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Review: Justice League - The Flashpoint Paradox

DC Universe Animated Original Movies. Ovvero, lungometraggi animati ispirati alle saghe originali a fumetti DC Comics, che ormai siamo abituati a vederne almeno tre all'anno, e salvo qualche parentesi dedicata a Wonder Woman e Lanterna Verde, i protagonisti assoluti sono sempre stati Superman, Batman e la Justice League. Quest'anno, dopo l'uscita della seconda parte di The Dark Knight Returns ispirato all'omonimo graphic novel di Frank Miller, e Superman: Unbound, è toccato al nuovo film della Justice League, The Flashpoint Paradox, ispirato alla miniserie-evento che ha cancellato il vecchio Universo DC per far rinascere quello dei Nuovi 52, Flashpoint. Non solo un ottimo proposito per portare una ventata di aria moderna anche alle serie animate, ma anche, anzi soprattutto, per risaltare uno degli eroi principali dell'Universo DC, sempre bistrattato nelle precedenti trasposizioni. Ma tale film, è stato all'altezza delle aspettative? Questo rinnovamento all'interno dell'Universo Animato DC può fare del bene, oppure no? Scopriamolo, con il Review di Portrait of a Bastich!


Prima di iniziare, è doveroso, come consueto, ricordare che leggere quanto di seguito, comporta il rischio di incappare in qualche spoiler, in quanto verranno anche prese in considerazione le comparazioni tra film e fumetto, e ci sarà tanto da dire, a riguardo. In tal caso, vi ricordo che il film uscirà in blue-ray il prossimo 30 luglio, e che è già disponibile sullo shop di iTunes per il formato digitale. Non parlo di download illegale, se volete, lo pagate! Come giusto che sia. E qui, chiudiamo la parentesi introduttiva/pubblicitaria.

Come ci si aspettava, The Flashpoint Paradox riprende pari pari gli avvenimenti della serie a cui si ispira, apportando però qualche leggera modifica per rendere la storia lineare e non rendere il tutto troppo confusionario, evitando di inserire elementi troppo "elaborati" per rendere il minutaggio del film godibile. Come già detto, e ribadito più volte, essendo Flash uno degli eroi più bistrattati nell'Universo Animato DC (in parte dovuto alla caratterizzazione di Wally West, il "Flash allegro", che è stato protagonista per anni nelle serie animate), introdurre i Nemici e l'Anti-Flash non era certamente un compito facile, in quanto non c'è mai stato un vero e proprio approfondimento del personaggio, quindi, per quel poco che si è tentato di fare, non ci si può lamentare, se abbiamo trovato il tutto molto semplificato: qui, i Nemici appaiono come un gruppo di villain qualsiasi, che addirittura combattono al fianco di Eobard Thawne, il quale non perde tempo comunque a tradirli. Successivamente, c'è l'intervento della Justice League, il quale sembra avvenire in maniera un po' casuale, un po' come se dovesse essere fatto per ricordare che questo altro non è che un film sulla JL, sebbene il protagonista assoluto sia Flash. Scelta commerciale azzeccata, comunque sia; invece di rischiare il tutto e far comprare un titolo con su il nome di Flash, si è preferito dedicarlo all'intera Justice League, che non ha mai deluso le aspettative, economicamente parlando. Parte introduttiva finita, in cui viene accennato il passato di Barry Allen e delle origini del Reverse-Flash, il film ha finalmente inizio.

Le sequenze nell'Universo di Flashpoint sono pressoché identiche, stesse dinamiche e quasi gli stessi dialoghi, con leggere modifiche apportate; dal risveglio di Barry al lavoro (che sfocia in una semi-citazione degli avvenimenti precedenti a Flashpoint), fino all'introduzione di Batman/Thomas Wayne e di Cyborg. In sequenze che sembrano scorrere un po' troppo frettolose, senza comunque tralasciare alcuni elementi, anche se semplificandoli, ci ritroviamo con Barry che riacquista finalmente i suoi poteri, arrivando a ricordare cosa è accaduto in questa nuova linea temporale. Qui, c'è una sequenza che è un po' troppo confusa, che cerca di riassumere al meglio gli avvenimenti principali di quel nuovo Universo in maniera troppo veloce; a seguire, non ci si dimentica comunque, uno sguardo generale a cosa accade al resto del mondo. Ci vengono, quindi, presentate la brutalità di Aquaman e Wonder Woman, nonché un breve scontro tra numerosi personaggi dell'Universo DC (da Icicle Jr. a Clayface, da Kaldur'ahn e Garth a Etrigan e Grifter, e così via). Infine, possiamo trovare notevoli differenze in alcuni elementi, dal più evidente assassino della madre di Barry (che non è il Reverse-Flash, ma inserire questo elemento nel film, sarebbe stato troppo), alla causa dell'esplosione che rischia di mettere fine al Mondo intero. Di fatti, nel fumetto, la minaccia più grande era rappresentata da Terra e Geo-Force, rispettivamente imprigionati dalle Amazzoni e dagli Atlantidei come "arma finale", mentre qui, è Capitan Atom ad essere imprigionato da Aquaman. Ma, se da un lato queste piccole differenze sono pressoché insignificanti, e che sono fatte per sfruttare al meglio il poco tempo a disposizione e riuscire a raccontare la storia, c'è una falla enorme, nel film. O almeno, per me è stata una mancanza che si è fatta parecchio sentire.

Sto parlando del senso dell'atto eroico di Flash, sia quando decide di salvare il mondo nonostante non sia la sua linea temporale, sia del suo sacrificio che compie per riportare tutto alla normalità. Ebbene sì, se si ha letto Flashspoint, questa mancanza è effimera, alla fine il film ne è la trasposizione, e si è cercato di fare il meglio che si è potuto. Ma la mancanza di interazione tra Barry e sua madre, a mio avviso, è stato un grosso buco a quello che sarebbe potuto essere un gran film animato, anche perché le scene finali sono quelle più mozzafiato, e aggiungere un elemento simile, sarebbe stato a dir poco perfetto. Ed è per questo che ci son rimasto male, quando non ho visto il discorso finale tra Barry e sua madre. Si è cercato di valorizzare Flash al meglio che si poteva, in questo film, ma tralasciare il suo sacrificio, e lasciarlo solo intendere, ha solo levato un po' di quel 'sentimentalismo' che tanto fa bene a ogni tipo di film, e che avrebbe aiutato ulteriormente a far amare il personaggio di Flash.


Passando al lato tecnico, non sono rimasto insoddisfatto dal doppiaggio, ma sono i disegni che mi hanno un po' deluso. Parliamoci chiaro, quando mai i personaggi nei cartoni DC sono stati proporzionati? Togliendo dei rarissimi casi, possiamo dire mai, ma in The Flashpoint Paradox c'è come una sorta di rifinitura che è ben dettagliata, ma in linea con le proporzioni (spalle grosse e corpo minuscolo) stona parecchio. L'animazione, invece, è tutt'altro che deludente; ho un po' storto il naso nella sequenza finale (che, a proposito, mi ha un po' ricordato la fine dei film di Spider-Man), però non è malaccio. Insomma, non toglie godibilità al film, nel senso che si può sempre guardare. Parlando del doppiaggio, come detto, non sono rimasto deluso. Nel cast, ritroviamo doppiatori classici come Kevin Conroy (Bruce Wayne), Nathan Fillion (Hal Jordan), Dana Delany (Lois Lane) e Ron Perlman che ritorna per l'occasione a ridoppiare il personaggio di Deathstroke dopo la serie Teen Titans. Tanto di cappello a Kevin McKidd per la sua interpretazione di Thomas Wayne, e ovviamente a Justin Chambers che sostituisce Michael Rosenbaum (il Lex Luthor di Smallville), doppiatore di Flash da ormai più di 10 anni.

In definitiva, se dovessi dare un voto a The Flashpoint Paradox, sarebbe un 8.5 in quanto mi aspettavo leggermente di più, e per i motivi che ho elencato due paragrafi fa. Tuttavia, il futuro dei DCUAOM promette bene: dopo i titoli di coda, viene mostrato un'anticipazione di quello che sarà il prossimo film che vedrà luce nel 2014, Justice League: War, ispirato alla run che ha introdotto per la prima volta la Justice League nei Nuovi 52. Avremo, quindi, il restyling anche nell'Universo animato, a quanto ci hanno lasciato presagire alla fine di The Flashpoint Paradox, dove Batman e Flash hanno proprio i loro nuovi costumi. Scelta abbastanza controversa, se contiamo il fatto che, a discapito del successo che comunque il reboot ha avuto e sta avendo, molti fan di vecchia data hanno abbandonato la DC proprio a causa di questo. Optare per un nuovo team di doppiaggio (cosa che quasi sicuramente avverrà, purtroppo), distaccherà ulteriormente a ciò che era il vecchio Universo animato, probabilmente, arrivando a far allontanare anche i fanboy più ottusi e legati alle visioni classiche degli eroi DC. Ma noi, ovviamente, siamo speranzosi, e crediamo nel rinnovamento.
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Un anno di Nuovi 52

Ci siamo! Il primo anno dei Nuovi 52 è finito anche in Italia, che vedrà nel mese di maggio l'arrivo dello Zero Month "nostrano", anche se con qualche piccola variazione nella pubblicazione, a partire da Justice League che a quanto pare avrà nel suo numero 14 le back-up story dedicate a Shazam pubblicate dal numero 7 nella pubblicazione americana originale. Senza andare a fare polemiche inutili sulle scelte editoriali di Lion (che comunque non saranno così confusionarie come sembra, almeno io sono fiducioso!), andrò a dire la mia su questi Nuovi 52. concentrandomi sugli spillati e sulle serie che più sto apprezzando, e infine risponderò alla fatidica domanda: quanto di buono ha portato questo reboot?


Partiamo subito con la testata numero 1 del Nuovo Universo DC: Justice League, curata dal geniale Geoff Johns sui disegni di Jim Lee (con qualche 'comparsata' anche di Ivan Reis e Joe Prado). Cosa poter dire sulla serie che sta praticamente portando la carretta in casa DC, i cui story-arc in futuro andranno a divenire colonna portante della continuity? Veramente ben curata, soprattutto la gestione delle varie personalità dei membri del gruppo, i quali hanno avuto modo più volte di confrontarsi, sia combattendo che semplicemente mettendo in risalto ognuno le differenze degli altri. Il primo ciclo è stato pressoché introduttivo, e ci ha mostrato le origini del super-gruppo, che nonostante venga monitorato dall'A.R.G.U.S. (di cui è a capo Steve Trevor il quale risponde ad Amanda Waller) continua ad agire in modo autonomo, senza rispondere alle necessità dei vari Governi della Terra. Abbiamo avuto poi una piccola parentesi con protagonista Freccia Verde che ha gettato le basi per quello che sarà l'inizio del prossimo evento che coinvolgerà l'intero Universo DC (Trinity War), per poi finire con l'introduzione di un nuovo villain, David Graves, che ha praticamente spezzato la fiducia che il mondo ha verso la Justice League, arrivando a far dividere il supergruppo, il quale ha visto l'abbandono di Hal Jordan nel numero 12. Oltre a questo, nel numero 12 abbiamo anche visto un fatidico bacio, quello tra Wonder Woman e Superman, che di fatto dà il via ad una relazione che sembrerà scaturire diversi avvenimenti che causeranno la cosiddetta "Trinity War", e quasi sicuramente sarà proprio quel bacio a far 'arrabbiare' Trevor abbandonando la Justice League definitivamente. Insomma, per quanto riguarda Justice League, è stato un anno intenso, interessante, che anche se si è presentato con delle splash page in un modo un po' troppo insistente, andando a levare un po' di 'storia' e dialoghi, è risultata abbastanza godibile; l'anno che seguirà vedrà le proprie storie incrociarsi con lo story-arc di Aquaman (anch'esso curato da Geoff Johns), Throne of Atlantis, per poi arrivare al tanto atteso countdown al grande evento.. tanta roba, insomma, che sicuramente mi spingerà a comprare ancora la testata.

E dopo averlo accennato, andiamo a parlare della vera rivelazione di questi Nuovi 52: Aquaman. Ma attenzione a quando dico vera rivelazione: senza dubbio lo è stata per molti, ed è un termine che trovo appropriato proprio seguendo una corrente di pensiero che però non condivido. Se per molti Aquaman è una delle migliori, per me non è così. Sia chiaro, non mi fa schifo, continuerò a seguirlo e sono contento che finalmente Aquaman stia avendo la considerazione che tanto merita, però fino a questo punto, non mi sta entusiasmando più di tanto. La prima parte, quello incentrato sulle mostruosità della cosiddetta Fossa, mi è piaciuta, così come mi è piaciuto proprio il modo in cui la gente considera Aquaman all'interno della storia, e la sua reazione a tutto ciò. Però, non è proprio su questo che tutto si deve concentrare. Aquaman, a mio avviso, è sempre stato uno dei supereroi più 'cazzuti' di tutto l'Universo DC, e la sua regalità non è un fattore che ha messo in risalto soltanto Geoff Johns, basti pensare alla saga di Kurt Busiek (Sword of Atlantis) o la mini-serie di Peter David degli anni '90 "Le Cronache di Atlantide". Ma innegabilmente ci troviamo di fronte ad un personaggio trattato veramente male, che gode di una scarsissima reputazione, ed avere Geoff Johns a scriverne le storie è un fattore che può portare più che bene al Re di Atlantide, visto e considerato il suo lavoro fatto con Lanterna Verde, diventato grazie a lui uno dei supereroi più amati della DC. Comunque sia, non critico affatto la sua run, anche se Geoff Johns sembra voler spingere i personaggi ben al di là dei loro ruoli da supereroe nella visione più classica che esista, aggiungendo loro più spessore, rendendoli più 'cupi' e brutali, non come i vari Batman e Superman - ma ciò nonostante, la sua impresa di rendere Aquaman la rockstar della Justice League è più che riuscito. Ciò che non mi è piaciuto molto è l'inserimento del suo super-gruppo antecedente alla JL, "Gli Altri", mentre ho molto apprezzato le origini della rivalità con Black Manta; Geoff Johns ci abitua a leggere le storie con calma, rendendole epiche solo in un secondo momento, ed è per questo che comunque sia, nonostante io non nutra lo stesso hype di moltissimi lettori, continuerò a leggerlo. In fin dei conti, è pur sempre una testata godibile... e devo dire che amo moltissimo Mera e di come l'abbiano caratterizzata, e il suo ruolo accanto ad Arthur/Orin sembra che sarà sempre più di primo piano.

Proseguiamo, infine, all'ultima testata gestita da Geoff Johns: Lanterna Verde. Lanterna Verde che, parallelamente a Batman, non sembra aver subito alcun tipo di reboot, anzi - riprende esattamente da dove si era lasciato. D'altronde, chi sarebbe stato tanto stupido da far ripartire da zero la testata più fortunata e coerente di tutta la DC Comics? Eppure, nonostante tutto, mi lascia praticamente senza niente da dire. Certo, rivedere Sinestro abbandonare la paura per riabbracciare la luce verde è interessante, così come lo strano team-up con Hal Jordan, ma fermarsi su una sola testata è abbastanza riduttivo per capire cosa stia accadendo nell'Universo di Lanterna Verde. Impossibile, infatti, non andarci a collegare con Green Lantern Corps, Nuovi Guardiani e Lanterne Rosse. In pratica, i Guardiani dell'Universo hanno messo in atto un piano che vede la distruzione di tutti i Corpi, manipolando tutti, Sinestro e Atrocitus compresi, per dare il via alla nascita del Terzo Esercito. Nel frattempo, si è scoperti del segreto della Tribù Indaco, fondato da Abin Sur stesso per porre fine ai folli piani dei Guardiani, mentre Atrocitus, dopo aver reso Bleez e altre Lanterne Rosse senzienti, si trova a fronteggiare un abominio creato da Atrocitus stesso che indossa la pelle di Krona; il Sinestro Corps è stato smantellato da Sinestro stesso, e l'unica Lanterna Gialla esistente è Arkillo (il quale indossa un anello scollegato dalla batteria centrale, un po' come quello che Sinestro indossava prima della fondazione del Sinestro Corps) che, unitosi a Kyle Rayner, Santo Viandante, Fatality, Munk e Bleez si ritrova ad affrontare Larfleeze, il quale è stato manipolato dalla sua "Guardiana-giocattolo" Sayd per unire i 7 colori ed affrontare l'imminente guerra contro i Guardiani. Insomma, un gran mal di testa. Mentre Hal Jordan e Sinestro si trovano a fronteggiare il ritorno di Mano Nera, su Oa Guy Gardner e John Stewart hanno smantellato le Lanterne Alpha, mentre Atrocitus e le sue Lanterne Rosse (insieme alla nuova LR terrestre Rankorr) si prepara a fronteggiare Abysmorph (anch'esso manipolato dai Guardiani per smantellare il Corpo delle Lanterne Rosse). Il tutto, insomma, è una preparazione al prossimo evento che vedrà l'ascesa del Terzo Esercito, il quale si concluderà proprio con gli ultimi numeri scritti da Geoff Johns. Il mio parere? Visto nell'insieme, le storie di Lanterna Verde non deludono affatto, anche se tutto scorre molto lentamente; la serie che mi ha colpito maggiormente è stato Il Corpo delle Lanterne Verdi, nonostante non sia nemmeno fan di Guy e John, mentre Nuovi Guardiani a tratti l'ho trovato noioso ma comunque interessante. Divertenti invece, le storie con protagonisti Hal e Sinestro, la quale ci è stato lasciato un bel punto interrogativo: cosa vuol dire che "Hal Jordan sarà la più grande tra le Lanterne Nere"? L'appuntamento con le testate dedicate ai Corpi colorati dell'Universo, almeno per me, è confermato anche per l'anno a venire!

Altri appuntamenti per me confermati sono Batgirl (Gail Simone sta facendo un lavoro eccellente), Cappuccio Rosso e i Fuorilegge (grandissima rivelazione, per quanto mi riguarda), Batwoman (che sto preferendo di gran lunga a Batman, nonostante i disegni siano un pugno nell'occhio) la quale avrà prossimamente un team-up veramente interessante con Wonder Woman. Totale delusione, invece, verso Giovani Titani, serie che dopo essere partita veramente bene, si è totalmente persa per strada: confusionaria e insensata, tanto da non sentirmi nemmeno invogliato a comprarlo per il crossover di Death of the Family e nemmeno per il ritorno di Raven e Trigon. Sul serio, il nuovo look di Raven (link) è a dir poco orribile!

Passiamo, quindi a Batman. E non è che io abbia molto da dire. Di Detective Comics mi è piaciuto soltanto la prima parte con Dollmaker, il resto che ne è seguito è veramente di pessimo gusto, e nonostante lo story-arc Imperatore Pinguino sembrerà dominare le testate del "Batverso" per un po', non c'è alcun tipo di hype, zero assoluto. L'unico motivo per cui continuerò a comprare la testata è per La Morte della Famiglia, crossover batmaniano che coinvolgerà tutte le testate dedicate agli alleati del Cavaliere Oscuro, e che influenzerà parecchio ciò ne seguirà dopo e avrà maggior impatto sulla testata di Batgirl. Mentre.. La Notte dei Gufi? Scusate, ho apprezzato tantissimo che abbiano pescato un personaggio che apparì parecchi anni addietro (Thomas Wayne Jr.) ed averlo addirittura collegato con tutta 'sta storia dei Gufi al Thomas Wayne Jr. di Terra-3 (Owlman), ma... non sono proprio riuscito a farmelo scendere. Pesante, a tratti anche geniale nei disegni e nel concetto stesso della storia (più di tutti il labirinto) ma troppo pomposo. Batman ha bisogno di uno scossone. Va bene allontanarsi dai classici villains e l'aria classica, però ormai è un personaggio che ha dato tutto, e fare storie incentrate sui suoi problemi esistenziali e sul suo passato è davvero roba trita e ritrita. Non che voglia sputtanare il lavoro di Scott Snyder, ha fatto quel che poteva per dare almeno una storia che fosse stata lineare e non sconclusionata, riconosco il duro lavoro, ma io proprio non riesco a farmela apprezzare questa run. Speranzoso invece, anche se contraddittorio con quanto detto poche righe su,con il prossimo evento, La Morte della Famiglia. Non mi andrò a leggere le serie che ho abbandonato (Catwoman e Giovani Titani), però la seguirò con attenzione. Confermato anche Batman, insomma (sorbendomi anche quelle cagate di storie di Nightwing, perdonatemi la rudezza), e posso dire chiaramente che Batman sarà confermato anche per l'anno prossimo, in quanto sembra che mentre in tutto l'Universo DC sarà coinvolta nella Trinity War, avremo la possibilità di vedere le origini 'rebootate' di Batman con il nuovo ciclo intitolato "Anno Zero".

So perfettamente che questo articolo sta diventando un po' troppo lungo e pesante da leggere, però ci siamo quasi. Ci avviciniamo al piatto forte (per quanto mi riguarda) di questi Nuovi 52. Ma prima di proseguire, meglio spendere due paroline anche per Justice League Dark, anche se ne ho avuto già modo di parlare in un post precedente. Anche la JL 'magica' avrà un ruolo fondamentale nella Trinity War, se non tra le protagoniste, in quanto Geoff Johns e Jeff Lemire stanno lavorando assieme al grande evento. Jeff Lemire che non vedo l'ora che approdi su Freccia Verde, in quanto finora mi ha fatto cagare peggio di Nightwing (e ho pure lasciato perdere la run di Ann Nocenti). Testate che se ne potrebbero fare a meno invece, sono The Savage Hawkman (anche se ho apprezzo la parentesi narrativa che lo ha visto opposto al Fantasma Gentiluomo), e Justice League: International, giunta già alla conclusione col numero zero. Peccato, invece, per Capitan Atom, la quale testata verrà chiusa insieme a JL:I; era tra le mie serie preferite, fin quando non è uscita fuori la storia di Chrono Mota che ha mandato praticamente all'aria tutto il bel lavoro fatto finora. Firestorm invece.. dio, non se ne poteva più! Carina, okay, Firestorm è un bel supereroe, ma la storia dei Firestorm mondiali non reggeva, e fortunatamente sembra che "Gli Uomini Nucleari" torneranno ad essere uno solo, come il concept originale. E no, non mi sto dimenticando dell'azzurrone. Superman è sicuramente tra le mie serie preferite, nonostante gli alti e bassi; dopo un inizio col botto, l'interesse è sceso man mano, e le storie son diventate veramente fiacche.... che ci si possa rialzare con il crossover H'El on Earth? Lo spero. D'altronde, Superboy sarà allegato alla testate per tutta la durata del crossover, quindi i miei soldi per Giovani Titani sono salvi! Anche Supergirl, tuttavia, l'ho trovato interessante, ma non vedo dove possa arrivare, come la storia principale in Superman. Discorso diverso con Action Comics, invece. Grant Morrison, tu fai venire un gran mal di testa, però va riconosciuto: come le strutturi te le storie, nessun altro. Ci vuole una profonda conoscenza del personaggio per comprendere cosa stia combinando tra le sue pagine, ma forse nemmeno tanto. Più che altro è la memoria che deve venir messa in funzione; tutto ciò che è accaduto finora ha perfettamente senso con ciò che avverrà, anche se forse con la storia dei folletti della Quinta Dimensione andrà ad esagerare un pochino, si prospettano storie interessanti e divertenti. D'altronde, se non esagerasse, non sarebbe Grant Morrison. Carino anche come ha gestito il personaggio di Clark Kent e la sua dualità, spiegando come sia Superman che Clark giochino un ruolo importante nel mondo.


E adesso, parliamo di Wonder Woman. E diamine se Azzarello non sta facendo un ottimo lavoro! Rilanciare il personaggio di Wonder Woman non era un'impresa facile, e se Strazynski c'era riuscito perfettamente andando a scavare tra le origini di Wonder Woman nella sua run Odissea, Brian Azzarello ha optato una strada differente: il mito da cui nasce Wonder Woman. E vale a dire gli déi dell'Olimpo. Il tutto rivisto sotto un'ottica più moderna, a partire dalla caratterizzazione dei vari déi. Qui abbiamo avuto modo di vedere Diana in ruolo un po' più diverso da quello di 'eroina', e anche se sembra distaccarsi un po' tanto dal restante Universo DC e dalla sua versione classica, ciò non influisce negativamente. Wonder Woman, a parer mio, è la miglior testata dei Nuovi 52. E ora che il primo ciclo si è concluso, con il trono di Zeus che è stato preso da Apollo, le avventure di Diana non sono terminate: Ermes ha preso il figlio di Zola e glielo ha portato via, tradendo la fiducia dei suoi compagni, e nell'immediato futuro, Diana avrà modo di conoscere Orion e i Nuovi Déi di Nuova Genesi. Il ché vuol dire anche arrivare a spaziare nel restante Universo DC, andando a pescare personaggi non ancora utilizzati, e che in linea con la run di Azzarello si sposano perfettamente.

Per quanto riguarda il nuovo spillato che verrà affiancato alle uscite mensili, Dark Universe, lo consiglio vivamente. Non solo perché le storie di Animal Man e Swamp Thing saranno allegate, riducendo così l'attesa di pubblicazione e riuscire a seguire al meglio lo svolgersi del crossover Rotworld, ma anche per Phantom Stranger, testata che veramente merita in quanto esplora il mondo magico dell'Universo DC, da Trigon allo Spettro, alla Justice League Dark, e così via. Ma proseguendo con i miei pareri sulle testate dei Nuovi 52, arriviamo alla mia preferita: The Flash.
Forse non molti condivideranno la mia passione per il Velocista Scarlatto, tanto meno per la sua serie in corso, ma dopo un inizio a dir poco noioso e stupido con la storia dell'Oclocrazia, siamo giunti all'introduzione uno ad uno dei Nemici. Nemici che appaiono potenziati, i quali accedono ai loro poteri non più grazie alla loro attrezzatura ma che ne sono praticamente dotati, ed un motivo sembra esserci, anche se non se ne sta parlando più di tanto, anzi quasi come se stesse venendo ignorato, così come la scomparsa di Iris West nella Forza della Velocità, ma se ogni numero va letto con estrema attenzione, il tutto scorre in maniera molto lineare, e solo il tempo ci darà le risposte che cerchiamo. Nel frattempo, attendiamo l'evento principale, Gorilla Warfare, che avrà come antagonista principale proprio Gorilla Grodd, che abbiamo già avuto modo di conoscere nei numeri precedenti. Il Nuovo Universo DC sembra un po' aver riscritto le regole, e Gorilla City ne è l'esempio: di fatti, la società di gorilla senzienti, deriva la loro evoluzione incrementata proprio grazie alla Forza della Velocità e al suo 'motore di scarico', Flash. Il velocista, quindi, sembra proprio che dovrà avere a che fare con la responsabilità vera e propria che porta ad essere un supereroe, a partire dal tradimento del dottor Elias, che dopo aver assistito Flash lo ha tradito mettendolo in cattiva luce, dopo che questi aveva scasualmente causato un blackout totale a Central City, alla gestione dei suoi poteri veri e propri, che sono il motore di una forza misteriosa che si muove attraverso il tempo. Devo dire che se le storie di Flash avessero preso la stessa piega del primo ciclo, avrei abbandonato la testata, ma fortunatamente grazie anche all'introduzione dei Nemici e alla trama che sembra svilupparsi in maniera egregia, l'interesse per essa è aumentato.

Poche righe su, ho accennato di come l'Universo DC abbia cambiato un po' tutte le carte in tavola, e le origini di Gorilla City sono soltanto una parte della piega che la continuity ha preso. Basti pensare, infatti, di come le strade dei vari supereroi si incrocino in maniera interessante, come Oliver Queen che dopo aver passato i suoi cinque anni in un'isola completamente da solo viene salvato da Aquaman, per dirne uno. Ma questo ci porta alla conclusione di questo articolo, nonché alla tanto fatidica domanda:
Quanto di buono c'è in questo reboot?
La riposta andrebbe cercata senza dover andare a scavare troppo a fondo. Ci sono personaggi che ne hanno ricavato qualcosa e altri che potevano anche farne a meno; addirittura personaggi che hanno visto la loro continuity praticamente inalterata, come Batman e Lanterna Verde, ma da un altro lato invece, c'è Superman, che tanto di buono aveva in oltre 75 anni di storie, buttate all'aria inspiegabilmente. Niente più matrimonio con Lois Lane, niente più vita sociale. Solo Superman, e una vita misteriosa di Clark Kent, che però viene narrata meglio in Action Comics (grazie, signor Morrison). Sappiamo che in questa nuova continuity i supereroi sono presenti soltanto da 5 anni, e qui ci potrebbe stare, così come ci potrebbe stare che La Notte Più Profonda risulti avvenuta ugualmente, anche se magari in un modo a noi sconosciuto, ma il passato di Batman? Damian c'è ancora, com'è possibile che abbia un figlio di 8 anni avuto con Talia, che risulta si siano conosciuti durante il suo periodo da Batman? E la morte di Superman per mano di Doomsday, è o non è avvenuta? Se Hal Jordan è divenuto Parallax, ma le Crisi così come l'Ora Zero non sono mai avvenute, cosa è successo realmente? Se i Giovani Titani non sono mai esistiti, come mai Starfire conosce Nightwing? E Batman come ha preso l'idea della Batman Inc., se non è mai morto in Crisi Finale, visto che non è mai avvenuto? Sono tante piccole domande che scorrono nella testa di ogni maniaco che ricerca una continuity lineare, ma forse è meglio lasciar perdere. Se da un lato, chi ne ha perso maggiormente è Superman, ci sono personaggi che possono venir rilanciati alla grande avendo l'opportunità di ripartire da zero, come Barbara Gordon/Batgirl o Aquaman, ma c'è anche chi ci va a perdere, vale a dire personaggi che, in un modo o nell'altro, un po' tutto avevamo iniziato ad amare, come Stephanie Brown (Spoiler prima, poi Robin ed infine Batgirl) e Wally West. Le cose si equilibrano perfettamente, così come il restyling dei costumi: c'è chi ne ha guadagnato (l'intera Justice League) e chi no (Raven!). Insomma, da qualsiasi punto di vista la si guardi, questa nuova continuity va a perdere tantissime storie di altissimo livello per dare spazio a storie di dubbio gusto, ma forse è il prezzo da pagare. Niente più storie epiche dei Giovani Titani, come The Judas Contract, niente più Crisi, niente più Our Worlds At War, eccetera. Ma se la vediamo dal punto di vista 'commerciale', sicuramente la DC Comics ci ha guadagnato, visto l'incremento delle vendite ricevuto, a discapito di tutta la negatività accumulata da fan più assidui e di lunga data. Fin quando avranno ancora idea sui supereroi di punta che funzioneranno e porteranno più gente a leggere fumetti, questo reboot funziona, che ci piaccia o no.

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DC Girls: Black Canary

È arrivato il momento di parlare di uno dei personaggi più 'tosti' dell'intero Universo DC; forse la più letale di tutte le donne, la più pericolosa e tra le più amate in assoluto: Black Canary, pseudonimo di ben tre personaggi nel corso di quasi '70 anni di pubblicazione. Dico tre perché il personaggio di Dinah si è evoluta nel corso degli anni, rimanendo comunque inalterata se non per il cambio di origini; abbiamo quindi Dinah Drake Lance, la Black Canary della Golden Age, Dinah Laurel Lance che grosso modo conosciamo tutti trattandosi della Black Canary dell'era moderna, e infine la più recente Dinah Drake, frutto del recentissimo reboot dei Nuovi 52 che ha di fatto, ancora una volta, riscritto il personaggio.  Ma se nel corso degli anni si è sentito necessità di dare maggiore spessore al suo personaggio, il nome Dinah non è stata la sola caratteristica mantenuta nel corso degli anni che ha reso questo personaggio unico. Andiamo quindi a scoprire chi è Black Canary.


Body, giubbotto di pelle e calze a rete: a primo impatto è proprio il look sexy da motociclista che salta all'occhio, ma che non ci si faccia prendere troppo dagli ormoni, Black Canary calcia, e lo fa dannatamente bene. Se al momento il personaggio di Dinah è sotto i riflettori grazie alla serie Arrow dove è tra i protagonisti, iniziamo col dire che è meglio smontare quel personaggio; come giusto che sia, la serie continua a far richiami sul personaggio di Laurel proprio a Black Canary, che nei fumetti è stata addirittura sposata con l'Arciere di Smeraldo, ma non rispecchia affatto chi è davvero Black Canary. In Arrow, Laurel è un'avvocatessa che crede nella giustizia e (apparentemente) sembra che sappia il fatto suo, sfoggiando anche delle mosse di arti marziali, ma è una semplice donna comune, viziata e che fa del vittimismo il suo sport preferito (quante volte devo rimarcare il fatto che io odio il personaggio di Laurel in Arrow?); nei fumetti, Dinah è tutt'altro... ma di quale Dinah stiamo parlando? Ecco, se è mia missione far consocere chi è davvero Black Canary, è giusto che si vada a scavare nelle sue origini, partendo dalla prima Dinah Drake, nata nel 1947 dai geni di Robert Kanigher e Carmine Infantino, quest'ultimo scomparso proprio questo 5 aprile all'età di 87 anni.

Golden Age: Dinah Drake / Lance
Dinah Drake debutta nell'agosto del 1947 nel numero 86 di Flash Comics, che ospitava le storie di Flash, Hawkman e Johnny Thunder, ed è proprio al fianco di quest'ultimo che fa la sua prima apparizione, dove nell'occasione si scontra con l'eroe e i Thunderbolts, agendo apparentemente come villain. In realtà, nonostante il suo atteggiamento sembra proprio essere quella di 'un cattivo', ma solo alla fine della storia si scopre essere una vigilante che cercava di entrare sotto copertura nelle fila di una gang per poi arrivare a sgominarla. Il personaggio di Black Canary, che all'epoca era semplicemente descritta come un'abile combattente senza alcun tipo di potere, ebbe così tanto successo che nel numero 92 di Flash Comics ebbe una storia interamente dedicata a lei (sostituendo così Johnny Thunder sulla testata), con tanto di origini atte a rivelare di più riguardo quel personaggio affascinante. Dinah Drake era una semplice fioraia che la notte, indossando una maschera e una parrucca bionda per coprire i suoi capelli color corvino, combatteva il crimine nelle strade di Gotham City, e di tanto in tanto flirtava con il detective Larry Lance, con la quale arrivò anche a sposarsi ed avere una figlia: Dinah Laurel Lance, ma di questo ne parleremo dopo.

Una delle caratteristiche particolari del personaggio di Black Canary è il cosiddetto 'Canary Cry', vale a dire il suo famoso urlo sonico, capace di lanciare via i nemici.. e far esplodere qualche testa, se le cose possano mettersi male. Questa caratteristica, sebbene sia un 'marchio di fabbrica' di Black Canary, non è comunque il suo punto più forte - come già detto, la sua specialità è prendere a calci! Ma l'idea di inserire questo potere a Dinah, non è arrivata solo in tempi moderni, in quanto anche la prima Black Canary possedeva questo potere.

Come già detto, il personaggio di Black Canary ebbe un grande successo tra i lettori, e fu inevitabile un suo inserimento nel super-gruppo di eroi per eccellenza, la Justice Society, dove tra le numerose avventure figura una lotta contro il villain Aquarius che coinvolse tutti i supergruppi di Terra-1 e Terra-2, vale a dire la JSA e la Justice League (di fatto, Black Canary essendo un'eroina della Golden Age, risiedeva su Terra-2). Durante quell'avventura, Dinah vede morire tra le sue braccia il marito Larry Lance, che si sacrifica per salvarle una vita, e così, addolorata per la perdita, decide di rimanere su Terra-1, dove scopre che grazie all'esposizione della magia di Aquarius è ora dotata del suo Canary Cry. Infine, quando Wonder Woman fu privata dei suoi poteri, fu Dinah a prenderne il posto nella Justice League, rivelandosi un leader all'altezza, guidando il gruppo in svariate missioni e intraprendendo una relazione amorosa con Freccia Verde.

Quanto appena appreso su Black Canary si ferma qui, almeno con la versione della Golden Age. Ancora una volta (e non mi stancherò mai di ripeterlo) è bene ricordare come Crisi sulle Terre Infinite abbia praticamente rivisitato ogni origini dei vari personaggi, azzerando la continuity, sostituendo Dinah Drake con Dinah Lance, la Black Canary moderna, ma Crisi Infinita ha comunque ripescato il personaggio, salvando le vecchie storie della Golden Age e rendendole canoniche. Dinah Laurel Lance non è altro che la figlia di Dinah Drake, la prima Black Canary, e Larry Lance morto comunque per mano di Aquarius. In questa versione, Dinah intraprende la carriera da vigilante dopo essere stata espulsa dalla polizia per non avere i giusti requisiti, e ha fatto parte della Justice Society fino a che il Governo non ne ordinò lo scioglimento negli anni '50. Tuttavia, la madre (rimasta vedova e malata di cancro) rimane di ispirazione alla figlia che decide di intraprendere le sue orme, entrando a far parte della Justice League dove ne diventa membro di spicco, nonché leader eccezionale. Siamo, quindi, all'era moderna.


Modern Age: Dinah Laurel Lance
Dinah Drake è assolutamente contraria all'idea che la figlia, Dinah Laurel Lance, voglia intraprendere la stessa strada della madre. Combattere il crimine è troppo rischioso, e mette i propri cari in pericolo. Ma questo non è abbastanza da poter fermare la giovane Dinah, che decide di sottoporsi ad un intenso addestramento sotto la supervisione di Ted Grand, alias Wildcat, membro della JSA e amico della Black Canary originale, fino ad onorare la madre indossando il suo stesso costume. Curiosa nota sul Canary Cry: mentre la madre si è trovata con il potere per conseguenza della magia di Aquarius, Dinah lo ottiene dopo essere stata maledetta dal villain Wizard quando era ancora in fasce, ma ciò successivamente viene rinarrato, spiegando come la sua capacità si sia sviluppata grazie al metagene, caratteristica non attribuita però ad alcun membro della sua famiglia.

Tuttavia, la carriera di Dinah inizia acquisendo solo consensi: di fatti, è uno dei membri fondatori della Justice League of America, il ché la rende uno dei punti di riferimento per le giovani leve della Lega che successivamente andranno ad unirsi. Durante la sua militanza nella JLA fa la conoscenza di Oliver Queen, alias Freccia Verde, e da subito tra i due si stabilisce una relazione complicata: i due di fatti si sentono attratti l'uno dall'altra, ma l'irriverenza di Ollie inizialmente non sembra essere gradita da Dinah, anche se ogni tanto i due si lasciano andare in scene di romanticismo. Quando Oliver decide di lasciare la JLA per dedicarsi a vigilare la sua città, Star City, lei decide di seguirlo, diventando un punto di riferimento per le storie di Freccia Verde, dove ha un ruolo fondamentale in The Longbow Hunters, storia in cui Oliver chiede a Dinah di sposarlo e di avere un figlio assieme. Durante la mini-serie, Dinah viene rapita da uno spacciatore a cui stava dando la caccia e viene torturata, perdendo così la capacità di poter avere dei figli, e il trauma subito le fa perdere anche il suo Canary Cry. Oliver uccide il suo torturatore, e presta soccorso a Dinah, che in stato di shock, comincia a vivere un momento di crisi dovuto al fatto che il suo corpo non risponde più al suo controllo, incapace di poter lottare, ed è proprio in questo periodo che lei e Ollie si avvicinano maggiormente, di fatti è proprio grazie a lui che riesce a superare questa crisi. I due, però, non vivono proprio una relazione perfetta, in quanto Oliver in più occasioni non esita a tradire Dinah anche con la sua assistente, e il rapporto ha dei veri e propri tira e molla. Il culmine, infine, arriva quando Connor Hawke (divenuto il nuovo Freccia Verde) annuncia a Dinah che Oliver è morto cercando di salvare Metropolis dall'organizzazione eco-terrorista Eden Corps.


Facendo qualche passo indietro, è bene ricordare come Barbara Gordon, prima di vestire i panni di Batgirl, fosse ispirata proprio da Black Canary, tanto da chiederle tramite lettera di addestrarla, fino anche a trovarsi casualmente fianco a fianco a combattere Firefly e Killer Moth. Dopo che il Joker le sparò rendendola paraplegica, assunse l'identità di Oracolo e iniziò a contribuire alla lotta contro il crimine con Batman e i suoi alleati a distanza, fino ad arrivare a formare un team tutto suo, dove a capitanare scelse proprio il suo idolo (diventata poi migliore amica col tempo): nacquero così le Birds of Prey. Per compensare la mancanza del suo Canary Cry, Barbara le da delle 'Canary Bomb', ovvero delle granate che replicano il suo vecchio potere. Ma proprio durante una missione al loro fianco, che le vedeva contrapposte a Ra's Al Ghul, si immerge nella Fossa di Lazzaro curando il suo corpo (e la possibilità di avere bambini) e riacquisendo il suo Canary Cry: Black Canary è tornata! Grazie a Barbara, quindi, Dinah riesce a trovare una nuova forza per andare avanti, tanto da riunirsi alla Justice League, senza abbandonare però il gruppo guidato da Oracolo. Una breve parentesi lontano dalle Birds of Prey avviene una volta che Oliver Queen torna in vita; i due si riuniscono, ma solo per poco, a causa della presenza di Mia Dearden, la seconda Speedy, la quale ha un passato da ex prostituta.

Le storie di Black Canary, comunque, finiranno con l'intrecciarsi nuovamente con quelle di Freccia Verde (tanto da avere una testata in comunque, chiamata proprio Freccia Verde/Black Canary), questa volta di mezzo ci sarà Sin, una bambina che Dinah tenta di salvare dalla Lega degli Assassini che la vuole addestrare per divenire la nuova Lady Shiva. La presenza continua di Oliver nella vita di Dinah, comunque, non diventa un peso, in quanto i due iniziano a riavvicinarsi, fino ad arrivare a sposarsi... in quello che la DC ha presentato in un volume speciale per l'evento, dove a cercare di rovinare la cerimonia sono tutti i villain del DC Universe, fermati ovviamente da tutti gli eroi. I due, comunque, non riescono nemmeno ad avere un viaggio di nozze, in quanto vengono coinvolti in un susseguirsi di eventi che vede anche Connor Hawke in punto di morte. Ma così come la relazione tra i due non è mai stata rose e fiori, neanche il matrimonio è dei più fortunati: dopo gli eventi de La Notte Più Profonda, Dinah viene a scoprire che Ollie è innamorato di Shado, sua storica nemica, che precedentemente lo aveva costretto ad un rapporto sessuale contro la sua volontà, e tutto questo lo viene a sapere da Oliver stesso, trasformato in Lanterna Nera. Questo evento porta i due alla rottura e al conseguente divorzio, che spinge Dinah a ritornare definitivamente a Gotham City riformando le Birds of Prey.


Nuovi 52: Dinah Lance
Arriviamo, dunque, ai Nuovi 52. Dinah Drake è una vigilante che viene selezionata da un'agenzia governativa per entrare a far parte di una forza di polizia che tiene sotto controllo i super-umani, nota come Team 7, di cui fanno parte anche Slade Wilson (Deathstroke), Grifter e Kurt Lance, suo futuro marito. Purtroppo, Team 7 è una testata non ancora uscita in Italia, ma di prossima pubblicazione nei mesi a venire, e quindi impossibile da poter delineare (al momento) degli avvenimenti che siano lineari con quanto accaduto tra le pagine di Birds of Prey. Birds of Prey che continuano ad esistere anche in questa nuova continuity, ma questa volta con un background decisamente differente. Il team, infatti, viene assemblato da Dinah stessa e non più da Oracolo, la quale però continua ad esserne un membro sotto le spoglie di Batgirl al fianco di Katana, Starling e Poison Ivy. Ciò che si può subito notare nel personaggio, è il cambiamento di uniforme: abbandonata la classica divisa da motociclista con calze a rete, ora indossa un'armatura decisamente più resistente, richiamando comunque i colori neri e dorati. Ma al di là dell'aspetto fisico, questa Dinah ha un passato più cupo rispetto al precedente. Sappiamo, infatti, che - per motivi ancora sconosciuti - lei abbia ucciso il suo stesso marito e che sia in cerca di redenzione. Black Canary, tuttora, continua a 'vivere' nell'Universo DC tra le pagine di Birds of Prey e Team 7, è affiliata in qualche modo alla Bat-family ma non alla Justice League, anche se sembra essere una candidata ideale.


Abbiamo dunque visto chi è Black Canary, o meglio, chi è stata a cavallo di tre generazioni. Ovviamente, per questioni di spazio, non si è potuto parlare al meglio delle sue imprese tra cui figura, tra le altre cose, mettere in ridicolo Batman in combattimento. Black Canary, che sia Dinah Drake o Lance o Laurel Lance, non è la classica eroina. Non è una Wonder Woman, è una vigilante, una donna con cui sarebbe meglio non scherzare se ci si tiene ancora alla propria virilità. Non è neanche una stupida avvocatessa che piagnucola tutto il tempo cercando attenzioni credendo che tutto il male del mondo abbia colpito lei... sì, odio troppo il suo personaggio in Arrow, e credo proprio che quella serie sarebbe potuta essere superiore, se non fosse stato per lei!

Andiamo a concludere, quindi, con qualche piccola curiosità sul personaggio, e un appunto sulle sue abilità di combattimento... giusto per tenercelo bene a mente.

Curiosità
 La tomba di Dinah Drake si trova al cimitero di Gotham, insieme a Thomas e Martha Wayne.
 A differenza della madre, Dinah Laurel Lance non indossa una parrucca, i capelli biondi sono naturali, e non ha un'identità segreta.
 Per allenarsi a tener sotto controllo il suo Canary Cry, Dinah usa una fisarmonica.
 Il Canary Cry, tra l'altro, essendo la caratteristica distintiva di Dinah, non è la sua principale capacità, in quanto incapace di utilizzarlo troppe volte. Così come una persona qualunque si farebbe male la gola urlando troppo forte, lo stesso accade con il Canary Cry.
 Il suo compleanno è il 10 aprile.
 Black Canary conosce i seguenti stili di lotta: Boxing, Capoeira, Muay Thai, Judo, Jujitsu, Aikido, Dragon Style Kung Fu, Krav Maga, Savate, Wing Chun e Tae Kwon Do
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Un nuovo anno DC

Un altro anno è passato. Manco a dirlo, la cosiddetta "profezia dei Maya" si è rivelata una bufala, e siamo ancora tutti vivi, sani e salvi... o per così dire. Anche io sono ancora qui, nonostante la lunghissima assenza che mi ha portato un po' a trascurare anche le notizie settimanali, ma c'è ancora tempo per riprendersi! Con la fine dell'anno, si è soliti guardare avanti, farsi delle promesse per l'anno a venire, e anche se nonostante io sia un tipo che preferisce guardare più al presente che al passato e al futuro, sono qui per fare il contrario: ripercorrere un po' quest'ultimo anno a ritroso... ovviamente, sempre per quanto riguarda l'Universo DC. E lo farò elencando i miei acquisti fumettistici dell'anno... ovviamente, mi focalizzerò maggiormente sui Nuovi 52, che anche se ancora incompleti, è sempre bene analizzarli, una testata alla volta. Quindi, spazio al banner, e iniziamo!


Il 2012 è stato decisamente un anno significativo per la DC Comics in Italia, dall'acquisizione dei diritti di pubblicazione della casa editrice americana da parte di RW Lion all'introduzione del Nuovo Universo DC attraverso i Nuovi 52, che nonostante tutto, in Italia sono ancora (tuttora) incompleti - e non siamo nemmeno arrivati alla fine della cosiddetta "first wave". Ma andiamo in ordine.

È passato giusto un anno dalla prima pubblicazione Lion della DC, iniziata con i numeri zero (in edizione limitata) di Batman, Superman, Lanterna Verde, Flash, Wonder Woman e Justice League, e da lì ce ne sono state altre - certo, abbiamo visto le ennesime ristampe di vecchi albi già pubblicati dagli altri editori in passato (Planeta e PlayPress), ma ci sono state date anche letture interessanti e totalmente inedite in Italia, senza contare che ci hanno dato ben due testate che hanno potuto accontentare gli appassionati più esigenti: DC Essential e DC Classics (a proposito di quest'ultima... quest'anno si apre con l'uscita delle storie classiche di Flash, imperdibile per il sottoscritto!). Da notare, comunque, che Lion non si è solo occupata delle fumetterie, ma ha anche pensato alle edicole: non solo i numeri di Batman, Superman, LV e Justice League sono disponibili in esse, ma il 2012 ha visto l'uscita delle collezioni di Superman e Batman, di cui io ho acquistato solo il primo (in quanto, come personaggio da approfondire mi mancava solo l'Uomo d'Acciaio). Per non parlare poi dell'ultima uscita avvenuta poche settimane prima della fine dell'anno: Batman Chronicles, il cui primo numero contiene le prime storie di Batman, quelle scritte da Bob Kane... forse ad un prezzo un po' altino, ma se si pensa alla qualità e al "significato storico" di quelle storie, e soprattutto se si è fan abbastanza per COMPRENDERE cosa ci hanno proposto, sono soldi ben spesi (ma io comunque ho dovuto lasciar stare, ahimè). Insomma, al di là delle tante lamentele dei soliti rompiballe da web (guarda la pagina Facebook di RW Lion... gente ingrata che contesta anche il minimo difetto tipografico), è stato un anno ricco e intenso per gli appassionati DC - riprendendo anche la vecchia numerazione della Planeta per non far mancare nulla a chi seguiva le serie regolari, tutto, alla fine è andato a finire sul grande evento dell'anno (almeno in Italia): Flashpoint.


Certo, a me rode un po' il fatto che io ho dovuto pagare per due volumi quando mi sarebbe potuto bastare aspettare 7 mesi per ritrovarmelo in un volume unico ad un prezzo inferiore, ma tant'è... almeno hanno fatto risparmiare un po' di soldini evitando di pubblicare i millemila tie-in de Il Mondo di Flashpoint, i quali ne sono diventati solo 3 (volumi, le storie in totale erano 6). Parlando dell'evento in questione, non posso nascondere il fatto che a me è piaciuto non poco - certo, gestito differentemente da una crisi (anche se sarebbe dovuto esserlo), ma contando il fatto che io ho seguito la testata di Flash con Barry Allen da Rinascita fino a Flashpoint, c'è stato effettivamente qualcosa che mi ha deluso: Eobard Thawne, l'Anti-Flash. Mi è molto piaciuto come Johns ha trasformato il personaggio e di come lo ha reso la vera nemesi di Flash (veramente odioso, più del Joker!), e confesso che io ho voluto evitare di leggere news e spoiler per non rovinarmi la sorpresa.... che alla fine tutto era stato creato da Barry stesso.
Certo, alla fine il tutto ha trovato un senso, e il mio caro vecchio Eobard ha trovato la morte - sparendo definitivamente dalla circolazione (o così pare... io vorrei rivederlo nuovamente, sarebbe una cosa molto interessante). Per quanto riguarda i tie-in, in Italia ne abbiamo visti 3: Batman & Superman, di cui la versione alternativa del Cavaliere Oscuro scritta da Azzarello è stata la migliore in assoluto, Lanterna Verde (racchiudente le storie di Abin Sur e Hal Jordan, questa volta come pilota e non come Lanterna) e Wonder Woman & Aquaman, forse tra tutte la più interessante - anche se meno intensa, ma purtroppo scrivere una storia del genere in tre numeri è troppo poco, se consideriamo anche il fatto che praticamente l'Universo di Flashpoint girava tutto attorno alla guerra tra le Amazzoni e gli abitanti di Atlantide. All'interno dell'Universo Flashpoint abbiamo potuto vedere numerosi personaggi dall'Universo Wildstorm e Vertigo, più altri inventati per l'occasione, di cui alcuni hanno fatto la comparsa anche nei Nuovi 52 (come Brainwave, apparso in Justice League Dark), e proprio questo sconvolgimento ha dato inizio alla fusione. Alla fine di Flashpoint è apparsa questa donna misteriosa, rivelatasi poi con il nome di Pandora, che ha praticamente fuso le tre linee temporali rappresentate da DC Comics, Vertigo e Wildstorm - creando appunto il Nuovo Universo DC. Nuovo Universo che si è trasformato nei Nuovi 52, testate che andrò ad analizzare uno per uno (nonostante numerosi story-arc siano ancora incompleti e altre testate non sono nemmeno ancora uscite) descrivendo i miei pareri su queste nuove versioni, alcune positive e altre negative, e alcune dove sono rimasto molto perplesso...

Batman, Superman e Lanterna Verde
Più per obbligo che per altro, credo sia meglio iniziare con i tre personaggi di punta della DC (tanto ormai, Lanterna Verde ha di fatto sostituito Wonder Woman come livello di popolarità). Di Batman ho già avuto modo di parlare, dicendo come appunto la saga dei Gufi non mi stesse affatto entusiasmando, ma confesso che più sto andando avanti con le uscite più in me si sta accendendo la voglia di dare alla storia una chance. Per me tutto è avvenuto in maniera molto veloce e senza senso (soprattutto la parte in cui Batman viene intrappolato nel labirinto), ma credo di essermi perso qualcosa, qualche particolare o altro - considerato che si tratta di una lettura mensile, è facile che sia così - ed è per questo che La Notte dei Gufi avrà un mio parere personale solo a conclusione di tutto. Discorso differente avviene per Detective Comics, per me iniziato col botto ma che poco a poco è diventato poco interessante. La storia d'introduzione con Dollmaker ha stuzzicato il mio interesse, ma l'introduzione a ciò che sarà lo story-arc dominante sulla testata (Emperor Penguin, Imperatore Pinguino) è stata fiacca... Nightwing invece... cosa dire? Noioso? No, affatto... forse a tratti, ma carino. A me Nightwing non è mai dispiaciuto, certo la personalità di Dick Grayson è un qualcosa che normalmente mi darebbe fastidio, ma al di là di ciò (stiamo sempre parlando di fumetti) ho trovato le storie troppo fiacche, se il tutto fosse stato costruito un po' meglio... diciamo che non si sarebbe dovuto aspettare il numero 9 per alzare l'interesse ad una testata che in fin dei conti è godibile.. ma appunto, si è dovuto aspettare proprio quel numero per iniziare ad apprezzare Nightwing e far luce su praticamente tutto ciò che è avvenuto precedentemente! Spostandoci poi dagli spillati di Batman, ci sono altre due testate da nominare: Batman & Robin e The Dark Knight. Del secondo ho comprato solo il numero 1, un po' perché l'entusiasmo era pari a zero e dall'altra parte per questioni più economiche che altro, mentre il secondo è molto ma molto carino. Damian mi piace molto come personaggio, e vederlo alle prese per la prima volta al fianco del padre è davvero curioso, e di fatti le storie che ne sono uscite fuori appaiono nuove e soddisfano le mie aspettative (almeno finora), al contrario di The Dark Knight, che ha dalla sua una nota positiva, al di fuori dei disegni di Gary Frank: i nemici classici. Sì, ma il tutto è apparso come un'accozzaglia insensata, e anche se non gli ho dato una chance con il secondo numero, come già detto, la reputo come la testata più debole in assoluto dedicata a Batman. Per quanto riguarda Superman invece... il primo numero mi ha entusiasmato. Bello, significativo; mi è piaciuto molto la primissima storia, dove la distruzione del Daily Planet ha davvero simboleggiato diverse cose, in primis l'avvento del progresso, il continuo avanzare dei tempi e dell'incremento delle nostre risorse che ci spinge a dover andare a passo con i tempi lasciandoci alle spalle il passato: e il tutto è stato descritto in una semplice storia auto-conclusiva, che ha anche dato il modo di riflettere sull'argomento sposandosi anche con il pensiero verso il reboot, dandoci speranza che questo potrà portare solo cose positive, nonostante non sempre le cose andranno bene (ed è ciò che fa Superman!). Action Comics invece è stato un po' come un ritorno alle origini, del primo Superman, e ovviamente con lo zampino di Grant Morrison non si può non fare riferimento al vero e proprio primo Superman. Forse un po' troppo confusionario, un po' troppo eccentrico e difficile da seguire per il lettore medio (quello che cerca solo storie e non autori), ma davvero ben costruito, simpatico e affascinante. Bello anche il reboot di Supergirl, mi piace tantissimo il nuovo costume, e anche se ad un certo punto con la storia ci si porta a pensare "ma perché Supergirl affronta SOLO nemici donne?" non delude affatto, non sicuramente tra le migliori in circolazioni, ma messa all'interno di Superman è comunque un qualcosa in più che aggiunge quel po' di godibile che sa dare. Infine, la testata di Lanterna Verde è quella più fortunata subito dopo Justice League. Bello ritrovare Sinestro come Lanterna Verde, bello rispolverare il suo rapporto con Hal Jordan (ormai non dotato più di un anello), belle le avventure di John Stewart e Guy Gardner e bello anche New Guardians, di cui vediamo come protagonisti Kyle Rayner (la mia Lanterna Verde terrestre preferita), Santo Viandante, Bleez, Arkillo, Munk, Fatality e l'Agente Arancio Larfleeze. Ma ormai tutto ciò che si legge di Lanterna Verde è solo un: prepariamo qualcosa per un grande evento, che in questo caso è Rise of the Third Army, ma non amo fare polemiche, nonostante si noti come sia tutto un riempitivo per anticipare qualcosa di grosso, il tutto è ben fatto - divertente (soprattutto New Guardians) e soprattutto soldi ben spesi. Una parentesi anche per Lanterne Rosse, presentato sotto forma di compendio - non eccezionale, devo dir la verità. Mi aspettavo qualcosa in più, ma tutto sommato è anche quello carino, soprattutto interessante l'introduzione della nuova Lanterna Rossa terrestre: Rankorr. Ne vedremo delle belle, e il secondo numero sarà sicuramente mio!

Justice League, Flash e Wonder Woman
Passiamo ora alla testata principale vera e propria della DC: Justice League. Sì, perché a quanto pare le storie principali si svolgono lì, e i futuri crossover (Trinity Wars) anticipano come tutto si concentrerà proprio sulle pagine di JL. Ma cosa ci sarebbe da dire su Justice League? Bello? Forse anche bellissimo, dipende da che ottica lo si guardi. Certo, io non capisco come ci sia gente che lo critichi fortemente definendolo addirittura stupido e di poco interesse, e magari  io posso riconoscere che non è stupendo, ma se mi chiedessero se sia da comprare, gli risponderei positivamente. Justice League è divertente, lì la spacconeria regna sovrano, poco importa se i caratteri dei vari eroi sono un po' troppo accentuati, il bello sta proprio lì! Lo scopo principale di Justice League è mostrare appunto le diverse personalità degli eroi, i loro punti di vista opposti - e nonostante ciò riescono comunque ad essere il super gruppo più forte della Terra. Mica cazzi, eh. Forse il tutto è un po' incentrato sulle personalità di Batman e Lanterna Verde, i quali battibecchi sono comunque quelle che tengono alto il lato comico della testata, insieme all'umorismo di Flash, anche se il "Flash divertente" era più Wally West che Barry Allen, ma tant'è... insomma, per concludere dobbiamo parlare dei disegni di Jim Lee? E che ne parliamo a fare, stupendi magnifici, anche se mi hanno un po' deluso sulla caratterizzazione del viso di Wonder Woman, ma questo non fa abbassare la qualità generale. Per quanto riguarda le storie contenute in JL, vale a dire Justice League International e The Savage Hawkman, c'è ben poco da esprimere: JLI potevano risparmiarselo, troppo veloce e confusionario, non farò paragoni con la JLI di Giffen in quanto non amo farne, ma comunque veramente debole... eppure il secondo numero poteva convincermi, ma invece no, purtroppo. Hawkman invece... beh, la prima parte con Morphicius non mi è piaciuta, ma le storie a seguire dove abbiamo ritrovato il Fantasma Gentiluomo mi hanno deliziato: il breve duo con Static è stato inaspettato e carino, Carter Hall contro un esercito di zombie è stato forse già fatto, ma mi ha divertito... darei un buon voto ad Hawkman, anche se so già che a breve arriveranno anche in Italia le storie scritte da Rob Liefeld - che hanno fatto abbandonare la testata anche i fan più accaniti di Hawkman -, quindi posso dire che finora ha avuto solo una parentesi positiva... ma darò una chance anche a Rob Liefeld, vedere per credere. Per quanto riguarda Flash... dannazione, ci ero rimasto veramente male quando ho visto che Patty Spivot è diventata il suo interesse amoroso e che Iris West non fosse più sua moglie. Ci sono rimasto veramente male, quando tutto è stato azzerato... tutto quel bel lavoro su Flash di Geoff Johns che lo hanno riportato a dei livelli eccellenti, svanito... e Flash è il mio supereroe preferito, non potevo crederci. Non mi piacevano le prime storie, con l'esercito dei cloni (guarda caso, amico d'adolescenza di Barry, che poi è Flash!), l'impulso elettromagnetico eccetera.. eppure, arrivato al numero 4 ho voluto rileggere tutto. Sì, perché la mia capacità di giudizio era annebbiata dalla delusione di aver perso ciò che mi era piaciuto di lui, e rileggendomi tutto ho notato: Flash ha evitato di far schiantare un aereo contro Central City facendolo vibrare! Flash ora è agli inizi, non conosce ancora bene i suoi poteri e nonostante questo, li spinge ogni volta al massimo, sempre per fare la cosa giusta. Flash non è morto, quel Flash c'è ancora, forse non vedremo più Wally (ripeto, forse), forse i suoi Nemici saranno caratterizzati in maniera differente, ma sono tutti lì. Sempre gli stessi, nulla è cambiato. A parte Captain Cold... lui sembra Sub Zero di Mortal Kombat... ma okay, a me sta bene così. Un'altra bella storia che ho trovato tra le pagine di Flash è Capitan Atom. Davvero, non mi aspettavo che mi piacesse, e invece mi ha entusiasmato, e ha reso il tutto molto curioso, è come se ci fosse un Dr. Manhattan nell'Universo DC, un vero e proprio dio, ma inesperto... anche se il numero 9 non mi ha entusiasmato, l'ho apprezzato veramente molto. Mi godrò questi ultimi numeri, visto che Capitan Atom è stato cancellato con il numero 12 (e successivo numero zero). Per quanto riguarda Aquaman... davvero, smetto di fare il saputello, ma non ho mai letto Aquaman... perché non ho mai capito cosa leggere di lui. Ha una storia editoriale molto confusa (o almeno, ai miei occhi così appare), e anche se conosco quelle poche cose di lui che potrebbero permettermi di rileggermi le vecchie storie (cosa che molto probabilmente farò), il buttarmi direttamente sul reboot scritto da Johns è più che ottimo. Carino, divertente, e interessante negli sviluppi che lasciano presagire dei risvolti interessanti in futuro. Passando alla testata dedicata a Wonder Woman/Freccia Verde, voglio solo spendere poche parole per Firestorm e l'Arciere: il primo è carino, non eccezionale ma carino... mi manca solo avere un solo Firestorm, perché l'idea di averne due non mi piace. Freccia Verde non mi ha mai convinto, e ora con Ann Nocenti a scriverlo.. beh, io ho saltato le pagine perché non voglio leggere niente di ciò che scrive lei... Wonder Woman invece.... dire che compro lo spillato solo per lei rende il tutto una spesa vana, soldi buttati, ma al diavolo! Wonder Woman è la serie più bella di tutte! Voglio dire, amo Wonder Woman e ciò che rappresenta, mi manca sì quel tono classico del passato rivisto sulla gestione di Perez e nell'ultimo story-arc prima del reboot (Odyssey), ma questo? Brian Azzarello sta rendendo il tutto né veloce ma nemmeno lento: è tutto al punto giusto, ha portato sulle pagine a fumetti non il mito attorno a Wonder Woman, ma la mitologia greca! E non sono più degli dei in abiti succinti e colorati, no, ma più vicini alla mitologia (se pur rivisti in chiave moderna), e la storia su cui gira il tutto è a dir poco entusiasmante ed emozionante. Diana non è stata stravolta, è stato solo riadattato il suo mondo di provenienza come giusto che sia - perché Wonder Woman, prima di essere un'eroina, è una guerriera - ed è ciò che Brian Azzarello sta raccontando, le gesta di una guerriera attraverso il mito degli antichi greci, e i disegni di Cliff Chiang rendono perfettamente lo spirito della testata, con i lineamenti dei personaggi che richiamano un po' i vecchi dipinti dell'Antica Grecia. Wonder Woman, voto 10. Tra le mie testate preferite, senza dubbio.


Giovani Titani, e le altre uscite...
Passiamo infine alle conclusioni. Non mi soffermerò molto sulle uscite in compendi, in quanto ho già avuto modo (e ne avrò in futuro) di parlarne a parte. Diciamo che come è possibile notare tra i vecchi post, le uscite che mi hanno entusiasmato particolarmente sono la prima parte di DC Universe Presenta (con protagonista Deadman), Justice League Dark, Animal Man e Swamp Thing, mentre tra le uscite denominate da Lion Batwman World e Batman Universe, sono particolarmente innamorato delle due "pipistrelle", vale a dire Batgirl e Batwoman (in particolare quest'ultima) - mentre per quanto riguarda Batwing ho deciso di scartarla (non tanto per la qualità della storia, che comunque non è male, ma per non riuscire ad apprezzare il personaggio... e la Batman Inc. in generale!), mentre sono ancora un po' perplesso su Cappuccio Rosso e i Fuorilegge... tutto troppo veloce, sarebbe potuto essere qualcosa di meglio, ma non mi ha convinto del tutto, e idem per Birds of Prey, nonostante questa formazione nuova sia intrigante non mi convince. Altro discorso per Catwoman: serie iniziata bene, non benissimo ma bene... ma comunque abbandonerò la Gatta al numero 3 giusto per finire la run in corso, ma ho intenzione di non seguire Catwoman fin quando non andrà via Ann Nocenti - ed è un consiglio che do anche a voi che state leggendo! Per quanto riguarda il resto, un'altra lettura che proprio non mi è piaciuta è stata Stormwatch, ma davvero... io odio parlare negativamente, quindi eviterò di commentare... tornando agli spillati, invece, c'è rimasto l'ultimo: Giovani Titani, contenente anche Legione Perduta, pagine che ho sempre saltato con indifferenza (non sono fan della Legione dei Supereroi, spero mi perdoniate). Le storie principali, portanti della testata vera e propria, vale a dire Teen Titans e Superboy valgono la qualità della testata; serie ricche d'azione, anche se spesso si perdono in banalità, ma che si intrecciano tra loro in maniera perfetta (e ci mancherebbe, visto che a scrivere entrambe è Scott Lobdell).

Insomma, è stato un anno intenso (e doloroso per il portafogli), e le uscite Lion, oltre alle regolari, sono state veramente numerose. Da Gotham by gaslight a Batman: Attraverso lo Specchio, dalle pubblicazioni dei numeri classici di Batman, Superman e Lanterna Verde alle collane DC Essential e DC Universe che ci hanno proposto letture interessanti come Eredità, Hawkman di Geoff Johns, Justice League International di Keith Giffen e tante altre, c'è stata veramente tanta carne al fuoco, come si suona dire... e quest'anno non sarà da meno, se pensiamo che già annunciate sono Batman: Odyssey (lettura demenziale di Neal Adams) e la linea Classic dedicata a Flash... e quasi dimenticavo le uscite Vertigo! Sarà un 2013 intenso, intanto io mi preparo per i miei primi acquisti dell'anno: Blue Beetle per i Nuovi 52, e Flash Classic...
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DC Comics in videogames

Era solo qualche decennio fa che i videogame hanno spopolato, fino a diventare ormai i colossi che sono diventati oggi. Non ci è voluto molto per le trasposizioni di film, fumetti e quant'altro nel mondo videoludico: da Terminator a Ghostbusters, sono infiniti i titoli usciti tra gli anni '80 e '90, e non sono da meno quelli dedicati ai supereroi. Negli anni a seguire, sono stati pubblicati diversi videogiochi, su diverse piattaforme, dal Commodore 64 al NES e così via, giochi come Batman (di cui ne esistono un'infinità!), Superman, e la lista continua! Anche se in materia videoludica sono ignorante, è proprio dei videogiochi ispirati agli eroi DC che voglio parlare, con particolare attenzione, però, sulle uscite più recenti. Perdonandomi anche il pessimo banner...





Come già detto, di videogiochi sugli eroi DC ne esistono a bizzeffe, soprattutto su Batman ispirati sia ai film che alle serie animate, ma non vengono da meno titoli incentrati anche su Flash, Superman, e... Aquaman! Molti di questi giochi (manco a dirlo) sono facilmente reperibili sul web tramite emulatori vari, compresi anche le versioni più recenti dei vari GameBoy, e almeno per i fan, alcuni di questi possono anche ritenersi interessanti e godibili - uno su tutti, per esempio, The Death and Return of Superman, per SNES, ispirato appunto alla saga della morte e del ritorno di Superman, e con il quale io stesso ho deciso di giocare. Tra gli altri titoli, se ne possono elencare grosso modo alcuni, tra i vari ispirati alla serie animate come Justice League Unlimited (Injustice for All, Justice League: Chronicles), Superman (Shadow of Apokolips) e Batman (Adventures of Batman & Robin, Batman: The Animated Series, Chaos in Gotham), il quale può anche vantare di un gran bel gioco fatto davvero bene, soprattutto dal punto di vista del doppiaggio che mantiene quello originale della serie, Batman: Vengeance. E neanche a farlo apposta, l'improvviso "boom" del genere supereroistico nei videogame è proprio grazie a Batman che con gli anni, se pur con qualche calo con dei titoli fiacchi e scarsi, ha sempre riscosso un discreto successo, salvo poi a consolidarne il successo (se non ad accrescerlo) con Arkham Asylum, ma di questo parleremo dopo.

Andando un po' a ritroso, ci sono comunque titoli che ho apprezzato non poco, come Justice League Heroes (2006), gioco per PlayStation 2 e X-Box (approdato anche su PSP e Nintendo DS) il quale sarebbe stata un po' "la risposta" al videogioco Marvel Ultimate Alliance, ma senza successo. Lì dove il gioco della Marvel ha ottenuto un grande riscontro col pubblico e critica tanto da avere un sequel, quello della Justice League non è stato così fortunato. Peccato, perché al di là del fatto che sembra una cosa "scopiazzata" (anche se il gameplay si riduce a 2 invece che a 4 giocatori, e che per il 70% del gioco il team di eroi non è personalizzabile), JLH è veramente un gioco carino e godibile, con un cast veramente vasto, che vede, oltre ai personaggi principali (Batman, Superman, Wonder Woman, Flash, Martian Manhunter, Zatanna e la Lanterna Verde John Stewart), altri personaggi sbloccabili come Hawgirl, Black Canary, Freccia Verde, Supergirl, Huntress, Aquaman, e versioni alternative (ma con stessi poteri) di Flash e Lanterna Verde quali Jay Garrick e Walter West (il Flash nero) per il primo e Hal Jordan e Kyle Rayner per il secondo. Ovviamente, da contorno ci sono numerosi costumi alternativi sbloccabili per ogni eroe, sia direttamente dalla serie animata, che dai fumetti. Anche il cast di villain non è da meno, dove vediamo come avversari principali Brainiac, Darkseid, Gorilla Grodd, Killer Frost, The Key, Doomsday, Queen Bee e i Marziani Bianchi. Infine, la storia non delude - buone dinamiche, anche con vari colpi di scena e una trama che sembra non finire mai. Forse i più esperti ne criticheranno il gameplay, ma personalmente io l'ho trovato fluido e non fastidioso, anzi - l'ho anche finito svariate volte, a dimostrazione del fatto che al di là di tutto è un gioco veramente ben fatto.



Un altro titolo degno di nota, è Justice League Task Force, picchiaduro Acclaim del 1995, per Genesis e SNES, e perfetto discendente di Injustice: Gods Among Us, senza contare Mortal Kombat vs DC Universe, in quanto mi riferisco al genere picchiaduro con presenti solamente personaggi DC. Task Force ha come personaggi giocabili solo nove (forse già troppi per l'epoca!), divisi in 6 eroi (Batman, Flash, Freccia Verde, Aquaman, Superman e Wonder Woman) e 3 villain (Cheetah, Despero e Darkseid), ognuno di essi con una location dedicata predefinita (Wonder Woman ha Themyscira, Batman ha Gotham, ecc.) anche queste molto ben curate. La giocabilità... beh, possiamo dire che è molto - molto - molto - ecc.ecc. difficoltosa. Molto meccanico, poco pratico e difficile da finire se non alla difficoltà minima, tutto sommato il gioco ha una bella grafica e la storia di base è carina - non chissà cosa, anzi, molto banale, ma carina, se consideriamo che si tratta di un picchiaduro. Il team di sviluppo è lo stesso del già citato The Death and Return of Superman, ma questo non lo rende forse tra i titoli più memorabili, ma forse agli occhi dei fan più appassionati (io?) questo gioco è una vera chicca, ed è un buon passatempo se si vuole far passare un'ora (anche meno) di noia. Se avete intenzione sapere di cosa si tratta, qui trovate un video completo che offre un'ottima panoramica del gioco.

Rimanendo in tema dei picchiaduro, c'è il già citato Mortal Kombat vs DC Universe. Gioco (purtroppo) oggi snobbato alla grande, ma all'epoca della sua uscita (2009) ebbe un enorme boom di vendite - anche se da lì a poco la Midway, storica casa produttrice di Mortal Kombat, fallì del tutto, per poi essere acquisita totalmente dalla WB Games sviluppandosi nell'etichetta Netherrealm Studios... ma questa è tutt'altra storia!
Box Art di MK vs DC

Nonostante, come già detto, sia un gioco molto snobbato e amato allo stesso tempo, io non posso far altro che parlarne bene. Innanzitutto, perché la combo Mortal Kombat + DC Universe per me è perfetta: da piccolo passavo pomeriggi interi a giocare a Mortal Kombat 2 a casa e a Mortal Kombat in sala giochi, e vedere un gioco dove entrambi i personaggi di questi due universi si "prendono a mazzate" mi eccita a tal punto che considero questo gioco una miniera d'oro, anche se verrà sorpassato dal prossimo Injustice, sempre per mano di Ed Boon e soci. Il gameplay è semplicissimo (un urrà per me), le mosse speciali facili da ricordare (anche se c'è sempre l'elenco a disposizione), l'interazione con le arene sono un tocco in più, la storia è fenomenale (e strutturata molto bene, non a caso, l'idea è stata così innovativa che quel tipo di story mode è passato uguale uguale nell'ultimo Mortal Kombat). L'unica pecca, e qui mi trovo d'accordo con i detrattori, sono le fatality.. e le "heroic brutality": quasi tutte banali, e non mi riferisco all'assenza dei litri di sangue, ma bensì a come queste avvengono, salvando fortunatamente alcune di esse, che riescono al punto di risultare divertenti.


Ovviamente, non mi dilungherò sulla prossima uscita di Injustice: Gods Among Us, in quanto gli ho dedicato un articolo completo, che potete trovare qui. In realtà, potrei dilungarmi molto sui giochi dedicati al Cavaliere Oscuro, ma la lista è molto lunga, e a molti di essi non ho nemmeno mai giocato. Posso, però, dire alcuni titoli che meritano veramente di essere provati, come il già citato Batman: Vengeance, Dark Tomorrow e Rise of Sin Tzu, tutti disponibili per PlayStation 2 e DS (a eccezione del primo, che però è anche per PC). Tutti questi da me citati utilizzano la stessa grafica delle serie animate, se non alcuni titoli la ripropongono addirittura pari pari, e la storia è abbastanza interessante, soprattutto Batman: Vengeance, che al di là del già detto del doppiaggio originale, ha una trama molto intricata che appassiona ed intriga.

Batman & Catwoman
in Arkham City


Batman, senza dubbio, è un po' quello che "porta la carretta" alla DC, non a caso è quello con più merchandise vario e videogames. Ha avuto numerose serie animate, e altrettanti videogiochi ispirati ad essi, non per altro, disponibile per Nintendo Wii e DS, Batman: The Brave and the Bold ne è l'esempio. Ma se proprio dobbiamo citare un "signor gioco", come potrei non mettere in mezzo la fortunatissima saga di Arkham? Sarebbe quasi un sacrilegio non includere Arkham Asylum ed Arkham City in questo articolo. E cosa dire... ho giocato ad entrambi, e di entrambi ho anche acquistato tutti i DLC (ouch!), ed entrambi i giochi sono qualitivamente superiori a tutti gli altri titoli nominati, non a caso sono stati vincitori di ambitissimi premi (incluso per il doppiaggio, anche stavolta impeccabile, con Kevin Conroy e Mark Hamill a riprendere i loro ruoli di Batman e Joker). Lascio, però, le apposite riviste di settore a parlarne, non perché non voglia farlo o mi secchi scrivere dieci righe di elogio solo per un gioco, ma perché credo che un po' tutti sappiano che la saga di Arkham ha riscosso un ottimo successo, a mio parere, stra-meritata. Prima di passare avanti, una piccola news che forse, anzi quasi sicuramente, molti hanno già reperito in rete. Si tratta del già tanto atteso "Arkham 3", che a quanto hanno riferito al ComiCon di San Diego, sembra che gli sviluppatori stiano lavorando ad un prequel, ambientato in piena Silver Age, dove saranno presenti anche altri eroi dell'Universo DC. Non un gioco sulla Justice League, che pare, almeno su quanto affermato, che per un gioco fatto bene sul team sia meglio aspettare l'uscita delle console di nuova generazione.

Certo, se poi non vogliamo attendere per un gioco sulla Justice League, oltre al già discusso Justice League Heroes, possiamo anche accontentarci di LEGO Batman 2, che vede appunto la possibilità di utilizzare anche il resto degli eroi DC oltre che Batman e Robin. E, avendoci giocato, posso proprio dire che a discapito del marchio LEGO, il gioco è carino, divertente - e longevo! Tra l'altro, del medesimo gioco ne verrà fatto un lungometraggio, la cui uscita è prevista per il 2013. Qui il trailer.


Come ogni film atteso che si rispetti, anche quelli dedicati ai supereroi non sono da meno. Sin dall'uscita di Batman nel 1989, questa sorta di tradizione prosegue. Abbiamo visto, con il passare degli anni e l'evoluzione della tecnologia, svariati titoli ispirati ai film passati al cinema, ma con qualità decisamente bassa - non ai livelli di Arkham Asylum, neanche minimamente. Giochi come Catwoman, Constantine, Watchmen: The End is Nigh, Batman Begins e Green Lantern: Rise of Manhunters sono esempi di giochi tutto sommato godibili, ma non eccezionali, e col tempo abbiamo anche visto una sorta di distacco, soprattutto con Batman, forse per concentrarsi al meglio su giochi come Arkham - tanto Batman non avrà mai un calo di popolarità. Un esempio, è stata la totale assenza di uno sviluppo dedicato agli ultimi due film di Nolan sul Cavaliere Oscuro, se non tramite dei semplicissimi browser games o piccoli giochi per sistemi iOs (di cui, a proposito di tale piattaforma, cito anche Arkham City: Lockdown, produzione Netherrealm Studios, e Justice League: Earth's Final Defense). Un altro film che non ha avuto nessun videogame allegato, è stato Superman Returns, il ché a mio parere è stato un vero peccato in quanto si prospettava un bel gioco. Qui sotto un video del gameplay, giusto per farvi un'idea.



Con l'evoluzione dei mezzi, e l'ampliamento della DC Comics in altri campi, in questo caso videoludico, si possono prospettare nel futuro dei giochi veramente interessanti sotto ogni punto di vista, basti pensare ad Injustice, che ormai di fatto è tra i giochi più attesi del 2013, anno che vedrà anche l'uscita di un altro videogioco, Young Justice: Legacy, ispirato all'omonima serie che si collocherà tra la prima e la seconda stagione. Graficamente, non si presenta un granché, fondali a parte, ma sembra avere un buon multiplayer, e chissà se ci farò un pensiero anche su quello. Purtroppo, la quasi totale assenza di pubblicità e materiale di gameplay rende difficoltoso il giudizio, quindi non ci resta che aspettare.

Ultima nota, su un gioco che non posso non citare: DC Universe Online.
Un parere? Stupendo, grandioso, epico. Grafica e storia, filmati intermediari compresi sono un qualcosa di meraviglioso. Una gioco imperdibile per chi è appassionato di giochi online - e io non sono tra questi. Avrei voluto davvero finirlo, ma dopo un po' non ce l'ho fatta. Per me, l'essere esclusivamente online è l'unica pecca in un gioco che merita veramente tanto, uno dei migliori che ci sia sulla piazza, senza affatto sminuirlo.
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