L'Odissea di Wonder Woman

Quando parliamo di Wonder Woman, quasi sicuramente ognuno di noi prende come spunto la Diana Prince di Lynda Carter, quella con il suo classico costume rosso, blu e dorato, ma dobbiamo tener conto che Wonder Woman, nei suoi 70 anni di esistenza, ha subito molte mutazioni. Tra i personaggi del DC Universe, forse ci troviamo davanti ad uno che ha subito più cambiamenti di tutti gli altri; tra evoluzioni, origini riscritte e tentativi di rimodernarla, la principessa Amazzone è riuscita a sopravvivere in tutti questi anni, però, mantenendo solo il suo aspetto originale. La abbiamo vista nelle vesti di motociclista, vestita solo di una toga bianca... la abbiamo vista anche come una semplice essere umana senza poteri (già!), una segretaria, un'infermiera, un'agente governativo, una regina, una guerriera, ma alla fine le origini del personaggio si sono collegati sempre e solo alla sua figura classica. Wonder Woman non è solo un'eroina in costume o una principessa-guerriera Amazzone, lei è un simbolo. E se c'è qualcosa che la sappia descrivere al meglio, scavando nelle sue origini, le sue mutazioni, per arrivare alla vera essenza di Wonder Woman, quello è Wonder Woman: Odissea.

"Diana è troppo sottovalutata in questo mondo. Bisogna cambiare. Che l'Odissea di Wonder Woman cominci."
È questa la frase con cui si apre l'introduzione a Odissea, "The Sensational Wonder Woman", breve storia di 4 pagine scritta da Geoff Johns nel numero 600 di Wonder Woman, che di fatto andava a introdurre il nuovo story arc dedicato alla principessa Amazzone. Da un lato, vediamo un tentativo di modernizzazione del personaggio avvicinandolo più ai giorni nostri, dall'altro c'è una particolare scelta editoriale, riprendendo la numerazione iniziale della prima serie dedicata a Wonder Woman (1942-1986) ferma al numero 329, andandola a sommare con le altre due serie concluse. Questa scelta non è stata fatta a caso, in quanto come già detto, lo story arc Odissea vuole un po' andare a fondo nel personaggio di Wonder Woman, avvicinarsi alle sue origini editoriali, e rendendola un mito - alla pari di Batman e Superman, i quali, i tre insieme formano la "Trinità" del DC Universe.

Insomma, Odissea non si presenta solo come un tentativo di modernizzazione del personaggio, ma vuole rappresentare al meglio un'eroina che ha fatto la storia dei comics americani, ma che è stata bistrattata nel corso degli anni. Vediamo come, attraverso la scelta dei costumi e della sceneggiatura, siano riusciti a rendere al meglio l'essenza stessa di Wonder Woman.


"Odissea" nella continuity DC, il costume di Jim Lee e la nuova Themyschira.
Se siamo dei lettori casuali, possiamo ritrovare in Odissea una semplice storia accessibile a chiunque voglia avvicinarsi al personaggio, ma allo stesso tempo riesce a trovare una posizione all'interno della continuity. Di fatti, in un mondo dove nessuno si ricorda di Wonder Woman, l'unico a ricordarsi di lei sembra essere Maxwell Lord (ucciso da lei durante Crisi Infinita, e risorto come Lanterna Bianca alla fine de La Notte Più Profonda), anche se Superman ha una sensazione come se l'avesse già conosciuta, ed infine, l'esistenza di questa Wonder Woman si riesce a ricollegare alle fratture temporali, argomento trattato nella serie dedicata a Booster Gold e accennata in Flash. Quindi, ci troviamo in un mondo che non ha mai conosciuto Wonder Woman, dove l'Isola di Themyschira è andata distrutta e le Amazzoni sopravvissute si rifugiano in un quartiere di New York - anche questo nascosto dal mondo degli uomini, come avveniva sull'Isola Paradiso. Qui Diana, a differenza delle sue vecchie versioni, è al corrente di come funzioni il mondo esterno, abbandonando quindi quell'aria ingenua che l'ha sempre contraddistinta durante la sua permanenza nel mondo esterno, e vive in un appartamento insieme alle sue sorelle Amazzoni. Determinata a eliminare le ingiustizie nel mondo, Diana viene presentata come una guerriera assetata di giustizia, prima però deve aiutare le sue sorelle Amazzoni a difendersi da un nemico che dà loro la caccia, e che precedentemente ha distrutto l'Isola di Themyschira e assassinato la loro regina, nonché madre di Diana, Hyppolita.

Queste sono solo alcune delle caratteristiche moderne approntate al personaggio di Diana, ma quella più evidente è quella che risalta all'occhio: il costume. Viene abbandonato, quindi, il look classico e viene introdotto questo look da strada; i simboli caratteristici di Wonder Woman rimangono, come la doppia W sul corsetto e le stelle sulle spalliere, insieme alla tiara, la cintura e i bracciali, anche questi rimodernati. Il look, inizialmente, fu concepito da Jim Lee come parte delle modifiche che sarebbero dovute apportare ai Nuovi 52, il famoso reboot che ha visto coinvolto l'intero Universo DC dopo gli avvenimenti di Flashpoint, che come abbiamo visto è stato abbandonato adottando il costume classico, sostituendo l'oro con l'argento e cambiandone il colore degli stivali da rossi a blu scuro. Gli accessori, quindi, rimangono invariati, così come il lazo d'oro, che anche qui ha lo stesso potere di far dire la verità a chiunque vi sia legato. Manca solo l'aereo invisibile, ma se ne può tranquillamente fare a meno...


L'Odissea di Wonder Woman: l'evoluzione da eroina a Mito.
Leggendo Odissea, inizialmente può sembrare una semplice storia rivista in chiave moderna, ma solo andando avanti ci si rende conto dell'intero senso della storia e del perché questo titolo. Come per Ulisse rappresentava una serie di avventure durante la sua strada di ritorno per la sua casa Itaca dopo la caduta di Troia, così per Wonder Woman si presenta allo stesso modo. Qui Troia può essere identificata come la sua realtà sfaldata, la perdita della sua identità, mentre Itaca sarebbe la sua vera Themyschira, quella che è stata cancellata dalla realtà, come tutta la sua vita. Wonder Woman intraprende la sua Odissea con lo scopo di trovare delle risposte, e le risposte che troverà scaveranno attraverso la sua storia editoriale, esplorando tutte le sue diverse incarnazioni, trovando anche una sorta di "easter egg", che si rifà alla versione Amalgam di Wonder Woman "fusa" con l'X-Man Tempesta (vedi crossover Marvel vs DC).
Durante il suo cammino, Diana affronterà molteplici avversari, come le Keres (rivisitazione della dea del destino Chere), Cerbero, la divinità celitca Morrigan, avrà a che fare con delle interessantissime rivisitazioni di due sue nemiche classiche come Giganta e Cheetah, visiterà l'Ade e solo alla fine si scoprirà che la sua Odissea non è altra che una missione atta a salvare il Mondo, oltre che sé stessa.

Penso che con gli spoiler basta così. Wonder Woman: Odissea è una lettura molto interessante, che sarà molto apprezzata dai fan di Wonder Woman. In primis perché rappresenta una storia che oltre a voler essere una rivisitazione moderna, racchiude in sé molti elementi classici del personaggio, e vede una profonda esplorazione dell'essenza di Wonder Woman, elevandola a ciò che è: un Mito. L'altro motivo è perché il lavoro fatto da Straczynski è ottimo, e la storia ha quel sapore di "epico" senza riuscire a cadere nelle banalità più comuni, e i disegni di Don Kramer, molto curati, che accompagnano la storia sono quel tocco in più che rende Odissea una storia godibile sotto ogni aspetto. In Italia, la pubblicazione si è divisa tra la Planeta DeAgostini e la RW Lion, e quindi è in due volumi, da (su per giù) 500 pagine l'uno; per quanto possa risultare difficile, a oggi, trovare il primo volume visto il cambio di editore (lasciando in circolazione un numero limitato di copie), consiglio a tutti i fan di Wonder Woman di procurarselo. Lo amerete, fidatevi.


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Artikel L'Odissea di Wonder Woman ini dipublish oleh Danjel pada hari martedì 6 novembre 2012. Semoga artikel ini dapat bermanfaat.Terimakasih atas kunjungan Anda silahkan tinggalkan komentar.sudah ada 0 komentar: di postingan L'Odissea di Wonder Woman
 

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