capo Steve Trevor il quale risponde ad Amanda Waller) continua ad agire in modo autonomo, senza rispondere alle necessità dei vari Governi della Terra. Abbiamo avuto poi una piccola parentesi con protagonista Freccia Verde che ha gettato le basi per quello che sarà l'inizio del prossimo evento che coinvolgerà l'intero Universo DC (Trinity War), per poi finire con l'introduzione di un nuovo villain, David Graves, che ha praticamente spezzato la fiducia che il mondo ha verso la Justice League, arrivando a far dividere il supergruppo, il quale ha visto l'abbandono di Hal Jordan nel numero 12. Oltre a questo, nel numero 12 abbiamo anche visto un fatidico bacio, quello tra Wonder Woman e Superman, che di fatto dà il via ad una relazione che sembrerà scaturire diversi avvenimenti che causeranno la cosiddetta "Trinity War", e quasi sicuramente sarà proprio quel bacio a far 'arrabbiare' Trevor abbandonando la Justice League definitivamente. Insomma, per quanto riguarda Justice League, è stato un anno intenso, interessante, che anche se si è presentato con delle splash page in un modo un po' troppo insistente, andando a levare un po' di 'storia' e dialoghi, è risultata abbastanza godibile; l'anno che seguirà vedrà le proprie storie incrociarsi con lo story-arc di Aquaman (anch'esso curato da Geoff Johns), Throne of Atlantis, per poi arrivare al tanto atteso countdown al grande evento.. tanta roba, insomma, che sicuramente mi spingerà a comprare ancora la testata.

E dopo averlo accennato, andiamo a parlare della vera rivelazione di questi Nuovi 52: Aquaman. Ma attenzione a quando dico vera rivelazione: senza dubbio lo è stata per molti, ed è un termine che trovo appropriato proprio seguendo una corrente di pensiero che però non condivido. Se per molti Aquaman è una delle migliori, per me non è così. Sia chiaro, non mi fa schifo, continuerò a seguirlo e sono contento che finalmente Aquaman stia avendo la considerazione che tanto merita, però fino a questo punto, non mi sta entusiasmando più di tanto. La prima parte, quello incentrato sulle mostruosità della cosiddetta Fossa, mi è piaciuta, così come mi è piaciuto proprio il modo in cui la gente considera Aquaman all'interno della storia, e la sua reazione a tutto ciò. Però, non è proprio su questo che tutto si deve concentrare. Aquaman, a mio avviso, è sempre stato uno dei supereroi più 'cazzuti' di tutto l'Universo DC, e la sua regalità non è un fattore che ha messo in risalto soltanto Geoff Johns, basti pensare alla saga di Kurt Busiek (Sword of Atlantis) o la mini-serie di Peter David degli anni '90 "Le Cronache di Atlantide". Ma innegabilmente ci troviamo di fronte ad un personaggio trattato veramente male, che gode di una scarsissima reputazione, ed avere Geoff Johns a scriverne le storie è un fattore che può portare più che bene al Re di Atlantide, visto e considerato il suo lavoro fatto con Lanterna Verde, diventato grazie a lui uno dei supereroi più amati della DC. Comunque sia, non critico affatto la sua run, anche se Geoff Johns sembra voler spingere i personaggi ben al di là dei loro ruoli da supereroe nella visione più classica che esista, aggiungendo loro più spessore, rendendoli più 'cupi' e brutali, non come i vari Batman e Superman - ma ciò nonostante, la sua impresa di rendere Aquaman la rockstar della Justice League è più che riuscito. Ciò che non mi è piaciuto molto è l'inserimento del suo super-gruppo antecedente alla JL, "Gli Altri", mentre ho molto apprezzato le origini della rivalità con Black Manta; Geoff Johns ci abitua a leggere le storie con calma, rendendole epiche solo in un secondo momento, ed è per questo che comunque sia, nonostante io non nutra lo stesso hype di moltissimi lettori, continuerò a leggerlo. In fin dei conti, è pur sempre una testata godibile... e devo dire che amo moltissimo Mera e di come l'abbiano caratterizzata, e il suo ruolo accanto ad Arthur/Orin sembra che sarà sempre più di primo piano.

Proseguiamo, infine, all'ultima testata gestita da Geoff Johns: Lanterna Verde. Lanterna Verde che, parallelamente a Batman, non sembra aver subito alcun tipo di reboot, anzi - riprende esattamente da dove si era lasciato. D'altronde, chi sarebbe stato tanto stupido da far ripartire da zero la testata più fortunata e coerente di tutta la DC Comics? Eppure, nonostante tutto, mi lascia praticamente senza niente da dire. Certo, rivedere Sinestro abbandonare la paura per riabbracciare la luce verde è interessante, così come lo strano team-up con Hal Jordan, ma fermarsi su una sola testata è abbastanza riduttivo per capire cosa stia accadendo nell'Universo di Lanterna Verde. Impossibile, infatti, non andarci a collegare con Green Lantern Corps, Nuovi Guardiani e Lanterne Rosse. In pratica, i Guardiani dell'Universo hanno messo in atto un piano che vede la distruzione di tutti i Corpi, manipolando tutti, Sinestro e Atrocitus compresi, per dare il via alla nascita del Terzo Esercito. Nel frattempo, si è scoperti del segreto della Tribù Indaco, fondato da Abin Sur stesso per porre fine ai folli piani dei Guardiani, mentre Atrocitus, dopo aver reso Bleez e altre Lanterne Rosse senzienti, si trova a fronteggiare un abominio creato da Atrocitus stesso che indossa la pelle di Krona; il Sinestro Corps è stato smantellato da Sinestro stesso, e l'unica Lanterna Gialla esistente è Arkillo (il quale indossa un anello scollegato dalla batteria centrale, un po' come quello che Sinestro indossava prima della fondazione del Sinestro Corps) che, unitosi a Kyle Rayner, Santo Viandante, Fatality, Munk e Bleez si ritrova ad affrontare Larfleeze, il quale è stato manipolato dalla sua "Guardiana-giocattolo" Sayd per unire i 7 colori ed affrontare l'imminente guerra contro i Guardiani. Insomma, un gran mal di testa. Mentre Hal Jordan e Sinestro si trovano a fronteggiare il ritorno di Mano Nera, su Oa Guy Gardner e John Stewart hanno smantellato le Lanterne Alpha, mentre Atrocitus e le sue Lanterne Rosse (insieme alla nuova LR terrestre Rankorr) si prepara a fronteggiare Abysmorph (anch'esso manipolato dai Guardiani per smantellare il Corpo delle Lanterne Rosse). Il tutto, insomma, è una preparazione al prossimo evento che vedrà l'ascesa del Terzo Esercito, il quale si concluderà proprio con gli ultimi numeri scritti da Geoff Johns. Il mio parere? Visto nell'insieme, le storie di Lanterna Verde non deludono affatto, anche se tutto scorre molto lentamente; la serie che mi ha colpito maggiormente è stato Il Corpo delle Lanterne Verdi, nonostante non sia nemmeno fan di Guy e John, mentre Nuovi Guardiani a tratti l'ho trovato noioso ma comunque interessante. Divertenti invece, le storie con protagonisti Hal e Sinestro, la quale ci è stato lasciato un bel punto interrogativo: cosa vuol dire che "Hal Jordan sarà la più grande tra le Lanterne Nere"? L'appuntamento con le testate dedicate ai Corpi colorati dell'Universo, almeno per me, è confermato anche per l'anno a venire!

Altri appuntamenti per me confermati sono Batgirl (Gail Simone sta facendo un lavoro eccellente), Cappuccio Rosso e i Fuorilegge (grandissima rivelazione, per quanto mi riguarda), Batwoman (che sto preferendo di gran lunga a Batman, nonostante i disegni siano un pugno nell'occhio) la quale avrà prossimamente un team-up veramente interessante con Wonder Woman. Totale delusione, invece, verso Giovani Titani, serie che dopo essere partita veramente bene, si è totalmente persa per strada: confusionaria e insensata, tanto da non sentirmi nemmeno invogliato a comprarlo per il crossover di Death of the Family e nemmeno per il ritorno di Raven e Trigon. Sul serio, il nuovo look di Raven (link) è a dir poco orribile!

Passiamo, quindi a Batman. E non è che io abbia molto da dire. Di Detective Comics mi è piaciuto soltanto la prima parte con Dollmaker, il resto che ne è seguito è veramente di pessimo gusto, e nonostante lo story-arc Imperatore Pinguino sembrerà dominare le testate del "Batverso" per un po', non c'è alcun tipo di hype, zero assoluto. L'unico motivo per cui continuerò a comprare la testata è per La Morte della Famiglia, crossover batmaniano che coinvolgerà tutte le testate dedicate agli alleati del Cavaliere Oscuro, e che influenzerà parecchio ciò ne seguirà dopo e avrà maggior impatto sulla testata di Batgirl. Mentre.. La Notte dei Gufi? Scusate, ho apprezzato tantissimo che abbiano pescato un personaggio che apparì parecchi anni addietro (Thomas Wayne Jr.) ed averlo addirittura collegato con tutta 'sta storia dei Gufi al Thomas Wayne Jr. di Terra-3 (Owlman), ma... non sono proprio riuscito a farmelo scendere. Pesante, a tratti anche geniale nei disegni e nel concetto stesso della storia (più di tutti il labirinto) ma troppo pomposo. Batman ha bisogno di uno scossone. Va bene allontanarsi dai classici villains e l'aria classica, però ormai è un personaggio che ha dato tutto, e fare storie incentrate sui suoi problemi esistenziali e sul suo passato è davvero roba trita e ritrita. Non che voglia sputtanare il lavoro di Scott Snyder, ha fatto quel che poteva per dare almeno una storia che fosse stata lineare e non sconclusionata, riconosco il duro lavoro, ma io proprio non riesco a farmela apprezzare questa run. Speranzoso invece, anche se contraddittorio con quanto detto poche righe su,con il prossimo evento, La Morte della Famiglia. Non mi andrò a leggere le serie che ho abbandonato (Catwoman e Giovani Titani), però la seguirò con attenzione. Confermato anche Batman, insomma (sorbendomi anche quelle cagate di storie di Nightwing, perdonatemi la rudezza), e posso dire chiaramente che Batman sarà confermato anche per l'anno prossimo, in quanto sembra che mentre in tutto l'Universo DC sarà coinvolta nella Trinity War, avremo la possibilità di vedere le origini 'rebootate' di Batman con il nuovo ciclo intitolato "Anno Zero".

So perfettamente che questo articolo sta diventando un po' troppo lungo e pesante da leggere, però ci siamo quasi. Ci avviciniamo al piatto forte (per quanto mi riguarda) di questi Nuovi 52. Ma prima di proseguire, meglio spendere due paroline anche per Justice League Dark, anche se ne ho avuto già modo di parlare in un post precedente. Anche la JL 'magica' avrà un ruolo fondamentale nella Trinity War, se non tra le protagoniste, in quanto Geoff Johns e Jeff Lemire stanno lavorando assieme al grande evento. Jeff Lemire che non vedo l'ora che approdi su Freccia Verde, in quanto finora mi ha fatto cagare peggio di Nightwing (e ho pure lasciato perdere la run di Ann Nocenti). Testate che se ne potrebbero fare a meno invece, sono The Savage Hawkman (anche se ho apprezzo la parentesi narrativa che lo ha visto opposto al Fantasma Gentiluomo), e Justice League: International, giunta già alla conclusione col numero zero. Peccato, invece, per Capitan Atom, la quale testata verrà chiusa insieme a JL:I; era tra le mie serie preferite, fin quando non è uscita fuori la storia di Chrono Mota che ha mandato praticamente all'aria tutto il bel lavoro fatto finora. Firestorm invece.. dio, non se ne poteva più! Carina, okay, Firestorm è un bel supereroe, ma la storia dei Firestorm mondiali non reggeva, e fortunatamente sembra che "Gli Uomini Nucleari" torneranno ad essere uno solo, come il concept originale. E no, non mi sto dimenticando dell'azzurrone. Superman è sicuramente tra le mie serie preferite, nonostante gli alti e bassi; dopo un inizio col botto, l'interesse è sceso man mano, e le storie son diventate veramente fiacche.... che ci si possa rialzare con il crossover H'El on Earth? Lo spero. D'altronde, Superboy sarà allegato alla testate per tutta la durata del crossover, quindi i miei soldi per Giovani Titani sono salvi! Anche Supergirl, tuttavia, l'ho trovato interessante, ma non vedo dove possa arrivare, come la storia principale in Superman. Discorso diverso con Action Comics, invece. Grant Morrison, tu fai venire un gran mal di testa, però va riconosciuto: come le strutturi te le storie, nessun altro. Ci vuole una profonda conoscenza del personaggio per comprendere cosa stia combinando tra le sue pagine, ma forse nemmeno tanto. Più che altro è la memoria che deve venir messa in funzione; tutto ciò che è accaduto finora ha perfettamente senso con ciò che avverrà, anche se forse con la storia dei folletti della Quinta Dimensione andrà ad esagerare un pochino, si prospettano storie interessanti e divertenti. D'altronde, se non esagerasse, non sarebbe Grant Morrison. Carino anche come ha gestito il personaggio di Clark Kent e la sua dualità, spiegando come sia Superman che Clark giochino un ruolo importante nel mondo.


E adesso, parliamo di Wonder Woman. E diamine se Azzarello non sta facendo un ottimo lavoro! Rilanciare il personaggio di Wonder Woman non era un'impresa facile, e se Strazynski c'era riuscito perfettamente andando a scavare tra le origini di Wonder Woman nella sua run Odissea, Brian Azzarello ha optato una strada differente: il mito da cui nasce Wonder Woman. E vale a dire gli déi dell'Olimpo. Il tutto rivisto sotto un'ottica più moderna, a partire dalla caratterizzazione dei vari déi. Qui abbiamo avuto modo di vedere Diana in ruolo un po' più diverso da quello di 'eroina', e anche se sembra distaccarsi un po' tanto dal restante Universo DC e dalla sua versione classica, ciò non influisce negativamente. Wonder Woman, a parer mio, è la miglior testata dei Nuovi 52. E ora che il primo ciclo si è concluso, con il trono di Zeus che è stato preso da Apollo, le avventure di Diana non sono terminate: Ermes ha preso il figlio di Zola e glielo ha portato via, tradendo la fiducia dei suoi compagni, e nell'immediato futuro, Diana avrà modo di conoscere Orion e i Nuovi Déi di Nuova Genesi. Il ché vuol dire anche arrivare a spaziare nel restante Universo DC, andando a pescare personaggi non ancora utilizzati, e che in linea con la run di Azzarello si sposano perfettamente.

Per quanto riguarda il nuovo spillato che verrà affiancato alle uscite mensili, Dark Universe, lo consiglio vivamente. Non solo perché le storie di Animal Man e Swamp Thing saranno allegate, riducendo così l'attesa di pubblicazione e riuscire a seguire al meglio lo svolgersi del crossover Rotworld, ma anche per Phantom Stranger, testata che veramente merita in quanto esplora il mondo magico dell'Universo DC, da Trigon allo Spettro, alla Justice League Dark, e così via. Ma proseguendo con i miei pareri sulle testate dei Nuovi 52, arriviamo alla mia preferita: The Flash.
Forse non molti condivideranno la mia passione per il Velocista Scarlatto, tanto meno per la sua serie in corso, ma dopo un inizio a dir poco noioso e stupido con la storia dell'Oclocrazia, siamo giunti all'introduzione uno ad uno dei Nemici. Nemici che appaiono potenziati, i quali accedono ai loro poteri non più grazie alla loro attrezzatura ma che ne sono praticamente dotati, ed un motivo sembra esserci, anche se non se ne sta parlando più di tanto, anzi quasi come se stesse venendo ignorato, così come la scomparsa di Iris West nella Forza della Velocità, ma se ogni numero va letto con estrema attenzione, il tutto scorre in maniera molto lineare, e solo il tempo ci darà le risposte che cerchiamo. Nel frattempo, attendiamo l'evento principale, Gorilla Warfare, che avrà come antagonista principale proprio Gorilla Grodd, che abbiamo già avuto modo di conoscere nei numeri precedenti. Il Nuovo Universo DC sembra un po' aver riscritto le regole, e Gorilla City ne è l'esempio: di fatti, la società di gorilla senzienti, deriva la loro evoluzione incrementata proprio grazie alla Forza della Velocità e al suo 'motore di scarico', Flash. Il velocista, quindi, sembra proprio che dovrà avere a che fare con la responsabilità vera e propria che porta ad essere un supereroe, a partire dal tradimento del dottor Elias, che dopo aver assistito Flash lo ha tradito mettendolo in cattiva luce, dopo che questi aveva scasualmente causato un blackout totale a Central City, alla gestione dei suoi poteri veri e propri, che sono il motore di una forza misteriosa che si muove attraverso il tempo. Devo dire che se le storie di Flash avessero preso la stessa piega del primo ciclo, avrei abbandonato la testata, ma fortunatamente grazie anche all'introduzione dei Nemici e alla trama che sembra svilupparsi in maniera egregia, l'interesse per essa è aumentato.

Poche righe su, ho accennato di come l'Universo DC abbia cambiato un po' tutte le carte in tavola, e le origini di Gorilla City sono soltanto una parte della piega che la continuity ha preso. Basti pensare, infatti, di come le strade dei vari supereroi si incrocino in maniera interessante, come Oliver Queen che dopo aver passato i suoi cinque anni in un'isola completamente da solo viene salvato da Aquaman, per dirne uno. Ma questo ci porta alla conclusione di questo articolo, nonché alla tanto fatidica domanda:
Quanto di buono c'è in questo reboot?
La riposta andrebbe cercata senza dover andare a scavare troppo a fondo. Ci sono personaggi che ne hanno ricavato qualcosa e altri che potevano anche farne a meno; addirittura personaggi che hanno visto la loro continuity praticamente inalterata, come Batman e Lanterna Verde, ma da un altro lato invece, c'è Superman, che tanto di buono aveva in oltre 75 anni di storie, buttate all'aria inspiegabilmente. Niente più matrimonio con Lois Lane, niente più vita sociale. Solo Superman, e una vita misteriosa di Clark Kent, che però viene narrata meglio in Action Comics (grazie, signor Morrison). Sappiamo che in questa nuova continuity i supereroi sono presenti soltanto da 5 anni, e qui ci potrebbe stare, così come ci potrebbe stare che La Notte Più Profonda risulti avvenuta ugualmente, anche se magari in un modo a noi sconosciuto, ma il passato di Batman? Damian c'è ancora, com'è possibile che abbia un figlio di 8 anni avuto con Talia, che risulta si siano conosciuti durante il suo periodo da Batman? E la morte di Superman per mano di Doomsday, è o non è avvenuta? Se Hal Jordan è divenuto Parallax, ma le Crisi così come l'Ora Zero non sono mai avvenute, cosa è successo realmente? Se i Giovani Titani non sono mai esistiti, come mai Starfire conosce Nightwing? E Batman come ha preso l'idea della Batman Inc., se non è mai morto in Crisi Finale, visto che non è mai avvenuto? Sono tante piccole domande che scorrono nella testa di ogni maniaco che ricerca una continuity lineare, ma forse è meglio lasciar perdere. Se da un lato, chi ne ha perso maggiormente è Superman, ci sono personaggi che possono venir rilanciati alla grande avendo l'opportunità di ripartire da zero, come Barbara Gordon/Batgirl o Aquaman, ma c'è anche chi ci va a perdere, vale a dire personaggi che, in un modo o nell'altro, un po' tutto avevamo iniziato ad amare, come Stephanie Brown (Spoiler prima, poi Robin ed infine Batgirl) e Wally West. Le cose si equilibrano perfettamente, così come il restyling dei costumi: c'è chi ne ha guadagnato (l'intera Justice League) e chi no (Raven!). Insomma, da qualsiasi punto di vista la si guardi, questa nuova continuity va a perdere tantissime storie di altissimo livello per dare spazio a storie di dubbio gusto, ma forse è il prezzo da pagare. Niente più storie epiche dei Giovani Titani, come The Judas Contract, niente più Crisi, niente più Our Worlds At War, eccetera. Ma se la vediamo dal punto di vista 'commerciale', sicuramente la DC Comics ci ha guadagnato, visto l'incremento delle vendite ricevuto, a discapito di tutta la negatività accumulata da fan più assidui e di lunga data. Fin quando avranno ancora idea sui supereroi di punta che funzioneranno e porteranno più gente a leggere fumetti, questo reboot funziona, che ci piaccia o no.

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Un nuovo anno DC

Un altro anno è passato. Manco a dirlo, la cosiddetta "profezia dei Maya" si è rivelata una bufala, e siamo ancora tutti vivi, sani e salvi... o per così dire. Anche io sono ancora qui, nonostante la lunghissima assenza che mi ha portato un po' a trascurare anche le notizie settimanali, ma c'è ancora tempo per riprendersi! Con la fine dell'anno, si è soliti guardare avanti, farsi delle promesse per l'anno a venire, e anche se nonostante io sia un tipo che preferisce guardare più al presente che al passato e al futuro, sono qui per fare il contrario: ripercorrere un po' quest'ultimo anno a ritroso... ovviamente, sempre per quanto riguarda l'Universo DC. E lo farò elencando i miei acquisti fumettistici dell'anno... ovviamente, mi focalizzerò maggiormente sui Nuovi 52, che anche se ancora incompleti, è sempre bene analizzarli, una testata alla volta. Quindi, spazio al banner, e iniziamo!


Il 2012 è stato decisamente un anno significativo per la DC Comics in Italia, dall'acquisizione dei diritti di pubblicazione della casa editrice americana da parte di RW Lion all'introduzione del Nuovo Universo DC attraverso i Nuovi 52, che nonostante tutto, in Italia sono ancora (tuttora) incompleti - e non siamo nemmeno arrivati alla fine della cosiddetta "first wave". Ma andiamo in ordine.

È passato giusto un anno dalla prima pubblicazione Lion della DC, iniziata con i numeri zero (in edizione limitata) di Batman, Superman, Lanterna Verde, Flash, Wonder Woman e Justice League, e da lì ce ne sono state altre - certo, abbiamo visto le ennesime ristampe di vecchi albi già pubblicati dagli altri editori in passato (Planeta e PlayPress), ma ci sono state date anche letture interessanti e totalmente inedite in Italia, senza contare che ci hanno dato ben due testate che hanno potuto accontentare gli appassionati più esigenti: DC Essential e DC Classics (a proposito di quest'ultima... quest'anno si apre con l'uscita delle storie classiche di Flash, imperdibile per il sottoscritto!). Da notare, comunque, che Lion non si è solo occupata delle fumetterie, ma ha anche pensato alle edicole: non solo i numeri di Batman, Superman, LV e Justice League sono disponibili in esse, ma il 2012 ha visto l'uscita delle collezioni di Superman e Batman, di cui io ho acquistato solo il primo (in quanto, come personaggio da approfondire mi mancava solo l'Uomo d'Acciaio). Per non parlare poi dell'ultima uscita avvenuta poche settimane prima della fine dell'anno: Batman Chronicles, il cui primo numero contiene le prime storie di Batman, quelle scritte da Bob Kane... forse ad un prezzo un po' altino, ma se si pensa alla qualità e al "significato storico" di quelle storie, e soprattutto se si è fan abbastanza per COMPRENDERE cosa ci hanno proposto, sono soldi ben spesi (ma io comunque ho dovuto lasciar stare, ahimè). Insomma, al di là delle tante lamentele dei soliti rompiballe da web (guarda la pagina Facebook di RW Lion... gente ingrata che contesta anche il minimo difetto tipografico), è stato un anno ricco e intenso per gli appassionati DC - riprendendo anche la vecchia numerazione della Planeta per non far mancare nulla a chi seguiva le serie regolari, tutto, alla fine è andato a finire sul grande evento dell'anno (almeno in Italia): Flashpoint.


Certo, a me rode un po' il fatto che io ho dovuto pagare per due volumi quando mi sarebbe potuto bastare aspettare 7 mesi per ritrovarmelo in un volume unico ad un prezzo inferiore, ma tant'è... almeno hanno fatto risparmiare un po' di soldini evitando di pubblicare i millemila tie-in de Il Mondo di Flashpoint, i quali ne sono diventati solo 3 (volumi, le storie in totale erano 6). Parlando dell'evento in questione, non posso nascondere il fatto che a me è piaciuto non poco - certo, gestito differentemente da una crisi (anche se sarebbe dovuto esserlo), ma contando il fatto che io ho seguito la testata di Flash con Barry Allen da Rinascita fino a Flashpoint, c'è stato effettivamente qualcosa che mi ha deluso: Eobard Thawne, l'Anti-Flash. Mi è molto piaciuto come Johns ha trasformato il personaggio e di come lo ha reso la vera nemesi di Flash (veramente odioso, più del Joker!), e confesso che io ho voluto evitare di leggere news e spoiler per non rovinarmi la sorpresa.... che alla fine tutto era stato creato da Barry stesso.
Certo, alla fine il tutto ha trovato un senso, e il mio caro vecchio Eobard ha trovato la morte - sparendo definitivamente dalla circolazione (o così pare... io vorrei rivederlo nuovamente, sarebbe una cosa molto interessante). Per quanto riguarda i tie-in, in Italia ne abbiamo visti 3: Batman & Superman, di cui la versione alternativa del Cavaliere Oscuro scritta da Azzarello è stata la migliore in assoluto, Lanterna Verde (racchiudente le storie di Abin Sur e Hal Jordan, questa volta come pilota e non come Lanterna) e Wonder Woman & Aquaman, forse tra tutte la più interessante - anche se meno intensa, ma purtroppo scrivere una storia del genere in tre numeri è troppo poco, se consideriamo anche il fatto che praticamente l'Universo di Flashpoint girava tutto attorno alla guerra tra le Amazzoni e gli abitanti di Atlantide. All'interno dell'Universo Flashpoint abbiamo potuto vedere numerosi personaggi dall'Universo Wildstorm e Vertigo, più altri inventati per l'occasione, di cui alcuni hanno fatto la comparsa anche nei Nuovi 52 (come Brainwave, apparso in Justice League Dark), e proprio questo sconvolgimento ha dato inizio alla fusione. Alla fine di Flashpoint è apparsa questa donna misteriosa, rivelatasi poi con il nome di Pandora, che ha praticamente fuso le tre linee temporali rappresentate da DC Comics, Vertigo e Wildstorm - creando appunto il Nuovo Universo DC. Nuovo Universo che si è trasformato nei Nuovi 52, testate che andrò ad analizzare uno per uno (nonostante numerosi story-arc siano ancora incompleti e altre testate non sono nemmeno ancora uscite) descrivendo i miei pareri su queste nuove versioni, alcune positive e altre negative, e alcune dove sono rimasto molto perplesso...

Batman, Superman e Lanterna Verde
Più per obbligo che per altro, credo sia meglio iniziare con i tre personaggi di punta della DC (tanto ormai, Lanterna Verde ha di fatto sostituito Wonder Woman come livello di popolarità). Di Batman ho già avuto modo di parlare, dicendo come appunto la saga dei Gufi non mi stesse affatto entusiasmando, ma confesso che più sto andando avanti con le uscite più in me si sta accendendo la voglia di dare alla storia una chance. Per me tutto è avvenuto in maniera molto veloce e senza senso (soprattutto la parte in cui Batman viene intrappolato nel labirinto), ma credo di essermi perso qualcosa, qualche particolare o altro - considerato che si tratta di una lettura mensile, è facile che sia così - ed è per questo che La Notte dei Gufi avrà un mio parere personale solo a conclusione di tutto. Discorso differente avviene per Detective Comics, per me iniziato col botto ma che poco a poco è diventato poco interessante. La storia d'introduzione con Dollmaker ha stuzzicato il mio interesse, ma l'introduzione a ciò che sarà lo story-arc dominante sulla testata (Emperor Penguin, Imperatore Pinguino) è stata fiacca... Nightwing invece... cosa dire? Noioso? No, affatto... forse a tratti, ma carino. A me Nightwing non è mai dispiaciuto, certo la personalità di Dick Grayson è un qualcosa che normalmente mi darebbe fastidio, ma al di là di ciò (stiamo sempre parlando di fumetti) ho trovato le storie troppo fiacche, se il tutto fosse stato costruito un po' meglio... diciamo che non si sarebbe dovuto aspettare il numero 9 per alzare l'interesse ad una testata che in fin dei conti è godibile.. ma appunto, si è dovuto aspettare proprio quel numero per iniziare ad apprezzare Nightwing e far luce su praticamente tutto ciò che è avvenuto precedentemente! Spostandoci poi dagli spillati di Batman, ci sono altre due testate da nominare: Batman & Robin e The Dark Knight. Del secondo ho comprato solo il numero 1, un po' perché l'entusiasmo era pari a zero e dall'altra parte per questioni più economiche che altro, mentre il secondo è molto ma molto carino. Damian mi piace molto come personaggio, e vederlo alle prese per la prima volta al fianco del padre è davvero curioso, e di fatti le storie che ne sono uscite fuori appaiono nuove e soddisfano le mie aspettative (almeno finora), al contrario di The Dark Knight, che ha dalla sua una nota positiva, al di fuori dei disegni di Gary Frank: i nemici classici. Sì, ma il tutto è apparso come un'accozzaglia insensata, e anche se non gli ho dato una chance con il secondo numero, come già detto, la reputo come la testata più debole in assoluto dedicata a Batman. Per quanto riguarda Superman invece... il primo numero mi ha entusiasmato. Bello, significativo; mi è piaciuto molto la primissima storia, dove la distruzione del Daily Planet ha davvero simboleggiato diverse cose, in primis l'avvento del progresso, il continuo avanzare dei tempi e dell'incremento delle nostre risorse che ci spinge a dover andare a passo con i tempi lasciandoci alle spalle il passato: e il tutto è stato descritto in una semplice storia auto-conclusiva, che ha anche dato il modo di riflettere sull'argomento sposandosi anche con il pensiero verso il reboot, dandoci speranza che questo potrà portare solo cose positive, nonostante non sempre le cose andranno bene (ed è ciò che fa Superman!). Action Comics invece è stato un po' come un ritorno alle origini, del primo Superman, e ovviamente con lo zampino di Grant Morrison non si può non fare riferimento al vero e proprio primo Superman. Forse un po' troppo confusionario, un po' troppo eccentrico e difficile da seguire per il lettore medio (quello che cerca solo storie e non autori), ma davvero ben costruito, simpatico e affascinante. Bello anche il reboot di Supergirl, mi piace tantissimo il nuovo costume, e anche se ad un certo punto con la storia ci si porta a pensare "ma perché Supergirl affronta SOLO nemici donne?" non delude affatto, non sicuramente tra le migliori in circolazioni, ma messa all'interno di Superman è comunque un qualcosa in più che aggiunge quel po' di godibile che sa dare. Infine, la testata di Lanterna Verde è quella più fortunata subito dopo Justice League. Bello ritrovare Sinestro come Lanterna Verde, bello rispolverare il suo rapporto con Hal Jordan (ormai non dotato più di un anello), belle le avventure di John Stewart e Guy Gardner e bello anche New Guardians, di cui vediamo come protagonisti Kyle Rayner (la mia Lanterna Verde terrestre preferita), Santo Viandante, Bleez, Arkillo, Munk, Fatality e l'Agente Arancio Larfleeze. Ma ormai tutto ciò che si legge di Lanterna Verde è solo un: prepariamo qualcosa per un grande evento, che in questo caso è Rise of the Third Army, ma non amo fare polemiche, nonostante si noti come sia tutto un riempitivo per anticipare qualcosa di grosso, il tutto è ben fatto - divertente (soprattutto New Guardians) e soprattutto soldi ben spesi. Una parentesi anche per Lanterne Rosse, presentato sotto forma di compendio - non eccezionale, devo dir la verità. Mi aspettavo qualcosa in più, ma tutto sommato è anche quello carino, soprattutto interessante l'introduzione della nuova Lanterna Rossa terrestre: Rankorr. Ne vedremo delle belle, e il secondo numero sarà sicuramente mio!

Justice League, Flash e Wonder Woman
Passiamo ora alla testata principale vera e propria della DC: Justice League. Sì, perché a quanto pare le storie principali si svolgono lì, e i futuri crossover (Trinity Wars) anticipano come tutto si concentrerà proprio sulle pagine di JL. Ma cosa ci sarebbe da dire su Justice League? Bello? Forse anche bellissimo, dipende da che ottica lo si guardi. Certo, io non capisco come ci sia gente che lo critichi fortemente definendolo addirittura stupido e di poco interesse, e magari  io posso riconoscere che non è stupendo, ma se mi chiedessero se sia da comprare, gli risponderei positivamente. Justice League è divertente, lì la spacconeria regna sovrano, poco importa se i caratteri dei vari eroi sono un po' troppo accentuati, il bello sta proprio lì! Lo scopo principale di Justice League è mostrare appunto le diverse personalità degli eroi, i loro punti di vista opposti - e nonostante ciò riescono comunque ad essere il super gruppo più forte della Terra. Mica cazzi, eh. Forse il tutto è un po' incentrato sulle personalità di Batman e Lanterna Verde, i quali battibecchi sono comunque quelle che tengono alto il lato comico della testata, insieme all'umorismo di Flash, anche se il "Flash divertente" era più Wally West che Barry Allen, ma tant'è... insomma, per concludere dobbiamo parlare dei disegni di Jim Lee? E che ne parliamo a fare, stupendi magnifici, anche se mi hanno un po' deluso sulla caratterizzazione del viso di Wonder Woman, ma questo non fa abbassare la qualità generale. Per quanto riguarda le storie contenute in JL, vale a dire Justice League International e The Savage Hawkman, c'è ben poco da esprimere: JLI potevano risparmiarselo, troppo veloce e confusionario, non farò paragoni con la JLI di Giffen in quanto non amo farne, ma comunque veramente debole... eppure il secondo numero poteva convincermi, ma invece no, purtroppo. Hawkman invece... beh, la prima parte con Morphicius non mi è piaciuta, ma le storie a seguire dove abbiamo ritrovato il Fantasma Gentiluomo mi hanno deliziato: il breve duo con Static è stato inaspettato e carino, Carter Hall contro un esercito di zombie è stato forse già fatto, ma mi ha divertito... darei un buon voto ad Hawkman, anche se so già che a breve arriveranno anche in Italia le storie scritte da Rob Liefeld - che hanno fatto abbandonare la testata anche i fan più accaniti di Hawkman -, quindi posso dire che finora ha avuto solo una parentesi positiva... ma darò una chance anche a Rob Liefeld, vedere per credere. Per quanto riguarda Flash... dannazione, ci ero rimasto veramente male quando ho visto che Patty Spivot è diventata il suo interesse amoroso e che Iris West non fosse più sua moglie. Ci sono rimasto veramente male, quando tutto è stato azzerato... tutto quel bel lavoro su Flash di Geoff Johns che lo hanno riportato a dei livelli eccellenti, svanito... e Flash è il mio supereroe preferito, non potevo crederci. Non mi piacevano le prime storie, con l'esercito dei cloni (guarda caso, amico d'adolescenza di Barry, che poi è Flash!), l'impulso elettromagnetico eccetera.. eppure, arrivato al numero 4 ho voluto rileggere tutto. Sì, perché la mia capacità di giudizio era annebbiata dalla delusione di aver perso ciò che mi era piaciuto di lui, e rileggendomi tutto ho notato: Flash ha evitato di far schiantare un aereo contro Central City facendolo vibrare! Flash ora è agli inizi, non conosce ancora bene i suoi poteri e nonostante questo, li spinge ogni volta al massimo, sempre per fare la cosa giusta. Flash non è morto, quel Flash c'è ancora, forse non vedremo più Wally (ripeto, forse), forse i suoi Nemici saranno caratterizzati in maniera differente, ma sono tutti lì. Sempre gli stessi, nulla è cambiato. A parte Captain Cold... lui sembra Sub Zero di Mortal Kombat... ma okay, a me sta bene così. Un'altra bella storia che ho trovato tra le pagine di Flash è Capitan Atom. Davvero, non mi aspettavo che mi piacesse, e invece mi ha entusiasmato, e ha reso il tutto molto curioso, è come se ci fosse un Dr. Manhattan nell'Universo DC, un vero e proprio dio, ma inesperto... anche se il numero 9 non mi ha entusiasmato, l'ho apprezzato veramente molto. Mi godrò questi ultimi numeri, visto che Capitan Atom è stato cancellato con il numero 12 (e successivo numero zero). Per quanto riguarda Aquaman... davvero, smetto di fare il saputello, ma non ho mai letto Aquaman... perché non ho mai capito cosa leggere di lui. Ha una storia editoriale molto confusa (o almeno, ai miei occhi così appare), e anche se conosco quelle poche cose di lui che potrebbero permettermi di rileggermi le vecchie storie (cosa che molto probabilmente farò), il buttarmi direttamente sul reboot scritto da Johns è più che ottimo. Carino, divertente, e interessante negli sviluppi che lasciano presagire dei risvolti interessanti in futuro. Passando alla testata dedicata a Wonder Woman/Freccia Verde, voglio solo spendere poche parole per Firestorm e l'Arciere: il primo è carino, non eccezionale ma carino... mi manca solo avere un solo Firestorm, perché l'idea di averne due non mi piace. Freccia Verde non mi ha mai convinto, e ora con Ann Nocenti a scriverlo.. beh, io ho saltato le pagine perché non voglio leggere niente di ciò che scrive lei... Wonder Woman invece.... dire che compro lo spillato solo per lei rende il tutto una spesa vana, soldi buttati, ma al diavolo! Wonder Woman è la serie più bella di tutte! Voglio dire, amo Wonder Woman e ciò che rappresenta, mi manca sì quel tono classico del passato rivisto sulla gestione di Perez e nell'ultimo story-arc prima del reboot (Odyssey), ma questo? Brian Azzarello sta rendendo il tutto né veloce ma nemmeno lento: è tutto al punto giusto, ha portato sulle pagine a fumetti non il mito attorno a Wonder Woman, ma la mitologia greca! E non sono più degli dei in abiti succinti e colorati, no, ma più vicini alla mitologia (se pur rivisti in chiave moderna), e la storia su cui gira il tutto è a dir poco entusiasmante ed emozionante. Diana non è stata stravolta, è stato solo riadattato il suo mondo di provenienza come giusto che sia - perché Wonder Woman, prima di essere un'eroina, è una guerriera - ed è ciò che Brian Azzarello sta raccontando, le gesta di una guerriera attraverso il mito degli antichi greci, e i disegni di Cliff Chiang rendono perfettamente lo spirito della testata, con i lineamenti dei personaggi che richiamano un po' i vecchi dipinti dell'Antica Grecia. Wonder Woman, voto 10. Tra le mie testate preferite, senza dubbio.


Giovani Titani, e le altre uscite...
Passiamo infine alle conclusioni. Non mi soffermerò molto sulle uscite in compendi, in quanto ho già avuto modo (e ne avrò in futuro) di parlarne a parte. Diciamo che come è possibile notare tra i vecchi post, le uscite che mi hanno entusiasmato particolarmente sono la prima parte di DC Universe Presenta (con protagonista Deadman), Justice League Dark, Animal Man e Swamp Thing, mentre tra le uscite denominate da Lion Batwman World e Batman Universe, sono particolarmente innamorato delle due "pipistrelle", vale a dire Batgirl e Batwoman (in particolare quest'ultima) - mentre per quanto riguarda Batwing ho deciso di scartarla (non tanto per la qualità della storia, che comunque non è male, ma per non riuscire ad apprezzare il personaggio... e la Batman Inc. in generale!), mentre sono ancora un po' perplesso su Cappuccio Rosso e i Fuorilegge... tutto troppo veloce, sarebbe potuto essere qualcosa di meglio, ma non mi ha convinto del tutto, e idem per Birds of Prey, nonostante questa formazione nuova sia intrigante non mi convince. Altro discorso per Catwoman: serie iniziata bene, non benissimo ma bene... ma comunque abbandonerò la Gatta al numero 3 giusto per finire la run in corso, ma ho intenzione di non seguire Catwoman fin quando non andrà via Ann Nocenti - ed è un consiglio che do anche a voi che state leggendo! Per quanto riguarda il resto, un'altra lettura che proprio non mi è piaciuta è stata Stormwatch, ma davvero... io odio parlare negativamente, quindi eviterò di commentare... tornando agli spillati, invece, c'è rimasto l'ultimo: Giovani Titani, contenente anche Legione Perduta, pagine che ho sempre saltato con indifferenza (non sono fan della Legione dei Supereroi, spero mi perdoniate). Le storie principali, portanti della testata vera e propria, vale a dire Teen Titans e Superboy valgono la qualità della testata; serie ricche d'azione, anche se spesso si perdono in banalità, ma che si intrecciano tra loro in maniera perfetta (e ci mancherebbe, visto che a scrivere entrambe è Scott Lobdell).

Insomma, è stato un anno intenso (e doloroso per il portafogli), e le uscite Lion, oltre alle regolari, sono state veramente numerose. Da Gotham by gaslight a Batman: Attraverso lo Specchio, dalle pubblicazioni dei numeri classici di Batman, Superman e Lanterna Verde alle collane DC Essential e DC Universe che ci hanno proposto letture interessanti come Eredità, Hawkman di Geoff Johns, Justice League International di Keith Giffen e tante altre, c'è stata veramente tanta carne al fuoco, come si suona dire... e quest'anno non sarà da meno, se pensiamo che già annunciate sono Batman: Odyssey (lettura demenziale di Neal Adams) e la linea Classic dedicata a Flash... e quasi dimenticavo le uscite Vertigo! Sarà un 2013 intenso, intanto io mi preparo per i miei primi acquisti dell'anno: Blue Beetle per i Nuovi 52, e Flash Classic...
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