Il guardaroba di Wonder Woman

Lo scopo di questo blog è principalmente quello di riportare storie di personaggi che popolano l'Universo DC. E per farlo, ho sempre cercato di approfondire la storia canonica di ognuno, scartando elementi che con gli anni sono stati messi da parte o comunque che risultino irrilevanti. Tra la rosa proposta in questi mesi di attività, volevo fare un post, raccontare la storia di uno dei personaggi principali dell'Universo DC. Uno su tutti, particolarmente: Wonder Woman. Non so quante volte ci ho provato, ma parlare di Wonder Woman è davvero difficile; nel mio piccolo, ciò che conosco di lei è sempre poco rispetto a quanto effettivamente racchiude il personaggio. Raccontare la storia di WW presenta delle difficoltà quasi quanto ne porterebbe parlare di Superman: troppi elementi, troppe storie, troppe idee scartate e poi riprese... insomma, ho sempre cercato di scrivere di lei, ma mi son sempre tirato indietro. Poi mi è venuta un'idea: non raccontare il mito di Wonder Woman, ma la sua evoluzione. E come? Attraverso i suoi costumi!


Riflettendo un attimo sui costumi utilizzati dai supereroi nel corso degli anni, di certo non moltissimi hanno subito un rivoluzionario cambio di costumi, specialmente in casa DC. Il recente reboot del suo Universo narrativo ha dato modo di apportare modifiche al 'vestiario' generale della comunità di eroi, ma lì dove alcuni hanno subito per la prima volta un definitivo restyling, per Wonder Woman non è la stessa cosa. Come già detto nell'introduzione, Wonder Woman ha una lunghissima storia editoriale, molto travagliata e piena zeppa di rivisitazioni e restyling, un po' perché il personaggio ha dovuto adattarsi ai costumi dell'epoca in cui le storie venivano pubblicate, e un po' perché Wonder Woman, - per quanto goda comunque di grande fama - ha avuto sempre un rapporto molto difficile con i fan. Queste rivisitazioni, per quanto siano state numerose, hanno sempre portato però a fare marcia indietro, tornando sempre al suo look classico: stivali rossi, pantaloncini blu a stella, corsetto rosso, tiara, decorazioni e bracciali dorati. L'unico cambiamento nel costume classico di Wonder Woman che è risultato effettivo nel corso degli anni sono le dimensioni delle sue.. er, mutande.. con alcuni disegnatori che volendo osare un po' troppo, le hanno fatte diventare anche un perizoma o quasi.


Ovviamente, i suoi accessori sono sempre stati onnipresenti, come i bracciali d'Egidia capaci di respingere i proiettili (e i raggi Omega di Darkseid!), il Lazo della Verità il quale impedisce chi ne è avvolto di mentire, e la tiara che (non molto spesso) viene utilizzata come sorta di boomerang. Per quanto riguarda le sue origini, quelle sono abbastanza chiare: nata dalla creta per mano di Zeus, Diana è la figlia di Hyppolita, regina delle Amazzoni, che una volta conosciuto il generale Steve Trevor, finito per sbaglio sull'Isola Paradiso dopo un incidente aereo, decide di accompagnarlo nel Mondo degli Uomini (così le Amazzoni definiscono il nostro mondo) come ambasciatrice di Themyscira. Lì imparerà le ingiustizie, e deciderà di combattere contro di queste assumendo l'identità di Wonder Woman. Ecco, dopo questa breve introduzione generale, senza perdere altro tempo, iniziamo il nostro viaggio attraverso i vari costumi di Wonder Woman!

The Golden Age: Anni '40 - '50
Come un po' tutti sapete, Wonder Woman debutta nel 1942 tra le pagine di All-Star Comics ottenendo poi la sua prima serie regolare, Sensational Comics, dove inizialmente si presenta con una semplicissima gonna, che verrà poi sostituita una decina d'anni dopo da dei pantaloncini aderenti. Durante questo periodo, Wonder Woman assume l'identità segreta di Diana Prince, passando dall'essere un'infermiera dell'esercito americano ad assistente del suo amato (e 'donzella in pericolo') Steve Trevor. Sempre nel corso degli anni '50, Diana iniziò poi a indossare dei sandali aperti al posto dei classici stivali rossi.


Teen Wonder Woman!
Nel 1956, con il Comics Code Authority furono vietati (tra le altre cose) contenuti esplicitamente sessuali, e ciò volle dire un abbandono alle classiche scene di bondage -onnipresenti nelle storie di WW- e ai disegni che offrivano delle caratterizzazioni un po' 'generose' ai personaggi femminili. In quegli anni, a parte la rappresentazione di una WW piatta come un manico di scopa, furono presentate delle storie di una Diana in età adolescente (che risultavano totalmente fuori continuity) e successivamente anche in tenera età...

Nel frattempo, negli anni '60 Diana fu promossa a tenente dell'esercito (non si sa come) e ritornò infine agli stivali rossi, mentre apparivano altre versioni di Wonder Woman, come Super Woman da Terra-3 e altre impostore come Nubia. Contemporaneamente, nel 1967 fu presentato un cortometraggio di 5 minuti dedicato a Wonder Woman, con Ellie Wood Walker a interpretare l'eroina, che voleva funzionare come episodio pilota per una serie TV seguendo la scia del successo del Batman di Adam West. Ciò non funzionò,  ma non fu abbastanza per smettere di riprovarci: nel 1974 fu girato un episodio pilota con l'attrice Cathy Lee Crosby, ma anche questo non fu di successo. Nel frattempo, prima di riuscire a girare una serie TV con l'attrice Lynda Carter, nei fumetti Wonder Woman abbandonò il look classico per diventare un'agente governativo...


"Break to the Myth" e Terra-2
Sì, esatto. Precisamente, dal 1968 al 1972 ci fu una rivoluzione totale per Diana. Indossando un completo bianco per affrontare minacce diverse dal solito, i fumetti di Wonder Woman si trasformano in dei veri e propri spy-comics in quella che viene comunemente chiamata "la pausa al mito". Chiusa questa parentesi, finalmente si decide di tornare al look classico, raccontando le storie di Wonder Woman di Terra-2, vale a dire la Terra parallela dove risiedono gli eroi della Golden Age, come la Lanterna Verde Alan Scott, Jay Garrick, eccetera. E nel frattempo, venne mostrato per la prima volta come Diana Prince 'diventasse' Wonder Woman, prima della piroetta alla Lynda Carter, ovviamente (vedi seconda immagine sopra).

Post-Crisis - Wonder Woman seconda serie
Quante volte l'ho detto, in questo blog? "Crisi sulle Terre Infinite fu l'occasione per azzerare l'intera continuity, e nessuno fu risparmiato, compresa..." Wonder Woman, che fu presa in gestione da George Pèrez che si apprestò a riscrivere un po' il background di Diana, legandola più alle sue sorelle Amazzoni che al Mondo degli Uomini, e per quanto riguarda il look si apprestò a rimarcare maggiormente la cintura e il busto dorati e 'ingrandendo' i bracciali di Egidia (di color argento). Con i capelli ricci e rappresentata come una vera e propria guerriera, è qui che ha inizio il vero mito di Wonder Woman.

Vita civile - il declino
Se la gestione di Pèrez è diventata ormai iconica, ciò che ne è seguito è tutt'altro che agli stessi livelli. Negli anni '90 fu presentata una run in cui le Amazzoni scomparvero e Diana data per morta dalla Justice League; decisa a provare a vivere una vita normale (senza riuscirci, ovviamente) Diana veniva spesso caratterizzata appunto in abiti civili... e tanto perché non ci vogliamo far mancare nulla, il personaggio assume un vero e proprio declino quando la Mattel mise in commercio una bambola di Wonder Woman, e la DC ne pubblicò addirittura un fumetto, Wonder Woman and the Star Riders. Parlo di declino in quanto il concetto di Wonder Woman viene fatto a pezzi nella prima metà degli anni '90.

Il perizoma e la motociclista
Decisi a fare marcia indietro, nel 1994 Diana tornò al suo look classico, ma questa volta più svestita. Al posto delle mutande aveva un perizoma, insomma. Non fu mai un mistero il perché di questa scelta, il disegnatore Mike Deodato disse che secondo lui, visto il periodo buio per WW, svestirla avrebbe aiutato a incrementare le vendite; credo ci sia poco da commentare su questa scelta. Fortunatamente, furono mosse parecchie critiche a questi disegni (definendo questa gestione 'the porn Wonder Woman') e in breve tempo si  tentò un altro approccio. L'Amazzone Artemis prese l'identità di Wonder Woman, mentre Diana tornò con un look da motociclista, ideato da Brian Bolland, il quale resta tuttora uno dei preferiti tra i fan.

Da segnalare anche qualche Elseworld che hanno apportato delle modifiche al personaggio di Diana, se pur giusto per una storia. Nell'ordine: un Elseworld dalle pagine di Superboy Annual del '94, il personaggio di Amazon (il personaggio Amalgam nato dalla fusione tra WW e Tempesta degli X-Men), Amazonia, una storia ambientata nell'epoca Vittoriana, in pratica Gotham by gaslight con protagonista Wonder Woman, e la rappresentazione di Diana nell'Elseworld The Nail (Il Chiodo).


War of the Gods: la morte e il ritorno di Wonder Woman!
Passiamo finalmente ad uno degli eventi più significativi della storia editoriale di Wonder Woman: War of the Gods, grande crossover che vede coinvolto tutto l'Universo DC darsi battaglia con tutti gli déi dell'Olimpo (versioni Romane comprese!). La guerra viene scatenata da Circe, ma presto sfugge al suo controllo, e le due nemiche si vedono costrette ad un'alleanza: per porre fine alla guerra, Diana deve salire all'Olimpo, ma per farlo deve divenire una déa, e per farlo deve morire. Wonder Woman quindi viene uccisa da Circe e risorge come dèa della verità, indossando una tunica bianca. Con Diana divenuta una dèa, il ruolo di Wonder Woman viene preso momentaneamente da sua madre Hyppolita, ma successivamente Diana tornerà con gonna e giacca di pelle.

Quest'ultimo look ha breve vita, comunque, e Diana torna al classico costume ancora una volta, e successivamente verrà introdotta, in un modo del tutto casuale, l'armatura dorata di Wonder Woman (questa qui, per intenderci). Gli anni 2000, tuttavia, continuano a rappresentare Wonder Woman così come Pèrez l'aveva descritta, insistendo frequentemente sulla natura guerriera di Diana, rappresentandola più volte con asce, spade e scudi, e tornando a farle indossare talvolta nuovamente la gonna. In più, accade in modo più frequente un ritorno ai vecchi costumi, fin quando nel 2007 inizia la terza serie di Wonder Woman successiva a Crisi Infinita.

Donna Troy, Circe e Diana Prince
La terza serie di Wonder Woman si apre con Donna Troy (ex Wonder Girl) prendere le vesti di Diana, mentre quest'ultima, a causa degli eventi avvenuti nella precedente Crisi in cui ha ucciso Maxwell Lord (rendendola una ricercata dal Governo) decide di continuare la lotta al crimine nelle vesti di Diana Prince, un'agente governativo. Esattamente, un riferimento alle vecchie storie, compreso il suo costume (ancora una volta bianco!); successivamente, Circe si auto-proclama paladina delle donne, e rubando l'armatura di WW inizia a commettere omicidi infangando la sua reputazione (tuttavia, le sue vittime sono stupratori e magnaccia). Alla fine, Diana sconfigge Circe e torna ad essere Wonder Woman, cercando di conciliare anche l'identità di Diana Prince, eseguendo anche la piroetta resa nota da Lynda Carter!!


Star Sapphire e Straczynski
Sono sicuro che non c'è bisogno di dilungarsi molto sull'argomento "Zaffiri Stellari". Per chi non lo sapesse, gli Zaffiri Stellari sono un Corpo di lanterne portatrici della luce viola dell'amore, nemiche delle Lanterne Verdi. Durante l'evento La Notte Più Profonda, Diana (trasformata in una Lanterna Nera) viene liberata da un anello viola e diventa momentaneamente uno Zaffiro Stellare. Finisce qui. Per quanto riguarda il costume che vedete a destra, ne ho già avuto modo di parlare. Si tratta dell'opera di Straczynski "Odyssey" di cui ho già avuto modo di parlare. Il concept del nuovo costume, disegnato da Jim Lee, sarebbe dovuto essere quello dei Nuovi 52, ma per motivi ignoti, rimase solo su questa run e, a parte nelle immagini promozionali, non è mai apparso nella nuova serie.

Da Flashpoint ai Nuovi 52
Per chi non ha letto Flashpoint: fatelo, perché è una lettura veramente godibile. Per chi non ha letto Il Mondo di Flashpoint: Wonder Woman & Aquaman (edito da Lion), per favore fatelo. Non solo perché praticamente gli eventi narrati in Aquaman e Wonder Woman sono i principali, quelle su cui si basano le fondamenta del mondo di Flashpoint, ma perché tutto sommato è una lettura godibile. Per chi non sa di cosa sto parlando, Flashpoint è l'evento che ha azzerato la continuity DC (ancora) formando i Nuovi 52, e lì Wonder Woman e le sue Amazzoni si danno guerra contro gli Atlantidei di Aquaman usando come arena il mondo intero. La totale rivisitazione del costume di WW (più da principessa guerriera che da eroina) ha come caratteristica l'elmetto di Mera, la sposa di Aquaman, uccisa per mano proprio da Diana. Concluso Flashpoint, Flash torna indietro nel tempo, Pandora fa il resto creando i Nuovi 52 e qui il nuovo costume di Wonder Woman: pressoché identico a quello classico, ma con l'argento che va a sostituire l'oro e i suoi stivali da rossi passano a blu scuro. C'è da aggiungere altro? Wonder Woman è in fumetteria, andatevelo a comprare perché è la miglior serie dei Nuovi 52 (oh, sempre a mio modesto avviso, poi fate voi...)


...se pensate che siamo arrivati alla conclusione di questo viaggio, vi sbagliate. Ho cercato di racchiudere grosso modo i costumi più significativi, più bizzarri e degni di nota possibili, senza tralasciare pezzi di storia importanti della vita editoriale di Wonder Woman. Molti dettagli sono stati lasciati da parte, come gli stivali "alati" introdotti da Pèrez i quali le permettevano di volare, e molti altri costumi non li ho elencati, come quelli di Elseworld come Kingdom Come, Elseworld's Finest, Red Son, il costume della serie di action figures Ame-Comi, oppure di quelli presenti in brevi run come JLA: Rocks of Ages di Grant Morrison, insomma... alle spalle ce ne sono ancora numerosi, ma quasi irrilevanti per la storia di Wonder Woman. Di certo col tempo ne vedremo molti altri, che siano successivamente introdotti in futuro, oppure di altri del passato. Sicuramente, se giocherete al prossimo gioco online della DC Infinite Crisis, avrete modo di conoscerne altri direttamente da universi paralleli del Multiverso (tanto per fargli pubblicità gratuita).
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Secret Files: Patty Spivot

Dopo aver parlato di supereroi, antieroi e villain, concediamoci una pausa per parlare di un personaggio che, seppur minore, è protagonista nelle testate di Flash dei Nuovi 52. Come abbiamo potuto apprendere, il matrimonio pre-reboot tra Barry Allen e Iris West non è mai accaduto, e se pur tra i due sembra essere rimasta una piccola scintilla, il principale interesse amoroso del supereroe scarlatto è Patty Spivot, collega di Barry al laboratorio, e affascinante ragazza da un carattere decisamente con "più pepe" rispetto all'ex-fiamma del Velocista Scarlatto. Ma, se da un lato il personaggio ha fatto ritorno solo in tempi recenti, non molti sapranno che Patty ha avuto l'occasione di vestire i panni di Ms. Flash e Hot Pursuit!


Sono quasi convinto che molti hanno un po' storto il naso quando la relazione tra Patty e Barry è stata confermata. E non nascondo che l'ho fatto anch'io. Ma la ventata di novità non doveva fermarsi soltanto al cambio di costumi e di origini; quasi tutte le relazioni stabili sono state ribaltate, basti pensare a Batman e Catwoman, Lois e Superman, entrambi i quali condividevano anche il segreto della loro identità. Ora Bruce Wayne si concede qualche scappatella con Selina (e non si può certo dire che la loro sia una relazione stabile), mentre Clark Kent ha una vita sociale praticamente inesistente ed ha iniziato a 'frequentare' Wonder Woman. Anche per Barry lo sconvolgimento è stato grande, da sposato felicemente con la bella giornalista Iris West è tornato ad essere single, salvo poi successivamente impegnarsi con la sua collega Patty. Personaggio che, per quanto abbia iniziato ad avere un ruolo più insistente nella breve run di Geoff Johns subito dopo Flash: Rinascita, non è affatto nuovo; anzi, la sua 'nascita' avviene nel lontano 1977 tra le pagine di DC Special Series, dove lo scrittore Cary Bates la presentò niente meno che con l'identità di Ms. Flash!

Ma a discapito di quanto si possa pensare, Patty Spivot non è mai stata realmente Ms. Flash. La storia di Bates vede Patty essere vittima dello stesso incidente che trasformò Barry Allen in Flash, salvo però essere salvata da quest'ultimo all'ultimo minuto; il Velocista inizia quindi a immaginare cosa sarebbe potuto accadere se il fulmine l'avesse colpita. Da qui, la storia di Ms. Flash prende piede, ma non nella maniera più rosea: incapace di controllare la sua velocità, causa l'esplosione di Central City (finale che non risulta casuale, in quanto Barry, nella sua immaginazione, tiene conto del carattere a tratti irresponsabile della collega). Dopo questa breve parentesi, Patty non sparisce dalle storie di Flash, rimane anzi quasi sempre presente anche se con ruoli decisamente non importanti. Riferendosi erroneamente, talvolta, a lei come "Pam" da qualche scrittore distratto, Patty sparisce dalle testate di Flash subito dopo Crisi sulle Terre Infinite, per poi riapparire 30 anni dopo durante la run di Geoff Johns.

Lo scrittore di Detroit conosce bene il personaggio di Flash, e non stupisce la scelta di reinserirla nelle storie di Barry Allen che nel frattempo è tornato dalla morte dopo più di 20 anni da Crisi sulle Terre Infinite. Johns dona più spessore al personaggio, descrivendola come la miglior scienziata forense del laboratorio e con una cotta verso il nostro eroe. Ai tempi dell'attività di Barry come Flash, Patty, sapendo della sua ossessione verso il caso dell'omicidio di sua madre, decide di tenersi a distanza e di non dichiararsi, anche se con enorme rimpianto visto che poco dopo arriva anche a sposarsi con Iris West; quando Barry viene dato per morto, si trasferisce a Blue Valley in Nebraska. Quando Allen chiede il suo aiuto per risolvere un caso, Patty decide finalmente di dichiararsi, ma ciò non viene mai approfondito, in quanto di lì a poco ci sarà l'evento Flashpoint che azzererà la continuity DC realizzando il sogno di Patty: poter stare finalmente con Barry.

Però, le curiosità su Patty non sono finite, e anche lei ha un ruolo durante Flashpoint, precisamente tra le pagine di Kid Flash dedicata al Mondo di Flashpoint, storia che non è mai stata pubblicata in Italia. Se ricordate gli avvenimenti antecedenti a Flashpoint, vi verrà in mente sicuramente il personaggio di Hot Pursuit, controparte di Barry Allen di una Terra non precisata nel Multiverso giunto su Terra-1 per eliminare l'anomalia temporale che minaccia di distruggere l'intera esistenza. Sulla storia di Kid Flash ci viene mostrato di come Patty rubi l'attrezzatura di Hot Pursuit e finisca in un futuro alternativo (precisamente, nel 3011), dove incontra Bart Allen che sembra non assortire nessun effetto sul cambio temporale; di fatti, continua ad avere le stesse memorie del suo futuro e passato. Chiarito che entrambi si trovino in una distorsione temporale, decidono di scoprire cos'è che l'ha causata, non facilmente però. Brainiac, in questo futuro, ha il totale controllo su ogni cosa e dà la caccia ai due eroi, arrivando a uccidere Patty. Bart promette a Patty di cambiare il passato, e mentre torna indietro nel tempo, incontra Flash allo stremo delle forze che tenta di restaurare la linea temporale. In un ultimo gesto eroico, Bart trasferisce la sua velocità al nonno in modo tale da riuscire nella sua missione, facendo tornare tutto alla normalità e riportando in vita Patty... formando l'Universo dei Nuovi 52, ovviamente.


Da qui, ne seguono gli avvenimenti che tutti noi stiamo leggendo sulla testata di Flash. Inutile dire che Patty avrà ancora molto da dire all'interno del Nuovo Universo DC, ma al momento non sappiamo ancora con precisione quale ruolo andrà a ricoprire, se tornerà nuovamente negli improbabili (e diciamocelo, inappropriati) panni dell'eroina e se soprattutto avrà veramente rubato il cuore di Barry alla bellissima Iris West.
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Secret Files: Blue Beetle

Come è ormai di rito, con Secret Files andremo a parlare di un altro degli innumerevoli personaggi carismatici del DC Universe: Blue Beetle. Uno personaggio che negli ultimi anni è diventato in breve tempo uno dei più amati nel fanbase americano nella sua ultima incarnazione, Jaime Reyes, ma che tutti sicuramente lo conosceranno con almeno una delle due sue identità precedenti: Ted Kord e Dan Garrett. Come poche volte accade, quindi, ci troviamo di fronte ad un personaggio che ha passato il testimone a ben tre generazioni differenti: andiamo a scoprire la storia di Blue Beetle!


Chi ha acquistato il volume edito da Lion qualche mese fa, ha imparato già a conoscere Jaime Reyes, ma è meglio precisare come la versione dei Nuovi 52 cancelli praticamente ogni versione precedente dell'eroe, facendo spazio soltanto alla rivisitazione moderna e decisamente migliorata sotto molti aspetti. In realtà, la storia di Blue Beetle è molto più particolare e lunga, e si fa spazio attraverso tre identità differenti e altrettante rivisitazioni, e se consideriamo il 'passaggio' dalla Fox Features Syndicate (casa editrice da cui è nato) alla Charlton Comics, arriviamo anche a quattro. Ma prima di farci venire un mal di testa, è bene andare per gradi, e raccontare la sua storia passo per passo.

Golden e Silver Age: Dan Garret e Dan Garrett
Blue Beetle nasce nel 1939 sulle pagine di Mystery Men dalla mente del disegnatore Charles Nicholas, precisamente proprio sul numero di lancio, in una storia scritta da Will Eisner. La prima versione del supereroe prende il nome di Dan Garret, figlio di un poliziotto che decide di intraprendere la stessa strada del padre fin quando non fa la conoscenza del Dottor Franz, che vedendo in Garret un uomo di alta morale, decide di donargli delle sue attrezzature sperimentali: un'uniforme metallica anti-proiettile e la "Vitamina 2-X" che gli dona la super-forza e ne aumenta la resistenza. Prendendo l'identità di Blue Beetle decide quindi di combattere il crimine, affiancato occasionalmente dal suo sidekick Sparky. Il personaggio ha però vita breve, e nel 1956 fa la sua ultima apparizione nel numero 3 di Nature Boy, fin quando, dopo un tentativo speculatorio da parte della IW Publications che ristampa, senza autorizzazione, le vecchie storie dell'eroe sotto il nome di Human Fly, la Charlton Comics ne acquista i diritti facendolo debuttare sulla sua serie regolare nel 1964. Questa volta il personaggio subisce un cambiamento radicale: oltre alla doppia T finale nel cognome, Blue Beetle non indossa più un'armatura indistruttibile e non ingerisce la Vitamina 2-X, ma acquisisce i suoi poteri grazie ad un amuleto magico! Dan Garrett, di fatti, non è più un poliziotto ma un archeologo che, durante uno scavo in Egitto, entra in possesso di questo scarabeo magico che gli dona straordinari poteri quali volo e super-forza; decidendo quindi di intraprendere la strada del supereroe, si fa conoscere con il nome di Blue Beetle. Come conseguenza dell'acquisizione dei diritti sul personaggio, oltre ad aver accreditato i nomi di Joe Gill e Bill Fraccio come creatori, la precedente versione della Fox Feature non viene considerata canonica (nemmeno dalla DC Comics, che in futuro ne acquisterà i diritti dalla Charlton). A riguardo, anche se da considerare 'apocrifa', la AC Comics nel 1983 pubblicò tra le pagine di Americomics una storia in cui spiegava come Dan Garrett fosse la reincarnazione di Dan Garret avvenuta per mano degli Dèi... gli stessi Dèi poi fanno visita a Ted Kord lasciandogli un messaggio con scritto "Cerca di non morire, questa volta".

Ted Kord - dalla Charlton Comics alla DC Comics
Il primo "cambio di testimone" avviene sempre durante la gestione della Charlton Comics. Dan Garrett viene ucciso in missione dal suo nemico Jarvis Kord, zio del suo apprendista Ted, intento a governare il mondo con un esercito di androidi. In punto di morte, passa il suo scarabeo magico a Ted, sfortunatamente però questo smette di funzionare, ma  ciò non ferma Ted che decide di utilizzare le sue risorse tecnologiche per fermare lo zio Jarvis e successivamente di combattere il crimine portando avanti l'eredità del suo mentore, tenendo il nome Blue Beetle. Questa nuova incarnazione vede di nuovo l'abbandono dello scarabeo magico per ritornare a dei gadget più tecnologici che consistono in una pistola a raggi e un aereo a forma di scarabeo noto come "Blue Beetle's Bug", abbinato ovviamente a doti atletiche e di combattimento. Il nuovo Blue Beetle prosegue le sue avventure occasionalmente al fianco di The Question e le Sentinelle della Giustizia (insieme a Capitan Atom e Nightshade), fin quando nel 1985 la Charlton Comics cessa di esistere e i diritti sui suoi personaggi va nelle mani della DC Comics, che si appresta ad integrare numerosi personaggi appartenenti ad altre defunte case editrici tramite l'evento Crisi sulle Terre Infinite.

Con Blue Beetle integrato al resto dell'Universo DC, le sue origini rimangono tuttavia invariate: Dan Garrett è comunque morto passando lo scarabeo a Ted Kord, che non potendo utilizzarlo, decide di allenarsi e sfruttare le sue risorse economiche per poter onorare la memoria del suo mentore. Ted Kord entra poi a far parte della Justice League International, dove stringe una forte amicizia con Booster Gold, il supereroe del XXV secolo, formando una delle coppie più divertenti e amate della DC Comics. Dopo tuttavia un'esistenza quanto meno anonima nella continuity, assume un ruolo da protagonista durante il Countdown a Crisi Infinita, anche se in un modo abbastanza particolare: viene ucciso da Maxwell Lord dopo aver scoperto che questi tramava contro la Justice League con il satellite O.M.A.C. di Batman. Proprio agli sgoccioli della sua esistenza, Ted Kord lascia un vuoto a dir poco incolmabile nell'Universo DC: la sua morte (insieme a quella della moglie di Elongated Man, Sue Dibny) scuote di fatti l'intera comunità di supereroi; alla fine, il supereroe più sottovalutato è perito nel tentativo di dimostrare quanto valesse e di quanto sia importante il ruolo che ogni supereroe riveste, anche se lo ha fatto a costo della vita.

Modern Age - Jaime Reyes
Ma se la morte di Ted Kord è servita per dare uno scossone al mondo dei supereroi, è anche servita per portare delle modifiche al suo personaggio. Modifiche radicali, e non stiamo osando troppo. Tenendo comunque fede alle origini dello scarabeo di Dan Garrett, Keith Giffen (ideatore del personaggio di Jaime) ci racconta le origini di questo attraverso un viaggio che vede coinvolto anche il mago Shazam. Lo scarabeo in realtà altri non è che una strumentazione aliena atterrata sulla Terra millenni fa il quale funziona da parassita; infilandosi nella spina dorsale, questo assume il controllo del suo ospite mettendolo al servizio della razza aliena conquistatrice nota come il nome di Reach. Quando il parassita atterrò sulla Terra, si danneggiò e gli antichi applicarono su di lui la magia per tenerlo sotto controllo, ma questo incantesimo viene spezzato quando, durante Crisi Infinita, Lo Spettro dichiara guerra a tutti gli esseri magici. Quando il Mago Shazam sconfigge Lo Spettro, lo scarabeo precipita a El Paso, in Texas e finalmente libero dai vincoli della magia, può adempiere ai suoi incarichi e prende il controllo del giovane adolescente Jaime Reyes. Ma come già detto, quando atterrò sulla Terra si danneggiò, impedendogli di prendere il totale controllo del ragazzo.

E questa è proprio la caratteristica particolare che rende il nuovo Blue Beetle un personaggio di successo, in continua lotta con i comandi dello scarabeo che cerca di imporgli degli ordini che spesso mettono a rischio l'indennità di chi gli sta attorno, i suoi cari compresi. Il suo primo ruolo da Blue Beetle rimane comunque una grande impresa, nonostante la giovane età di Jaime: essendo l'unico che si può avvicinare a Brother Eye, è proprio lui a disattivarlo, ponendo fine alla minaccia degli O.M.A.C.. Successivamente, le sue avventure lo vedono coinvolto contro La Dama, una potente signora del crimine sud-americana, e contro i Reach che, ricevendo nuovamente il segnale dello scarabeo, decidono di invadere la Terra per rimetterlo in funzione e, ovviamente, distruggere il nostro pianeta.


Da semplice supereroe in calzamaglia che utilizza gadget tecnologici o magici, a teenager problematico dotato di un'armatura aliena che non può né controllare né togliersi, Blue Beetle è uno di quei personaggi destinati a durare negli anni, anche se non sempre presente sotto i riflettori. Al momento, il giovane Jaime porta avanti un'eredità di certo non proprio rosea, ma nel suo piccolo sta facendo bene; mentre continua il suo successo all'interno della seconda stagione di Young Justice, dove ha svolto il ruolo di assoluto protagonista, tutti noi siamo in attesa di leggere le sue nuove avventure nei Nuovi 52. Certo, non proprio la giusta cosa da dire, visto che proprio da poco la serie è stata una delle tante ad essere state chiuse, ma siamo fiduciosi, perché questo nuovo Blue Beetle ci piace.
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Arrow, you have failed this series!

Okay, lo ammetto. Non potevo fare a meno di utilizzare questa frase come titolo perché ci sta troppo bene; forse dire che Arrow sia un fallimento totale come serie è esagerato. Di fatti,  è ormai diventata una serie di successo, e stranamente anche in Italia, dove è praticamente scoppiata una Arrow-mania non indifferente, seguito anche da chi non segue particolarmente il mondo dei supereroi. Da parte mia, che non voglio esagerare dicendo che il personaggio lo conosco abbastanza bene, o meglio, quanto basta per poter mettere a confronto serie e fumetto, devo proprio dirlo: dopo alti e bassi e uno sviluppo che mi stava prendendo... Arrow ha finito con il deludermi del tutto. Eppure, c'erano tanti elementi che potevano renderla un signor serial, ma tutto è andato in fumo per qualche cosa di troppo, o sviluppata troppo male oppure da cose che non sono proprio riuscito a mandare giù. In America, la prima serie si è conclusa, e lo farà anche in Italia questo prossimo lunedì. Per chi stesse seguendo Arrow su Italia 1, vi invito a leggere con cautela in quanto potrete incappare in qualche possibile spoiler. E un messaggio a chi ama la serie e ne è praticamente innamorato: se bene io vada alla ricerca di fatti, tutto ciò che sto per dire (e non è per niente positivo) si tratta semplicemente di OPINIONI. Se ciò è chiaro, passiamo anche all'analisi di questa prima serie di Arrow.

*inserire theme song di Arrow*

Siccome sono uno a cui non piace sparare soltanto critiche e vedere il negativo in tutto, voglio partire proprio con le cose belle di questa serie: la theme song, il costume, l'adrenalina che alcuni episodi ha saputo trasmettere, e quei cliffhanger presente per un buon 75% delle puntate. E poi mi fermo qua. No, sul serio, tanto di cappello agli ideatori della serie che veramente hanno svolto un bel lavoro; io non seguo molto le serie TV, e posso anche definirmi un hater del genere. Non ho mai visto né vorrò mai vedere The Walking Dead, solo perché non mi piace il formato televisivo. Con Arrow ci ho provato perché, al di là dell'impatto mediatico, il protagonista è Freccia Verde, e devo dire che, senza poter disporre di criteri di paragone, non avevo mai visto una serie TV così adrenalinica che sa tenere incollati allo schermo settimane intere per poter vedere lo svolgersi della trama. Una trama che si è sempre di più infittita, fatta sempre più interessante, intervallata poi dagli avvenimenti dell'isola che ho trovato molto godibili. E i vari (tantissimi) riferimenti al fumetto? Godibili, sono riusciti a far contenti anche i fan del fumetto. Il dispositivo per terremoti che porta il nome (o meglio, il cognome) del supereroe Geo-Force e di sua sorella Terra, i continui riferimenti a città esistenti nell'Universo DC come Blüdhaven e Central City (chi ha colto la citazione della madre di Laurel su Flash? Beh, dovevate vedervelo in lingua originale, per farlo). Insomma, ce l'hanno proprio messa tutta...

Però, il troppo storpia, e le citazioni da azzeccate e curiose, sono diventate insistenti fino a diventare fuori luogo. L'A.R.G.U.S. esiste in Arrow? E perché dovrebbe, visto che con il realismo di Arrow i meta-umani nemmeno esistono? Ricordiamo che ARGUS sta per "Advanced Research Group Uniting Superhumans", ma mi rendo conto che io sto cercando il pelo nell'uovo e che per l'occasione magari ARGUS stia per qualcos'altro. Così come mi rendo conto che sono troppo pignolo se per me la citazione alla Ferris sia stata stupida, in quanto le aeronuatiche Ferris si occupino di aerei militari e non di linea. Non mi sto nascondendo dietro il sarcasmo, veramente credo che queste siano delle critiche a citazioni fuori luogo e buttate lì proprio giusto per fare una citazione; eppure ce ne sono state alcune che per me hanno avuto senso, come per esempio Iron Heights. Star City non ha un carcere, ed è giusto che invece di Stryker's Island, Arkham o Blackgate abbiano deciso di utilizzare il carcere di Central City. Però, torno a ripetere: il troppo storpia, e a mio parere le citazioni sono state così tante che alcune le ho trovate molto forzate.

Ma non è questo che mi ha fatto realmente storcere il naso di Arrow. Queste sono semplicemente fissazioni da fanboy, me ne rendo conto. Cosa mi ha dato fastidio veramente tanto? Katie Cassidy. Laurel, per chi non ha dimestichezza con i nomi degli attori. Davvero, ho sopportato Smallville per tanti anni odiando a morte Kristine Kreuk/Lana Lang, ripetendo a me stesso "tanto questa se ne deve andare per forza, Clark sta con Lois non con Lana". Eh, l'attesa fu dura e finalmente la tolsero dalle balle verso la sesta o settima stagione, non ricordo. Ma Laurel? Questa mi sa che ce la sorbiamo tutte le serie, in quanto in teoria (ma solo in teoria) dovrebbe essere Black Canary. No, dico... quel pezzo di legno con la faccia da oca stranita dovrebbe essere Black Canary? Avesse almeno il fisico per star bene in body e calze a rete, ma nemmeno quello! Ma al di là dell'aspetto fisico, che può essere soggettivo, la caratterizzazione del personaggio è pessima, e per me è veramente l'elemento più fastidioso dell'intera serie. Odi Oliver, poi lo ami, però ti ricordi che s'è fatto tua sorella e che è morta mentre stava con lui, quindi lo odi di nuovo. Poi lo ami di nuovo perché vedi che è cambiato, poi ti metti con il suo miglior amico, poi vi lasciate, e poi senza motivi te lo trombi a casa tua. Io sto ancora cercando di capire una cosa, in quel penultimo episodio: perché Oliver è andato da Laurel dopo che era andato a dire al suo miglior amico Tommy di riprovare a iniziare da capo con lei? Sei un pezzo di merda. E poi.. Laurel ha una finestra o un home theatre che dalla strada un qualunque cristo che passa riesce a vedere cosa succede dentro casa tua? Povero Tommy, invidiava a morte il suo miglior amico, per delle giustissime motivazioni, ma siccome si ritrova in un mondo dove le persone gestiscono i loro rapporti sociali in modo totalmente confusionario, se l'è dovuta prendere in quel posto.

Passiamo avanti. Cerchiamo di levarci in mente l'immagine di Katie Cassidy in calze a rete (brr) e passiamo un po' agli altri personaggi, e devo dire che non proprio tutti sono stati fastidiosi. E per farlo, andrò in ordine.

Oliver Queen: Che posso dire? Stephen Amell è perfetto nel ruolo. L'ho trovato piuttosto impacciato nelle prime puntate, ma col tempo ha dato il meglio di sé, e devo dire che mi piace la scelta dell'attore. Paragone serie e fumetto, invece... no, non è Oliver. Per niente. Oliver Queen (e mi riferisco a quello pre-Nuovi 52) è un cazzone, uno che scherza sempre, con un alto senso morale, sì, ma spavaldo. Questo qui mi pare più Batman con arco e frecce, ma il tutto è una rivisitazione, e da che Arrow non è un supereroe ma un vero e proprio vigilante che i cattivi li ammazza, ci sta. La rivisitazione in chiave più "oscura" per me è accettabile e sensata, nessun elemento di fastidio.
Diggle: creato apposta per la serie, Diggle è la guardia del corpo di Oliver, prima, e successivamente diventa suo aiutante. Un Alfred, solo più giovane e che prende parte all'azione. Il suo nome è in 'onore' ad Andy Diggle, lo scrittore di Freccia Verde: Anno Uno, opera a cui gli autori si sono voluti ispirare per la serie. Neanche lui ho trovato un elemento fastidioso, anzi è più la voce della ragione di Oliver, è lo spettatore che dall'altro lato dello schermo dice "Oliver, sei un pirla, tua madre fa parte dei cattivi, ce l'hai sotto il naso! E smettila di sbavare sul culo di Laurel!"
Merlyn: padre e figlio, Malcom e Tommy, prendono il cognome dal villain di Freccia Verde, Merlyn the Magician. Anche lui usa arco e frecce. Io avrei pensato che alla fine Tommy, logorato dalla gelosia, indossasse i panni dell'arciere oscuro giurando vendetta all'ex amico che gli ha fregato la ragazza. Dio ti ringrazio che non è stato così, e salvo sorprese, questo rimarrà morto. Il ruolo del cattivo di turno è spettato al padre tuttavia; un uomo di mezz'età cazzutissimo capace di tenere testa a due omoni come Oliver e Diggle. Vabbè...
Felicity Smoak: personaggio tirato fuori dai fumetti di Firestorm (era la matrigna di Ronnie Raymond). Ragazza non tanto sveglia, ma vero genio dei computer, simpatica (lo ammetto, qualche suo intervento mi ha divertito) e con un make up troppo esagerato. Anche come alleata ha figurato bene, scelta azzeccata e personaggio simpatico, solo che andrebbe truccata di meno (e cambiato colore al rossetto, almeno quello)
Quentin Lance: il più figo di tutto il telefilm! Il mio personaggio preferito, perché un po' la voce della ragione in tutta la serie. L'ho pensato più come l'unica persona normale che ragiona come cristo comanda in un mondo governato da pazzi e ritardati.
Roy Harper: non ho nulla da dire contro il suo personaggio. Azzeccato e a primo impatto fedele alla sua controparte del fumetto. Attendiamo solo che prenda il suo posto come spalla dell'arciere, probabilmente direttamente come Red Arrow o Arsenal (visto che il nomignolo 'Speedy' è stato affibiato a Thea), poi potremo riparlarne.
Huntress/Helena Bertinelli: mi fa piacere che a scriverne l'episodio sia stato Geoff Johns, e quant'era bellino il completino da spogliarellista che richiamava la sua uniforme originale del fumetto? Tutto questo, ma NO. Non mi è proprio piaciuto il suo personaggio, sebbene sia stato molto fedele alla Bertinelli originale, però gli episodi con lei protagonista mi hanno causato il sonno. E infinite risate lo pseudo-italiano dell'attrice (lo sapete se l'avete visto in lingua originale).


I cattivi
Arrow ci ha dato una lunghissima lista di personaggi, e i cattivi presentati sono stati a mio avviso bruciati. Partiamo per gradi e iniziamo con quelli presenti sull'isola: Fyers, Deathstroke e Shado. Il primo è un personaggio apparso durante The Longbow Hunters, ed è un agente della CIA corrotto che tenta di mettere i bastoni tra le ruote a Freccia Verde in più di un'occasione; il secondo, beh... è Deathstroke, non credo ci sia bisogno di aggiungere altro; poi c'è Shado, che non si è capito che ruolo voglia giocare all'interno della serie. Dovrebbe essere una assassina letale che, sebbene collabori con l'arciere di smeraldo, non è che vadano proprio d'accordo, mentre qui è solo una cinese con un bel culo che fa kung fu. Bella la mossa, invece, di inserire Wintergreen, il mentore di Slade Wilson, il quale ha fatto una fine orribile, con una freccia nell'occhio dove Slade dovrebbe essere cieco. E parlando di ciechi ad un occhio, nella serie è apparso anche Deadshot. E forse gli autori si sono confusi tra Deathstroke e Deadshot, visto che è proprio quest'ultimo ad aver perso un occhio.

E poi, come possiamo non parlare del grande attore di Arrow? La grandissima rivelazione di tutta la serie! Lui, Seth Gabel, nei panni del Conte! E spero si capisca che sto cercando di essere sarcastico, perché è stato l'esatto opposto. L'attore vuole fare l'eccentrico, si è detto ispirato a Heath Ledger per la sua performance, e seriamente.. non ce l'ha fatta. Una recitazione esagerata, riuscita in un modo veramente orribile. Il timbro vocale, la recitazione, e quelle cavolo di mimiche facciali inguardabili.... forse avrei apprezzato di più la rivisitazione del Conte Vertigo, se avessero scelto un attore più qualificato e meno coglione.

Infine, stendiamo un velo pietosto su Seth Gabel, e segnaliamo anche altri personaggi che sono apparsi nella serie. Abbiamo visto la Royal Flush Gang (La Gang della Scala Reale) in una veste decisamente diversa da quella dei fumetti, ma non sto qui a dire che avrei voluto vedere cinque tizi su delle carte da gioco volanti, e per me è stata una bella idea (anche se l'episodio noioso); poi c'è stata China White, personaggio apparso su FV: Anno Uno e interpretata da Kelly Hu, su cui non ho poi molto da dire, e infine abbiamo visto anche il villain di Batman, Firefly alias Garfield Lynns, in quello che è stato l'episodio più brutto di tutta la stagione di Arrow.


In definitiva
Forse con i commenti sono stato troppo spietato, e molto probabilmente ho anche dimenticato di aggiungere altro, ma io devo proprio dirlo: non mi è piaciuta per niente questa serie. Ok, tutto è una rivisitazione in chiave realistica, ma si è arrivati ad esagerare. Un briciolo di senso morale nell'eroe di turno ci dovrebbe anche stare, e invece no; questo ammazza tutti e la polizia fa anche bene a cercarlo per arrestarlo. Non dimentichiamoci del concetto di supereroe, che in Arrow è stato spazzato via per far largo a questo realismo cupo fin troppo forzato. Per non parlare dei rapporti sociali e delle interazioni tra i personaggi; okay che è destinato ad un pubblico adolescente, ma non si può vedere che delle persone di 25 anni facciano continuamente leva sul vittimismo gratuito e completamente insensato, e che rapporti d'amicizia si rovinino così in modo stupido per il tanto aspirato amore della propria vita.  Se il buonismo del rapporto eroe-cattivo in Arrow non ce n'è manco l'ombra, nei rapporti tra i personaggi si spreca fin troppo. Chi non avrebbe mandato a quel paese McKenna che voleva sapere per forza cos'è accaduto sull'isola quando questo è un argomento che non si vuole tirare fuori? O quale essere umano non avrebbe mandato a quel paese Laurel quando, ogni volta che si presenta un problema personale, lei se ne esce fuori "io ho passato l'inferno, mia sorella è morta, e bla bla bla"? L'aspetto della soap opera stona parecchio perché gestita male. L'adrenalina, tutta via c'è... ma viene spezzata. I cliffhanger sono messi lì a caso per tenere incollati allo schermo e nell'episodio successivo non succede niente, col risultato che l'attesa si spegne con il nulla. E il finale di stagione? Ne vogliamo parlare? D'accordo, l'elemento sorpresa ci ha giocato tutti regalandoci un finale fuori dal comune e inaspettato.. però di merda.

Arrow sicuramente merita il successo che ha avuto e sta avendo, se alla gente piace è giusto non deluderla. La mia opinione è che ci si trova davanti ad una serie che, per quanto adrenalinica, spegne subito l'entusiasmo. Se non altro, un lato positivo c'è stato: dal successo, hanno finalmente deciso di dare uno scrittore decente al fumetto di Freccia Verde; dopo le pessime gestioni precedenti, Jeff Lemire ha iniziato a scriverne le storie che hanno già riscontrato parecchie critiche positive. Per me, va bene così, ma la seconda stagione non la guarderò.
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Girl Power! - Batgirl & Batwoman (Nuovi 52)

Questi Nuovi 52 ci hanno offerto parecchie serie interessanti, ma anche (talvolta) altrettante scadenti. Con la conclusione del primo anno, ho già avuto modo di parlare di queste serie dando uno sguardo generale a quelle proposte, ma stavolta mi soffermerò su ben due testate, che a mio parere sono state tra le più emozionanti e belle dell'intero reboot DC: Batgirl e Batwoman, scritte rispettivamente da Gail Simone e J.H. Williams III.


Batgirl e Batwoman sono state presentate da Lion nella collana Batman Universe, che ha raccolto tutte le avventure delle protagoniste femminili di Gotham come Catwoman e le Birds of Prey. E se con Catwoman e Birds of Prey il lavoro non è stato poi questo granché, il contrario (per fortuna) possiamo dire delle due "pipistrelle". Ma partiamo subito dalle novità: innanzitutto, quella più ovvia - Batgirl torna ad essere Barbara Gordon, dopo oltre 10 lunghi anni, strappando il mantello a Stephanie Brown, che ben aveva figurato, tanto da aver fatto innervosire molti fan dell'ex-Spoiler. L'altra, più che novità, è una nota curiosa riguardante le trame di Batwoman, le quali assumono un tono decisamente più sovrannaturali, mostrando un'altra faccia di Gotham, una Gotham diversa da quella vista nelle varie testate dedicate alla Bat-family. Un po' come accaduto nella precedente gestione di Batwoman, tra le pagine di Detective Comics (prima del reboot), insomma, con la rossa che è passata dall'Intergang e la Bibbia del Crimine a... fantasmi e sette mistiche. Ma come giusto che sia, andiamo con calma e analizziamo una testata alla volta, iniziando proprio dal soldato Kate Kane.

Batwoman
La storia di Batwoman inizia proprio da dove l'avevamo lasciata prima del reboot, la cui gestione fu sempre di J.H. Williams III. Gli avvenimenti con l'Intergang, e più di tutti quelli coinvolgenti con la sorella gemella Elizabeth "Alice", risultano quindi in continuity, se non con un enorme punto interrogativo enorme su che fine abbia fatto Renee Montoya, ex compagna di Katherine (sia in amore che in battaglia). Con i nuovi progetti sulla figura di The Question da parte di Geoff Johns, il personaggio di Montoya è stato praticamente dovuto mettere da parte, però non se ne sono completamente dimenticati, facendo riferimento a lei più di una volta, ma se sia morta o meno non ci è stato rivelato. Comunque sia, modificate apportate (e dovute) a parte, questa gestione del personaggio di Batwoman non scontenta affatto, a partire dalla protagonista stessa. Un po' tutti hanno imparato a conoscere Kate Kane prima e/o dopo il reboot; lei è diversa dai soliti membri della bat-family, lei non è un'eroina, è un soldato. Radiata dall'esercito per la regola del "Don't ask, don't tell" dovuta alla sua omosessualità, Kate Kane è forte, decisa, preparata, un po' come quel Batman che tanto ho preferito negli anni passati, quello più oscuro e cupo che allontanava chiunque gli stesse accanto, anche se ciò non è del tutto vero in quanto ha intrapreso una vera e propria relazione amorosa con la detective Maggie Sawyer. Poliziotta che risulta una scelta azzeccatissima, non come semplice 'sostituta' di Renee Montoya. La loro relazione, all'apparenza quasi perfetta, è molto più complicata di così, in quanto Sawyer dà la caccia a Batwoman. Anche un po' di contorno rosa, per così dire, attorno alle storie di Batwoman, il ché non fa mai male se non esasperato o reso ridicolo, cosa che non accade in Batwoman. Per quanto riguarda altri aspetti da 'soap opera', non dimentichiamoci dei suoi rapporti con il padre e la cugina Bette Kane, alias Flamebird, entrambi tutt'altro che facili, che portano maggior spessore al personaggio di Batwoman; il modo in cui affronta i suoi problemi, ci dicono molto sulla sua personalità: dura sì, un vero soldato che non si ferma mai a piangere, ma forse troppo fredda e insensibile agli occhi di altri. Una caratterizzazione del personaggio che a me piace tantissimo perché veramente ben elaborata, a termini di paragone, tra 'il nuovo' Batman e l'eroina rosso-nera, preferisco di gran lunga quest'ultima. E visto che abbiamo anche accennato il Cavaliere Oscuro, maggior spessore al personaggio si ha proprio grazie al suo totale distacco dalla batfamily; rinunciando a far parte della Batman Inc. se non addirittura di collaborare a stretto contatto con lui e i suoi alleati, ha dimostrato come sia totalmente autonoma... e ci ha risparmiato un pesante e forzato crossover quale La Notte dei Gufi.

Passando alla storia vera e propria, come già detto le storie di Batwoman si discostano totalmente da ciò che accade nella Gotham di Batman; se il Cavaliere Oscuro è impegnato a conoscere i segreti della sua città affrontando la Corte dei Gufi, Batwoman è impegnata a seguire dei casi di rapimenti di bambini per mano, inizialmente dalla Donna che Piange (La Llorona), uno spirito che si rivelerà poco a poco guidato da una setta conosciuta come Medusa, di cui fa anche parte il villain Killer Croc, con un aspetto decisamente diverso, modificato dalla magia di Maro Ito. Sulle sue tracce, però, vediamo Cameron Chase, personaggio introdotto sulle pagine di Batman nel 1998 e agente del D.E.O. (Dipartimento di Operazioni Extra-normali) e che costringerà la nostra eroina a collaborare con la sua agenzia, guidata dal misterioso Bones, per stanare chi c'è dietro all'organizzazione Medusa. Con la cugina Bette finita in coma (proprio per mano di uno degli uomini di Medusa) e l'allontanamento del padre con il quale comunque non ha mai avuto ottimi rapporti, Kate inizia a collaborare con il D.E.O.. Una storia che veramente è ben raccontata, molto lineare, nonostante i continui "balzi temporali" negli ultimi 3-4 numeri che ci portano continuamente, in ordine casuale, a tre giorni prima, a poche ore eccetera. I disegni... purtroppo bisogna dire che ad un certo punto sono ciò che stonano maggiormente. I primi 5 numeri sono a dir poco perfetti, i quali sono curati dallo stesso J.H. Williams III che ne cura anche la scrittura, ma dal numero 6 in poi alle matite arriva Amy Reeder Hadley che rende il tutto veramente inguardabile, tanto da essere tentati di chiudere l'albo talmente la bruttezza dei personaggi. Fortunatamente, dal numero 9 in poi subentra Trevor McCarthy che rende tutto più guardabile, anche se ancora nettamente inferiori ai disegni di J.H. Williams III. In definitiva, tra la caratterizzazione del personaggio di Kate Kane (che dire che l'amo è praticamente riduttivo) e le storie presentate, Batwoman è una delle migliori testate assolutamente da non perdere, e che a lungo termine ci regalerà altre emozioni, tra i quali un vicinissimo team up con Wonder Woman, e siamo tutti curiosi di vedere come collaboreranno queste due grandi personalità femminili del DC Universe!


Batgirl
Se vogliamo definire il vero e proprio concetto di "Girl Power", Gail Simone ce lo può spiegare attraverso le sue storie. Non c'è niente da dire, io vorrei che Gail Simone prendesse in mano la gestione di altri personaggi femminili un po' troppo bistrattati (Catwoman in primis) perché il suo lavoro è eccellente. Fece già un ottimo lavoro con Birds of Prey, e con Batgirl si è presentata la sfida finale; non era affatto facile far ritornare sulla scena un personaggio come Barbara Gordon, che ormai tutti erano abituati a vedere nei panni di Oracolo. È stata una scelta rischiosa, basti pensare al disappunto dei fan quando, all'annuncio del ritorno di Barbara come Batgirl, molti si sono infastiditi per via dell'ottimo lavoro fatto con Stephanie Brown, l'ultima a indossarne il mantello prima del reboot. Eppure, Gail Simone ce l'ha fatta. E alla grande, aggiungerei. E lo ha fatto senza tralasciare alcun elemento psicologico; Barbara non è tornata ad essere Batgirl e basta, ma ha ripreso a camminare, ha i suoi dubbi, le sue paure e man mano con la storia assistiamo ad una vera e propria riabilitazione, sia fisica che psicologica. E non si venga a dire che sarebbe stato un lavoro facile. Ma partiamo proprio per gradi, e andiamo a vedere la maturazione del personaggio di Batgirl. Sappiamo come in The Killing Joke, Barbara sia stata sparata dal Joker e costretta alla sedia e rotelle, e in questo Nuovo Universo DC, dopo un lungo tempo di convalescenza, ha riacquisito l'uso delle gambe. "Perché proprio a me?", "c'è tanta gente che merita più di me il mio stesso miracolo": sono questi i primi pensieri che balzano nella testa di Barbara, il che ci riporta proprio alla natura altruista del personaggio stesso, ma ciò non fa in modo che lei resti a piangersi addosso, anzi. Spinta dalla voglia di reagire e riprendere in mano la sua vita, torna ad essere Batgirl, ma niente è come prima; il suo cammino inizialmente è piena di incidenti, arrivando a darsi la colpa dell'assassinio di un poliziotto. Ma questo le impedirà di tornare ad essere ciò che era prima? No, continua a lottare e migliorare, per non fare in modo che questo riaccada. La sua prima sfida è con il villain Mirror, un personaggio che in comune con Batgirl ha il suo stesso complesso del sopravvissuto: rimasto in vita dopo un'incidente stradale che ha causato la morte della moglie e di sua figlia, Jonathan Mills decide di porre fine alla vita di coloro che sono 'scampati alla morte'. Gail Simone, se pur scegliendo una via banale, riesce a far cogliere il centro della questione sul ritorno di Batgirl, facendole affrontare dei nemici che molto si avvicinano ai suoi stessi dubbi e complessi, mostrando due lati della stessa medaglia. Ma non è tutto, gran parte dei personaggi che appaiono tra le pagine di Batgirl, in un modo o nell'altro, riflettono sé stessi su Barbara, mettendo in risalto non solo le paure, ma anche i punti di forza. Tutti giocano il loro ruolo, e nessuno di questi è messo a caso.

Torna quindi un personaggio irriverente, sarcastico, divertente e allo stesso tempo eroico e decisamente altruista che forse veramente in pochi non riescono ad amare. Barbara vuole rappresentare un po' il personaggio che, nonostante le difficoltà della vita, per quanto gravi possano essere riesce sempre a rialzarsi e combattere, e Gail Simone ce lo racconta in modo a dir poco egregio. Ci ricorda come non è mai facile rialzarsi; puoi essere costretto alla sedia a rotelle e un giorno ti ritrovi miracolosamente a camminare con le tue gambe, non è detto che sarà facile riprendere il tuo cammino precedente, ma non è neanche detto che non puoi farlo. Essere 'il prescelto' per questo miracolo non è un peso da portarsi, ma bensì un'occasione da sfruttare. Non puoi smettere di essere chi sei solo perché la vita ti ha portato delle disgrazie. Non puoi smettere di essere un eroe, se è ciò che sei veramente.


Chiusa la parentesi pseudo-filosofica, concludiamo finalmente questo articolo. Inutile dire ancora una volta di come ho praticamente amato queste due serie che sicuramente continuerò a comprare; serie che ha come protagoniste due donne che di diverso hanno molte cose, come anche dimostrato nel numero 11 di Batgirl dove hanno avuto un breve scontro. Una è più fredda, dura, decisa e con il temperamento di un soldato, l'altra è una ragazza che, se pur capace anche lei di tirare calci e pugni, la sua caratteristica principale è la compassione e la semplicità.

Occhi puntati su queste due serie, che nell'immediato futuro non smetteranno di deluderci. Come già detto, Batwoman avrà un team up con Wonder Woman, mentre Batgirl sarà impegnata nel crossover Death of the Family, che insieme alla testata di Batman, sarà quella che porterà sulle spalle l'intera saga (o almeno, avrà più senso di Cappuccio Rosso, Giovani Titani e Catwoman).

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